Sarà presentato venerdì 7 agosto 2026, negli spazi dello Studio Casoli di Filicudi, alle ore 19:30, Laurana Napoli Eolie, volume fotografico del regista e filmaker Andrea De Fusco, pubblicato lo scorso luglio per Humboldt Books.
Il cuore del progetto è rappresentato dal viaggio in nave tra Napoli e le Isole Eolie. Un’esperienza sensoriale, un rito di passaggio che Andrea De Fusco ha voluto cristallizzare in polaroid, attraverso uno sguardo sospeso e poetico.
Un corpus di oltre 90 foto, accumulato nell’arco di cinque anni, lungo traversate, stagioni e anni diversi, che restituisce i piccoli scorci del viaggio, dai dettagli della nave ai profili in controluce dei passeggeri fino ai paesaggi urbani della partenza e quelli naturali dell’arrivo.
La scelta di adottare esclusivamente il formato polaroid non è accessoria: «La polaroid – dichiara De Fusco – è il formato che rimanda subito alla testimonianza. È un documento tangibile, che richiama l’istantanea di viaggio degli anni Settanta».
Il linguaggio della polaroid, d’altronde, accompagna la sua ricerca sin dal 2018, quando con Omaggio a L’Avventura allestì sull’isolotto di Lisca Bianca, a Panarea, una mostra di istantanee dedicata al film che Michelangelo Antonioni vi girò nel 1960. Un legame con le Eolie che Laurana Napoli Eolie porta a compimento, spostando lo sguardo dallo scoglio alla rotta.
Al centro del progetto c’è la nave stessa, la Laurana, il traghetto che copre la tratta Napoli-Eolie e che dà il titolo al libro. «Il viaggio in nave, con il suo arrivo all’alba, è davvero un rito di passaggio per chiunque abbia fatto questi viaggi eoliani», racconta De Fusco. E aggiunge. «L’ispirazione è arrivata da mio fratello Giacomo, che ha poi curato i testi del libro, quando mi ha parlato del concetto di “eterotopia” di Foucault e di una delle eterotopie per eccellenza: la nave».
Le immagini, talvolta ingrandite fino a perdere il soggetto e fino a dissolversi in un paesaggio astratto, sono accompagnate dai testi firmati proprio da Giacomo De Fusco. Brevi frasi, non esplicative, più vicine alla suggestione di un voice over cinematografico che alla didascalia vera e propria, capaci di rilanciare una riflessione sugli spazi e sul tempo, sui riferimenti che scompaiono a bordo, tra un porto e l’altro, quando la nave è un mondo a sé.
Coerentemente, nelle 128 pagine del libro, le polaroid non seguono una cronologia temporale, ma una cronologia di rotta: dalla banchina di Napoli fino all’approdo di Panarea. Le foto, così, riordinate lungo il tragitto, restituiscono l’illusione di un unico viaggio, benché scattate in mesi e anni diversi e ormai prive della loro reale sequenza.
Ed anche il libro, grazie al progetto grafico del Lorenzo Mason Studio, finisce per assumere la forma di un viaggio, che chiede al lettore di attraversarlo come si attraversa una traversata notturna, perdendo e ritrovando i propri riferimenti.
foto di Andrea De Fusco
