
Sul palco c’è solo lui e la sua storia: Graham un uomo adulto mansueto, probabilmente affetto da un ritardo (o altra malattia) che lo vede spesso a riunioni in un istituto imprecisato il quale vive con la vecchia madre ancora attiva ed arzilla.
Nel monologo dai colori tenui e malinconici, costruito con toni colloquiali, la vicenda di Graham e la sua mamma dittatoriale assume nella narrazione valenze metaforiche, nel rapporto simbiotico, denso di mille sfaccettature, non esente da egoismi e qualche punta di cattiveria, emergeranno man mano crepe e screzi, come una teiera sbeccata appunto, ma l’amore anche imperfetto, ricompone i pezzi e fa sì che la vita prosegua su binari rassicuranti per entrambi, al riparo da solitudine e alienazione. Una teiera sbeccata è andato in scena nell’ambito del Festival di Teatro XS di Salerno con la regia di Pinuccio Bellone.
I pochi oggetti di scena suggeriscono una ambientazione datata, in un luogo inglese, forse anni 70/80. Sotto il nostro sguardo conosciamo i molteplici personaggi, tutti interpretati da Stefano Sandroni che senza cambi di abiti, dunque con vari registri vocali e posture anima con molta bravura i momenti dello spettacolo. Nella quotidianità affettuosa dei due, tra giri ai centri commerciali e qualche bar, irrompe ad un certo punto, un vecchio amico che comincia a corteggiare la signora, rinvigorita da questa nuova ingannevole presenza (come poi si scoprirà). Il rapporto prosegue e sembrerebbe che Graham sia destinato a vivere altrove, lontano dalla sua casa… ma il finale vedrà la coppia madre/figlio, per sempre complici, uscire a braccetto per andare a vedere un monumento. Pur nei toni leggeri lo spettacolo attraversa le diverse psicologie con pennellate efficaci ed ironiche e la regia sembra assecondare la vena poliedrica dell’attore impegnato nella non facile caratterizzazione dei protagonisti.
Visto ed applaudito, insieme ad un folto pubblico, domenica 15 marzo 2026 al teatro Genovesi.
Dadadago