Anna e Clara Bocchino, gemelle nella vita e in scena

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Sono state tra i protagonisti del Campania Teatro Festival 2026. Due attrici e autrici giovani ma già affermate, grazie al loro impegno, grinta, presenza scenica: Anna e Clara Bocchino. Tra i loro spettacoli di successo, “La voce a te dovuta”, in scena lo scorso anno, “un atto d’amore, antidoto per ogni forma di discriminazione. Uno spettacolo sulla voce come vitale e poetico strumento politico per raccontare le donne, attraversando i silenzi del mondo”. Al Campania Teatro Festival 2025 sono state interpreti de “Il purgatorio dei viventi”, di Silvio Perrella, con la regia di Ettore Nigro. Scelgono di mettere in scena sempre testi di qualità, con riflessioni critiche e messaggi importanti. Tanto successo ha riscosso “I sogni di Annaclara”, sempre di Silvio Perrella, per la regia di Ettore Nigro, andato in scena in questa edizione del Campania Teatro Festival 2026.

Intervista

Una scena de “I sogni di Annaclara” (ph.Guglielmo Verrienti)

Quale la vostra emozione di aver presentato più lavori al Campania Teatro Festival 2026?

“Siamo molto contente, prima di tutto, poiché nulla è scontato e semplice in questo campo. Anni di duro lavoro di semina hanno portato a qualcosa di buono e, speriamo, anche di significativo. Per questa edizione abbiamo lavorato sia singolarmente che insieme su più fronti…però mai abbassare la guardia e accomodarsi!”.

Tanto successo di pubblico e di critica ha riscosso lo spettacolo “I sogni di Annaclara”, andato in scena al Teatro Nuovo di Napoli. Nel testo di Silvio Perrella è declinato il doppio in più forme, dalla figura femminile di montaliana memoria, salvifica, ad archetipi di sogno shakespeariani…

“Non possiamo che sentirci fortunate ed onorate. Ispirare una penna importante come quella di Silvio, che ha trovato nella nostra gemellarità la forma di una indagine/viaggio che sta perseguendo, non può che renderci felici e stimolarci tanto in senso artistico ed umano. I suoi testi sono delle sfide mai prevedibili, ti conducono in sentieri che, allo stesso tempo, ti portano su e ti portano giù, sono terragni e lievi, poetici e profondamente materici. Una gran prova attoriale alla quale praticamente non è concesso sottrarsi. Ne “I sogni di Annaclara”, ancor di più, non è stato semplice metterci a nudo in senso metaforico per poter diventare altro. Si è rivelata anche per noi una vera e propria sperimentazione nella quale non abbiamo potuto “giocare a nascondino” neanche per un secondo”.

Come ha immaginato queste visioni la regia di Ettore Nigro? Nella contemporaneità, nel presente, la lettura del doppio è declinata in maniera poetica…

“Senza le visioni di Ettore che danno forma all’impossibile non staremmo qui a scrivere. Proprio come nei sogni, Ettore ha seguito un flusso che qui e lì salta la logica e la linearità, ma senza mai perdersi; come una sapiente regia, a nostro parere, deve saper fare. Le sue visioni ne “I sogni di Annaclara” seguono il filo rosso della ricerca di sé, attraversando mancanze e ricordi e scivolamenti. La sua lettura del doppio cala nel teatro la possibilità di vedere le proprie ombre attraverso una metamorfosi che non dimentica il passato”.

Nella pièce vi è la figura di un postino: quale messaggio trasmette?

“Il postino è Puck, è il messaggero. Il postino dei sogni ci traghetta come Caronte nell’altra dimensione, quella dei sogni, nella quale tutti viviamo per un passaggio di tempo, anche se inconsapevolmente. Il postino appare e riappare per arrivare poi a dirci che: “i sogni dicono sì, solamente sì, o tacciono nella morte”.

Cura le coreografie dello spettacolo Simona Perrella.

“Con Simona è nata una sinergia speciale che è cominciata con il Purgatorio dei viventi- sempre di Silvio- che abbiamo portato in scena l’anno scorso. Il suo occhio attento e delicato, che non invade ma lascia il segno, migliora i nostri corpi e il nostro stare: ora nel risveglio ora nell’incubo ora sull’altalena. In questo spettacolo che vede alternarsi movimenti altalenanti, scarpe volanti e ombre che si muovono dentro un armadio, la sua cura ai movimenti scenici plasma con naturalezza i nostri corpi”.

Dove vi vedremo prossimamente?

“Con molto piacere ci vedremo con Anna questo sabato 19 luglio al Rione Terra di Pozzuoli, per la seconda volta, all’interno della rassegna Antichi Scenari con la regia di Francesca Esposito. Insieme, invece, saremo a Pompei a fine settembre: presenteremo un lavoro su Dioniso con la regia di Fabio Cocifoglia”.

(Le foto sono di Guglielmo Verrienti)

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