Irresistibile monologo di Paola Minaccioni “La vita è bella? No, è un tipo”, al Campania Teatro Festival

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Il 9 luglio 2026 Paola Minaccioni conquista, con bravura e humour, il pubblico del Campania Teatro Festival con il suo monologo “La vita è bella? No, è un tipo”, Ragionamento semiserio sulla felicità ai nostri tempi. Nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale l’attrice è la protagonista dello spettacolo di cui firma la regia e da lei scritto con Andrea Lolli e la collaborazione di Lorenzo De Marinis. La scena è di Luigi Ferrigno. Una produzione Gli Ipocriti.

Paola Minaccioni

 “Un ragionamento semiserio, molto semi e poco serio, sulla felicità ai nostri tempi, presi come siamo dalla ricerca di canoni estetici e obiettivi uguali per tutti – spiega l’autrice e interprete del monologo – Scendendo dal carrozzone del conformismo ci si può invece rendere conto che la perfezione è noiosa, ed è solo la diversità che ci rende unici. Un inno ai difetti e a quelle irregolarità e stranezze che preparano il terreno per la poesia, l’arte e la riflessione. La vita non è bella, ma è un tipo, piena di ostacoli, difficoltà, ingiustizie e problemi da risolvere ogni giorno. Se tutto nella tua vita fosse perfetto, se filasse tutto liscio, che vita sarebbe? Una noia mortale”.

Lo spettacolo

Un momento dello spettacolo

Entra in scena ballando in modo improbabile sulle note di “Vogue” di Madonna, vestita con pelliccia nonostante il caldo per essere fashion secondo i consigli della sua stylist, Tiffany K. Se le attrici famose e i politici hanno una curatrice d’immagine allora può averla anche lei. Da ragazza non si piaceva ma oggi è un’attrice e una strafiga. Dalle prime battute l’intelligente umorismo di Minaccioni convince il pubblico del messaggio: noi siamo belli per i nostri difetti e peculiarità. L’amore non è bello, è un tipo; la vita non è bella, è essa stessa un tipo. Ci impongono modelli, immagini patinate, ci vogliono tutti omologati ad inesistenti ideali estetici. L’attrice legge sue irresistibili poesie dedicate all’amore, all’ex fidanzato diventato fluido, scardinando stereotipi. Imita Loredana Bertè, Chiara Ferragni, Melania Trump, Sabrina Ferilli e Meloni. Inventa personaggi come la telefonista/badante rumena che un po’ risponde alle chiamate di un call center e un po’ cura un anziano, come la madre siciliana possessiva fino al delirio con i due figli maschi, “perché è il senso di colpa il collante della famiglia”, spiega. Ci trasporta nel delirio contemporaneo della meditazione tramite app con un improbabile Baba Nanda, negli acquisti compulsivi di cose perfettamente inutili che si fanno da “Tiger”, perché in quella catena di negozi tutto costa poco. Qual è la cosa più temuta da tutti? La vecchiaia, e Minaccioni si trasforma in un’arzilla vecchietta che scende tra il pubblico e dialoga con lui. La sua comicità è irresistibile, e il pubblico partecipa con entusiasmo al divertente siparietto nel quale si scherza sul sesso, sui rapporti di coppia, sulle famiglie. La bravissima attrice è a lungo applaudita dal pubblico che ride tanto ma su riflessioni serissime.

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