Il laboratorio-spettacolo di Euridice Axen e Nadia Baldi chiude il Campania Teatro Festival

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Il 12 luglio 2026, al teatro “Mercadante”, in scena il coinvolgente laboratorio-spettacolo “La creatività è l’intelligenza che si diverte”, progetto a cura di Euridice Axen e Nadia Baldi. L’evento, che chiude il cartellone del Campania Teatro Festival 2026, è prodotto da Teatronovanta – Gruppo Le Muse srl.

Nadia Baldi

“Facciamo durante l’anno un sacco di lavoro nelle scuole – spiega Baldi – abbiamo portato due anni fa i ragazzi a fare le mascherine e quindi chiaramente, inevitabilmente, a stare a teatro a vedere gli spettacoli. La cosa meravigliosa, quando io li ho intervistati, è che ognuno mi ha detto che era la prima volta che si sentiva considerato e di avere il tempo di stare insieme agli altri. Quando sono dietro ad un computer è come se si sentissero legati a quello e non agli altri”.

Lo spettacolo

Un momento dello spettacolo (ph.Lucia Mugnolo)

Nato da un laboratorio di dieci giorni, aperto a 25 giovani attrici e attori, si presenta subito come luogo di racconto, sperimentazione, catalizzatore di riflessioni ed emozioni. I giovani entrano in scena in abiti da sposa, con rose rosse, sulle note di “Can’t Help Falling in Love” di Elvis Presley. Euridice Axen, sorta di Cicerone che guida il pubblico in una narrazione teatrale che pone al centro la creatività come esercizio collettivo e momento essenziale per la crescita di ogni individuo. Axen sottolinea come il pubblico stia partecipando ad “una cerimonia che accade solo stasera”, unica, irripetibile, come il teatro. Tanti i testi affrontati dai giovani e dal loro abile Cicerone, che cita il gattino di Schrödinger, una metafora della condizione umana, che spiega la nobile arte della fotografia, il nostro punto di vista sul mondo, mentre il gruppo si scatena nella danza sulle note di “Mangiafuoco” di Edoardo Bennato. Al centro delle performance l’arte, salvifica, unica fonte di vita, di crescita, di salvezza e libertà, di denuncia delle ingiustizie del mondo. L’assenza di cultura equivale alla morte della civiltà. Gli attori si esprimono anche con tanta ironia e battute, e risuona la voce dissacrante di Daniele Pace. Il mondo ridotto ad arcipelaghi di plastica galleggiante, isole di immondizia. Sullo schermo scorrono volti di celebri attori: una giovane Claudia Cardinale, Luca Marinelli in “Martin Eden”, la divina Callas che cesella “Casta Diva”, ispiratrice della musa rock Patti Smith. I giovani e grintosi attori imbracciano le chitarre e cantano “What’s Up” delle 4 Non Blondes, per ricordare la funzione nobilissima e insieme fisica della musica, che danzano su “For Me Formidable”, cavallo di battaglia di Aznavour, che si raccontano, uno ad uno, sulle note della memorabile “Hey Jude”. Ognuno, attraverso un oggetto-simbolo, ricorda con emozione un momento speciale della propria vita. Cos’è mai il teatro se non una stupenda religione politeista fondata su tre soli precetti: rispetto, ascolto, libertà? Insieme, tutti insieme, questa sera e, se vogliamo, sempre, siamo invitati a festeggiare l’arte che produce anche ricchezza, che ci migliora. Belli il progetto di scene e luci curati da Nadia Baldi, anche regista, con la consulenza scenografica di Paolo Iammarone e Vincenzo Fiorillo, i costumi di Carlo Poggioli. Come sempre, brava Euridice Axen che traghetta il pubblico nello spettacolo, con la sua interpretazione di testi di vari autori sempre in collegamento con i giovani e motivati attori. Lunghi applausi del pubblico.

(La foto di copertina è di Maresa Galli)

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