Il Taormina Opera Festival 2025 ha regalato al pubblico due serate consecutive, colonne sonore della memoria collettiva, confermando ancora una volta il Teatro Antico di Taormina come uno dei palcoscenici più suggestivi al mondo.
Sotto il cielo siciliano, tra le vestigia greco-romane e l’Etna che vegliava sullo sfondo, si sono alternati un toccante omaggio al genio di Ennio Morricone, diretto da Stefano Sovrani ed una elegante rappresentazione di «La Traviata» di Verdi, affidata alla bacchetta di Stefano Vignati con la regia di Enrico Castiglione.
Il primo appuntamento è stato interamente dedicato al Maestro Ennio Morricone, premio Oscar e padre di alcune delle più celebri musiche da film della storia del cinema.
La direzione di Stefano Sovrani si è rivelata attenta e rispettosa, capace di restituire al pubblico la straordinaria ricchezza timbrica delle partiture.
Il concerto, concepito come un viaggio tra le atmosfere western di Sergio Leone, le tensioni drammatiche dei thriller politici e le suggestioni liriche più intime, ha fatto vibrare la platea di emozioni.
La voce solista di Carmen Salomone soprano, ha impreziosito la serata con un’interpretazione carica d’intensità, in particolare nei brani più contemplativi, offrendo una dimensione lirica e al tempo stesso popolare alle melodie, meno bene l’esibizione tesa e titubante di Lucia Mastromarino. Momenti come Gabriel’s Oboe hanno conquistato il pubblico, che ha seguito in silenzio reverenziale.
La magia del luogo ha amplificato l’esperienza, i celebri temi risuonavano tra le colonne antiche come se fossero sempre appartenuti a quello spazio, in una fusione perfetta tra storia, cinema e musica.
La sera successiva il sipario ideale del Teatro Antico si è aperto su «La Traviata», una delle opere più amate di Giuseppe Verdi. Alla direzione, Stefano Vignati ha guidato orchestra del Taormina Opera Festival, il Coro Lirico Italiano “Vincenzo Bellini” e cantanti con gesto sicuro ed elegante, sottolineando la modernità di una partitura che, pur scritta a metà Ottocento, continua a parlare al cuore di tutti.
La regia d’impatto di Enrico Castiglione ha saputo sfruttare la grandiosità del Teatro Antico con intelligenza scenica, esaltando il contrasto tra la dimensione intima della vicenda di Violetta e Alfredo e la monumentalità della cornice archeologica. Un allestimento elegante. carico di splendide Camelie che univa sobrietà e forza visiva, valorizzando le dinamiche drammaturgiche senza sovraccarichi superflui, soprattutto nel terzo atto dove ha offerto una visione di un cuore formato dalle camelie, che Violetta distruggeva durante il baccanale.
Gli interpreti a partire da: Violetta Besa Lligiqui, Alfredo Pablo Karaman, Giorgio Germont Elia Fabbian, Flora Lara Rotili hanno dato vita a personaggi vibranti, trascinando gli spettatori nella vicenda con intensità crescente fino al finale struggente.
Due serate per celebrare musica e bellezza, da un lato l’omaggio a un compositore contemporaneo e universale come Morricone, dall’altro la riproposizione di un classico assoluto del melodramma italiano. Un dialogo ideale tra cinema e opera, tra passato e presente, tra musica popolare e grande tradizione colta.
Il pubblico, ha potuto vivere un’esperienza unica, ascoltare capolavori immortali sotto le stelle di Taormina, in un contesto che rende la musica ancora più viva e indimenticabile.
Gabriella Spagnuolo
L’omaggio a Morricone e la magia di «La Traviata» al Teatro Greco di Taormina
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