Un viaggio musicale nei mitici anni ’90

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 Gli anni Novanta tornano a vivere sul palcoscenico del teatro Trianon Viviani grazie al talento di Massimiliano Gallo, protagonista e regista di **Anni ’90… noi che volevamo la favola! **, nuovo spettacolo di teatro musicale in scena sabato 29 novembre (ore 21) e domenica 30 novembre (ore 18).
Prodotto da “Città mediterranee – Nuovi orizzonti e Fan – Fabbrica audiovisiva napoletana”, lo show porta sul palco un mosaico di ricordi, riflessioni e atmosfere che appartengono a una generazione cresciuta con la convinzione che tutto fosse possibile.
Accanto a Gallo, protagonista di assoli e duetti che mescolano ironia e poesia, troviamo Carmen Scognamiglio, l’ensemble “Napolinord big band” e il corpo di ballo “Anni ’90 Dance”.
Gli arrangiamenti musicali sono firmati da Mimmo Napolitano, le coreografie da Ettore Squillace, mentre scenografia e costumi portano la firma di Susi Schiappapietra.
Un racconto che attraversa un’epoca “dorata” nel quale compaiono riferimenti molto concreti e popolari: la musica di Jovanotti e Ligabue, programmi televisivi come “Non è la Rai” e “Karaoke”, e anche il mondo del cinema con pellicole come La vita è bella, Forrest Gump e il fenomeno di “Matrix”.
Gallo non ignora gli aspetti più “difficili” del decennio: parla di guerre, crisi economiche, ma anche del cambiamento politico in Italia, come l’ingresso di Berlusconi in politica nel 1994 e l’ascesa della Lega Nord.
Questo significa che lo spettacolo non è solo divertente, ma ha anche un peso di memoria storica: non è solo all’insegna degli “anni ’90 belli”, ma anche quelli con conflitti e disillusioni.
Con la sua consueta verve partenopea, Gallo guida il pubblico in un viaggio che alterna leggerezza e introspezione. Gli anni Novanta vengono ripercorsi non come semplice nostalgia, ma come simbolo di un tempo in cui – prima di pandemie globali, conflitti diffusi e inquietudini ecologiche – si guardava al futuro con fiducia.
Lo spettacolo diventa così una lente attraverso cui osservare ciò che eravamo, ciò che siamo diventati e ciò che forse abbiamo smarrito: la capacità di immaginare una “favola”, personale e collettiva.
Le canzoni, gli aneddoti e le riflessioni compongono un intreccio che tocca le corde dell’animo umano. Si ride, ci si commuove, ci si riconosce.
La “Napolinord big band” restituisce il pulsare ritmico di un decennio vivace e contraddittorio, mentre il corpo di ballo rievoca l’estetica colorata e immediata di quegli anni.

Il risultato è uno spettacolo che abbraccia più linguaggi – teatro, musica, danza – e che riesce a essere insieme intrattenimento e memoria.

Franco Milone

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