Ediz. n.113 - 05/09/2010

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Oltrecultura - Le News
Conoscere il passato per vivere il presente e proiettarsi nel futuro: le tradizioni ed il folklore sono di scena a Norma Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Culturali
Autore: Ciro Scannapieco   
giovedì 19 agosto 2010 18:04

 

Sedici edizioni, circa 4000 artisti stranieri partecipanti, oltre trenta gruppi folklorici italiani: questi numeri sono il biglietto da visita con cui si presenta il Norbensis festival.
"Norbensis, Il folklore per la pace dei popoli", nasce dallo studio e dall'esperienza pluridecennale dell dott. Arch.Fabio Massimo Filippi nel campo dell'antropologia culturale.
La sedicesima edizione della kermesse – che si svolgerà a Norma (LT) dal 24 al 29 Agosto 2009 – organizzata dall'omonima associazione folklorica e culturale Norbensis, aderente alla FITP (federazione italiana delle tradizioni popolari), IOC (international organitation fur volkskunt) e IGF (union intern.le federations groupes folkloristiques), vede il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, della provincia di Latina e del comune di Norma.
L'appuntamento per la serata inaugurale è per le 21,00 del 24 Agosto nel tranquillo centro dei monti Lepini dove, in Largo Caio Cestio, si esibiranno le rappresentanze di Spagna, Ungheria, India, Serbia , Brasile, Ucraina, North Cipro e, per l'Italia, un gruppo folklorico siciliano.
Norma si erge su una irta parete rocciosa, la Rave; da lì, come affacciandosi da un naturale terrazzo, domina la sottostante pianura pontina. Il paese, con i suoi quattromila abitanti, è lo specchio fedele di una realtà che, seppur nascosta, è il vero e proprio motore culturale del belpaese. I 5.868 comuni con meno di 5000 abitanti presenti sullo stivale, pari al 72% dei comuni italiani, infatti, custodiscono un patrimonio straordinario di beni culturali e ambientali, di tradizioni e abilità manifatturiere, di convivialità e saperi. Il Norbensis festival non è solo l'occasione per scoprirli, ma - come si legge dal sito ufficiale http://www.norbensis.org/ - "un'occasione per uno scambio di interessi culturali e rapporti umani con i partecipanti dei gruppi folklorici delle varie Nazioni, facendo sfociare l'allegria e nel divertimento il proprio attaccamento alla nostra terra, alle tradizioni ed al folklore, come simbolo di proseguimento della pace, dell'amicizia e della fratellanza."
La manifestazione è ricca di iniziative. Da segnalare la serata del 27, dedicata alla musica anonima popolare italiana, con la seconda edizione del Zirizzaccoli-Festival. Si alterneranno sul palco i pugliesi "Sud Folk", "Gli Enotri" dalla Basilicata, "I Parquaria" dal Lazio, "La Madonnina" dalla sicilia e, ovviamente, i padroni di casa, i "Zirizzaccoli". Un torneo internazionale di calcio a cinque, giochi popolari, passeggiate, mercatini artigianali e degustazioni gastronomiche arricchiranno e completeranno il programma della manifestazione.
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Lo spettacolo in Campania e lo svilupo culturale della regione Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Culturali
Autore: Francesco Maiolini   
giovedì 09 settembre 2010 16:38
Il giorno 26 luglio 2010, presso la sala convegni dell’AGIS Campania a Piazza del Gesù 33, si è svolto l’incontro pubblico: “Lo spettacolo in Campania, per lo sviluppo economico e culturale della Regione, avente tema principale: I luoghi e le attività di spettacolo, importante “asset” per lo sviluppo economico e culturale della Regione Campania” che ha visto coinvolti sia esponenti del mondo dello spettacolo, sia della politica, in un’organica discussione riguardante le prospettive del settore e i possibili interventi di sostegno.
Il motivo principale di tale incontro è stato quello di far incontrare, per l’appunto, gli operatori del settore culturale con le istituzioni. Queste ultime, hanno accolto l’invito ed hanno partecipato nelle persone del nuovo assessore all’istruzione e alla cultura della Regione Campania, Caterina Miraglia e del consigliere regionale Angela Cortese (PD).
Il moderatore, il Prof. Daniele Pitteri, ha introdotto, con efficacia, il Presidente dell’Unione Regionale AGIS Campania, Luigi Grispello che ha richiamato, fin dalle prime battute quanto sia necessaria l’assunzione di responsabilità da parte degli operatori dello spettacolo e, parallelamente, quella dell’intervento pubblico, ormai fondamentale in questa difficile fase congiunturale. La manovra economica e, soprattutto, i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo, hanno evidentemente messo in ginocchio un settore che proprio per le sue caratteristiche, ha bisogno di interventi pubblici specifici. A questa crisi generale si è aggiunto l’ulteriore taglio compiuto a seguito dello sforamento del patto di stabilità in Regione Campania che sta rivedendo i fondi erogabili della Legge Regionale 6 del 2007, una legge che tre anni fa è stata votata all’unanimità dal Consiglio, ma che, oggi, viene messa in pericolo sia dai precari risultati ottenuti fino ad ora, sia dalle difficoltà economiche in cui versa la nostra Regione. La necessità dei finanziamenti nasce, dice Grispello, dalla serie di impellenze economiche che gli operatori dello spettacolo devono affrontare e che sostengono un indotto non indifferente, rendendo oltretutto indubbiamente più di sicuro più libero e vivibile un territorio. Saranno tre, in sintesi, le richieste che verranno fatte ai rappresentanti della politica: innanzitutto una legge organica di aiuti, poi, la valorizzazione degli operatori che si occupano professionalmente di spettacolo, ed infine la valorizzazione dei luoghi dello spettacolo. Il tutto mosso ed inquadrato in uno spirito collaborativo e volto ai risultati tra l’industria della cultura e le istituzioni.
La parola è passata poi alle testimonianze dirette degli operatori ed al tavolo della conferenza si sono succeduti il Dott. Vincenzo D’Onofrio, Presidente della A.R.T.E.C, l’associazione che riunisce le imprese teatrali in Campania il quale ha sottolineato la volontà di mantenere i buoni rapporti fino ad ora costruiti con la Regione e richiama la necessità di sbloccare i finanziamenti che riguardano l’annualità 2009 e di programmare appuntamenti periodici di discussione intorno a quelli relativi al 2010. Altra testimonianza quella di Marcello De Vincenzo, vicepresidente dell’associazione M.E.D., l’associazione del sistema musica e danza. Questi ha sottolineato con rammarico la sensazione di dejà vu vissuto in merito alla discussione in oggetto e rimarca quanto piuttosto che effimero, il lavoro culturale sia un concreto e necessario settore che produce continua crescita, sia economica che civile.
E’ la volta, poi, di Diego Guida, presidente dell’A.N.E.S.V., l’associazione nazionale esercenti spettacoli viaggianti che ha cercato di far comprendere quanto sia necessario continuare nel percorso di riconoscimento dello spettacolo viaggiante come un prodotto che ha conquistato un posto rilevante nel panorama della produzione culturale e che deve ottenerne il riconoscimento definitivo.
Il neo assessore Miraglia, a questo punto, ha chiarito, attraverso un intervento compiuto ed organico la posizione del nuovo governo regionale. Stante l’innegabile difficoltà del periodo che stiamo attraversando, l’assessore ha chiarito quanto fosse impossibile mantenere lo stesso livello di finanziamento, e che un necessario taglio risulta fondamentale anche per permettere una più razionale programmazione che scongiuri un taglio orizzontale e che metta in definitiva difficoltà coloro che hanno lavorato con passione alla crescita culturale.
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Brividi di..Novecento Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Francesco Maiolini   
domenica 01 agosto 2010 16:29
Brividi d’estate”, la manifestazione promossa da Il pozzo e il pendolo”, oramai alla sua decima edizione, ha ospitato il 27 luglio 2010, presso il Real Orto Botanico di Napoli, la performance di Paolo Cresta che ha interpretato “Novecento”, coinvolgendo il pubblico nella riscoperta del testo di Alessandro Baricco.
La manifestazione si inserisce, ormai di prepotenza, nell’offerta culturale di Napoli e ne è diventata appuntamento fisso per coloro che desiderano emozioni e partecipazione ad eventi di buon livello.
Il programma di questa edizione risulta intenso ed organico e conferma la floridezza del lavoro del gruppo de “Il pozzo e il pendolo” che continua d impegnarsi nella produzione di opere originali che riescono ad attirare il pubblico, confermando l’efficacia di tale sperimentazione.
La location assorbe gli spettatori in un’atmosfera leggera e fuori dal tempo, che ottiene, almeno quanto il testo, il risultato di astrarre il pubblico e trascinarlo nella vita di Danny Boodmann T. D.Lemon Novecento, il protagonista del libro di Baricco, raccontato dagli occhi del suo amico musicista.
Paolo Cresta, attore raffinato e concreta promessa del teatro emergente napoletano, riesce a bene ad interpretare lo spirito del racconto ed in un’operazione di reading, si muove, immobile, all’interno della sceneggiatura e dell’allestimento magistralmente creati da Annamaria Russo.
Lo spettacolo scorre gradevole sulle parole di Baricco e stende le emozioni di una storia, vero motore e forza. Il monologo è risultato incalzante e convincente, atto a pianificare gli stati d’animo verso cui, di volta in volta, il pubblico era coinvolto, fino a giungere ad una completa partecipazione al sentire del protagonista. L’essenza del racconto si è trasfuso, trasversalmente, tra l’animo dell’interprete e la mente degli astanti, i quali hanno partecipato attivamente ad un happening più che coinvolgente.
Nello sfondo incantevole del Real Orto Botanico l’operazione di valorizzazione del testo è compiuta ed efficace. La serata rimanda ai prossimi appuntamenti che riserveranno, di sicuro, ulteriori e piacevoli sorprese. Per tutti coloro volessero seguire i lavori di “Brividi d’estate” e quelli de “Il pozzo e il pendolo” possono fare riferimento al sito: www.ilpozzoeilpendolo.it

Francesco Maiolini
 
"La donna di Samo" di Menandro inaugura la XIII rassegna VeliaTeatro 2010 Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Marisa Paladino   
martedì 10 agosto 2010 21:44

 

VeliaTeatro 2010, rassegna sull'espressione tragica e comica del teatro antico ritorna nella suggestiva area archeologica di Elea-Velia (540-535 a. C.) di Ascea per la sua tredicesima edizione con la prima rappresentazione in scena domenica 8 agosto "La donna di Samo" commedia di Menandro, autore di fine IV secolo a. C., nella riduzione di Mario Prosperi e dell'Associazione Politecnico Teatro di Roma, il cartellone completo è consultabile sul sito www.veliateatro.it.

Un testo perduto in tempi antichi e restituito al patrimonio teatrale per oltre tre quarti dopo il suo ritrovamento in Egitto, su papiri che lo stesso Prosperi ha ricostruito dopo un attento studio filologico e di traduzione, come racconterà dal palco primo dello spettacolo, ponendo l'accento sulla scelta di fare recitare gli attori con le maschere, come avveniva nell'antica Grecia, e con una vivace gestualità, frutto di una interpretazione che cerca di arrivare alle forme espressive e teatrali coeve all'autore e di creare, al contempo, una divertita e complice intesa con lo spettatore moderno.
I personaggi al loro apparire vengono infatti identificati dalle maschere, con le loro espressioni immutabili e fatali, e da una studiata gestualità recitativa che diventa espediente comunicativo ed espressione convenzionale, capace di trasmettere senso e significati di forza pari alle parole, anzi viaggiando con queste ultime in perfetta ed apprezzatissima sintonia.
Menandro racconta la vicenda umana, complessa per caratteri e tratti psicologici, di protagonisti principali e minori, nel suo dispiegarsi relazionale con i consimili, in una galleria di "tipi" e di situazioni cui attingeranno nei secoli successivi tutti gli autori di teatro, da Plauto a Molière per citarne soltanto alcuni, rendendo viva ed attuale la Commedia dell'Arte come crogiolo di grandezze e limiti, virtù e difetti dell'animo umano, riconoscibile sempre nella sua essenza ed in ogni epoca.
La trama è semplice ed al contempo intrigata, narra di una storia d'amore tra Moschione (Moschìon), figlio adottivo di Demea (Demèa), e Plangone (Plàngon) "bambola di cera" figlia del vicino Nicerato (Nikèrato) e del bambino nato dalla loro unione clandestina, che verrà affidato alla concubina Criside (Chrysis la donna di Samo) per salvare la reputazione della giovane e sottrarla alle ire paterne, che si snoderà in un susseguirsi di colpi di scena ed in un clima di costante sospetto che, fugato felicemente nel finale, porterà i due giovani alle nozze ed il Caso a ricomporre tutti i tasselli, dopo un gioco di equivoci e travisamenti.
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Mastro Shakespeare e il potere delle parole: al Globe Theatre di Roma, Molto rumore per nulla Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Emilia Maurizi   
giovedì 12 agosto 2010 16:46

 

Gli uomini cedono alla tentazione di giocare agli Dei, cercando di manipolare secondo il loro volere la sorte di chi li circonda attraverso le armi previste dalla pace: le parole.
Tragicommedia, dramma giocoso o commedia romantica? Probabilmente tutte e tre le opzioni..Fatto sta che Much ado about nothing (questo il titolo in lingua originale della brillante creazione shakespeariana scritta tra l'estate del 1598 e la primavera del 1599) è una pièce vista sempre con grande piacere dal pubblico, soprattutto per la verve che la contraddistingue e per la storia che non lascia pausa alla tensione emotiva.
Tutto l’intrigo nella trama nel titolo: Molto rumore per nulla è una sorta di “apologo illuminante sul potere della parola”, una storia - ambientata a Messina, all’epoca della dominazione spagnola, ma con una location di corte non poi così ben delineata e quindi trasferibile ovunque – che mette a confronto caratteri e anime uguali e contrarie (esattamente corrispondenti come in uno specchio).
La commedia si apre su un manipolo di soldati, di ritorno da una non ben identificata campagna di guerra e, nella casa del governatore di Messina, Leonato (Daniele Griggio), accade l’imprevedibile. I protagonisti vengono sottoposti alla prova del dubbio, del tradimento, dell’illusione. Tra matrimoni organizzati in poche ore, passioni insospettabili, odi covati nell’animo, si solleva un polverone di parole e equivoci, scherzi e cattiverie, e menzogne e sospiri: il “nothing” da cui si esce - alla fine della storia - con razionalità, buon senso e con l’intuizione che ognuno è responsabile, nel gioco della vita, e in ogni momento.
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