Ezra in gabbia, magistrale Rigillo al Teatro Mercadante

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Mariano Rigillo, in scena accanto ad Anna Teresa Rossini dal 23 al 26 aprile 2026 al Teatro Mercadante di Napoli, ha incarnato la  controversa figura di Ezra Pound. Lo spettacolo, scritto e diretto da Leonardo Petrillo, è liberamente tratto dagli scritti e dalle dichiarazioni di Ezra Pound. Firma le scene Gianluca Amodio, i costumi Lia Francesca Morandini, il disegno luci Enrico Berardi, le musiche Carlo Covelli; produzione TSV – Teatro Nazionale, OTI – Officine del Teatro Italiano nell’ambito del progetto “VenEzra” promosso dalla Regione Veneto.

Note di regia

“Ezra in gabbia è uno spettacolo basato sulle ossessioni: ossessione per la giustizia, per la libertà, per l’usura, che corrode il mondo… L’ossessione dell’uomo Pound che si sente inadeguato, per non essere riuscito, se non a sprazzi, a far fluire carità e amore, “a rendere le cose coerenti”; ma difende la sua poesia, la scoperta delle incongruenze sociali e artistiche, del mondo e degli uomini. È una messinscena che tutto mostra e tutto nega. La scena è spoglia, a eludere sé stessa. La musica è distorsione del reale. I video montano e smontano il concetto stesso di materico, come un bimbo che gioca a creare. Solo la parola, ghianda di luce, trova la propria forma e la propria ragione. Solo il silenzio, finale e definitivo apre la memoria finalmente alla danza della vita e gli restituisce dignità e libertà. Mariano Rigillo è l’attore ideale per interpretare Ezra Pound, con la sua gestualità, la ricerca del silenzio, la parola in idea. Anna Teresa Rossini evoca il pensiero ed i Cantos del poeta/profeta rendendo bello il difficile. A ragione della memoria”.

Lo spettacolo

Anna Teresa Rossini in scena

La scena mostra al centro la gabbia nella quale è rinchiuso Pound e il palcoscenico diviene l’aula di tribunale del processo che non ha mai avuto luogo. Il poeta americano che ha vissuto a lungo in Italia, Ezra Pound (morì a Venezia nel 1972), chiede che gli sia fatta giustizia. Arrestato nel 1945, rinchiuso per venticinque giorni e tenuto in condizioni disumane nel campo di Metato, vicino Pisa, fu poi internato per tredici anni nel manicomio criminale Saint Elizabeths Hospital a Washington, senza mai essere processato, ritenuto pazzo. Nel suo intenso, drammatico, lucido monologo, il personaggio Pound ricorda fasi salienti della propria esistenza e del proprio pensiero. Nei soggiorni londinesi e parigini conobbe Joyce, Cocteau, Hemingway, T. S. Eliot. Rapito dall’arte e dalla cultura italiana, innamorato di Rapallo e Venezia dove soggiornò, manifestò sempre simpatie per il fascismo e aderì alla Repubblica di Salò. Accusato di tradimento dagli Americani, una volta liberato scelse di tornare in Italia, a Venezia. L’ossessione per l’usura, i discorsi radiofonici contro Stati Uniti e Inghilterra, l’ammirazione per Mussolini, l’arresto da parte dei partigiani, la gabbia sotto il sole cocente di Pisa, in compagnia solo dei versi di Confucio, per un criminale di guerra che chiede il giudizio del pubblico presente a teatro, unico luogo di vera libertà. Intercala le sue memorie la lettura di pensieri e versi di Pound di Anna Teresa Rossini. Vuole essere giudicato dai suoi 116 Cantos, le poesie ispirate da Dante, “un mosaico della cultura mondiale”, e proprio la sua voce è quella che si sente alla fine del monologo, che recita l’81esimo canto. Dalla drammaturgia viene fuori la complessità del personaggio, intellettuale atipico che si scaglia contro l’usura, la malattia del nostro tempo, e il sistema capitalistico, con i governi “camerieri dei banchieri”, sognando una “policy ideale”. Lavorare meno per lavorare tutti, evitando la decadenza proteggendo gli artisti e i poeti. “Se un uomo non è disposto ad affrontare qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui”, affermava Pound, considerato poeta dell’ultradestra, economista eretico, soprattutto autore dei Cantos. Magistrale interpretazione di Mariano Rigillo e poetico intervento di Anna Teresa Rossini, entrambi acclamati dal pubblico.

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