“Vengo dal mare” di Fortunato Calvino debutta con successo al Campania Teatro Festival

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Il 26 giugno 2026, al Teatro Nuovo di Napoli, ha debuttato in prima assoluta “Vengo dal mare”, nuovo spettacolo scritto e diretto da Fortunato Calvino, presentato da Talassia Srl. Si ringrazia Antinoo Arcigay Napoli. Scritto nel 2019, finalista al Premio Internazionale di Drammaturgia “Carlo Annoni” 2021, “nasce dall’urgenza di raccontare una delle grandi ferite del nostro tempo: il destino di migliaia di uomini e donne costretti a lasciare la propria terra per sfuggire alla guerra, alla fame e alla violenza”, spiega Calvino che tratta temi di scottante attualità con rara maestria e profondità.

Il cast

L’affiatato e bravo cast è composto da Rosaria De Cicco (Elena), Luigi Credendino (Agostino), Marco Palmieri (Enzo), Andrea Subasinghe (Samir); le belle, ammalianti musiche sono di Enzo Gragnaniello; le scene di Luciano Cappiello; i costumi di Carla Vitaglione; assistente alla regia Pina Strazzullo; video grafica di Marcello De Martino.

La storia

La vicenda si svolge nel salone di Agostino, professore che vive immerso nel sapere, nei suoi libri, nell’immensa biblioteca di cui va orgoglioso. Con lui Enzo, ciarliero e invadente amico infermiere, esuberante e pettegolo, che non esita a ricordare all’amico i suoi amori infelici. Nella storia piomba la terribile Elena, interpretata brillantemente da Rosaria De Cicco. La donna, ricca e cinica posillipina proprietaria di tanti immobili, tra i quali quello in cui vive Agostino, vuole acquistare l’appartamento del professore. La donna disprezza i poveri, sui quali però non disdegna di arricchirsi, fittando anche dei bassi a poverissimi immigrati. Tra questi Samir, addetto alle consegne di un supermercato, da sempre sfruttato e molestato dai vari datori di lavoro. È vero, Samir è stato costretto a vendere il proprio corpo per denaro, per consentire all’adorato fratello Alì di raggiungerlo in Italia. Cosa è la prostituzione rispetto alle ferite subite, ai bombardamenti, alla fame, alle continue guerre nel suo paese d’origine? Samir è giovane, bello, un adone agli occhi dei protagonisti della storia che lo bramano. Unico amico che gli tende una mano, per affetto, sarà proprio Agostino, in procinto di perdere la casa e gli adorati libri ma sempre disposto ad essere solidale. L’incarnazione dell’avidità, dello sfruttamento dei più deboli, del razzismo ipocrita è rappresentato da Elena, disposta a tutto pur di avere Samir. Samir non dorme più, con la sua vita popolata da incubi e in disperata attesa del fratello. Da sfondo alla storia c’è il mare, il Mediterraneo, tomba per tanti disperati che non riusciranno mai a raggiungere le mete agognate. Belle le scene del mare in tempesta, sottolineate dalle mantriche musiche di Gragnaniello, in perfetta sintonia con il drammatico racconto di vite spezzate, di sogni infranti. Calvino, lontano da retorica e facile cronaca, racconta i tormenti di Samir e, attraverso la sua vicenda, quella dei popoli in fuga, in cerca di un approdo negato. Si ride anche alle piacevoli battute dei bravissimi attori, ben diretti e perfetti nei loro ruoli. Una riflessione collettiva scaturisce dal nuovo, prezioso spettacolo di Calvino, resiliente, appassionato, a lungo applaudito, assieme al fantastico cast, dal pubblico. Un altro fiore all’occhiello del “Campania Teatro Festival 2026”.

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