Ediz. n.212b - 23.08.15

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a 700.000 contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

 

 

 


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

Dove saremo

Area Riservata

Chi è online

 19 visitatori online
Oltrecultura - Periodico di Informazione, Spettacolo e Cultura
Nulla é per caso, nuovo ‘caso’ letterario? Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Libri © - Oltrecultura: Recensioni Libri
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Martedì 23 Dicembre 2014 13:43

 

 

Un noir, in effetti solo inizialmente, che si tinge di rubino, ma non 'sanguigno' come potrebbe credersi; invece piuttosto misterioso e intrigante, come il gatto nero sulla copertina che ben lo introduce, unico nel suo genere: Nulla è per caso, di Roberto Spingardi, 350 pagine in elegantissima e accattivante rilegatura della Fausto Lupetti Editore, uscito nel giugno 2014, è un romanzo avvincente, brillante, dalla trama originale e dalla struttura molto interessante. Riduttivo definirlo semplicemente 'thriller' (anche se nell'accezione di 'psicologico'), forse troppo fantasioso per diventare 'politico', in ogni caso geniale nei suoi sviluppi. E quell'elemento rosso che continuamente serpeggia tra le righe, delle volte colpisce all'improvviso l'attenzione, diventando in un certo senso necessaria sintesi dell'eterno, paradossale, indissolubile connubio di èros e thànatos, attraverso mistificazioni, illusioni, complotti, relazioni a volte equivoche ma in ogni caso coinvolgenti. La prima opera narrativa di Spingardi parla di avventure e missioni estere ma anche di Roma, dipinta e vagheggiata come una donna, meravigliosa e attraente, fedele come nessun'altra, dallo spirito intraprendente e dalla natura feconda e affidabile, in un libro che si apre a brevi, ma efficacissime descrizioni, come guizzi di pura poesia, di una città a ragione - e col cuore - considerata "eterna" capitale del mondo. La leggendaria storia dell'Urbe, inevitabilmente legata alla storia del Vatìcano, si viene a tingere di riferimenti erotici e lotte per il potere, del candore del marmo e di cupi traffici, di santità e perversione.
Da arditi salti spazio-temporali, che farebbero pensare alla teoria delle stringhe, a chiare e precise citazioni di esercizi di visualizzazione e training autogeno, dalla legge dell'attrazione alle filosofie esoteriche (tutti elementi che apportano forza, vigore e un pizzico di sale in più alla narrazione), Nulla è per caso è ricco di spunti e si apre a diversi livelli interpretativi. Logica e magia, sentimenti e razionalità di sovente attraversano le ambientazioni e caratterizzano i protagonisti nutrendo il lettore di efficaci suggerimenti sulla gestione delle emozioni e modi più efficaci di attivare il pensiero positivo e proattivo (Spingardi, manager di alto livello e appassionato giornalista, sempre di Lupetti Editore e con il contributo di Giuseppe Zaccuri, ha già firmato "PNL - L'arte dell'interazione", piccolo ed esaustivo manuale su un argomento quanto mai attuale e semplicemente indispensabile in ogni campo). I personaggi di Nulla è per caso, nel corso dei capitoli - che scorrono velocemente per pàthos e intensità tra luoghi esotici, attività mondane, azioni sovversive e visioni oniriche -, pian piano sperimentano una certa sincronicità fra le proprie visioni e la realtà immediata, plasmata dai loro desideri più intimi.
Fa il verso anche a Dante, Spingardi, nella struttura del suo romanzo, 'non a caso' composto di cento capitoli e diviso in tre parti, pieno di suspense e ricco di colpi di scena come di citazioni colte e raffinate.
La sua cultura è pari almeno alla profonda conoscenza della natura umana, che ha maturato e approfondito nel tempo, e il suo modo di scrivere, coinvolgente e quasi cinematografico, fonde elementi di mistero a grande capacità di ascolto del lettore, che Spingardi sa anticipare nelle reazioni e condurre in un mondo particolare, ammaliante quanto infernale, ammiccante quanto lontanissimo, indubbiamente di forte impatto emotivo. Quel filo rosso che conduce e seduce il lettore attraverso intrighi internazionali e straordinari piani di salvezza umanitaria è sempre presente, eppure gioca sornione a nascondino, irretendo l'attenzione e facendo presagire colpi di scena, lasciando intuire verità nascoste ma svelando solo in extremis la complessità dell'intreccio tra i vari personaggi, dotati di grande spessore e vivi nel loro realismo. Il bandolo della matassa viene fuori, pronto a tessere nuove trame o semplicemente a sedimentare nella memoria per rifiorire in futuro nell'immaginario del lettore, il quale è diventato lentamente, involontariamente - ma pure piacevolmente - complice dei protagonisti, tutti fuoriclasse nel loro settore, ciascuno con le proprie particolarità e le immancabili debolezze, proiettati, nessuno escluso dei superstiti, verso un mondo migliore e sempre straordinariamente consapevoli dei propri limiti come delle loro affascinanti potenzialità. Dalla superba bellezza di Arline all'ironia tutta francese de Le Boucanier, dall'aitante insospettabile Andrea a sua madre Patrizia, incarnazione stessa dei più alti ideali di giustizia, dalla determinazione del commissario Leonetti ai suoi fedelissimi ragazzi, dal fine sguardo interiore di Charlotte alle robuste spalle di Orson, dalla profondità di spirito di Don Antonio alla sottile mistica presenza di sua figlia Sofia in ogni pagina del libro, questi personaggi dai profili non comuni, come fossero degli dèi in terra rispetto a una massa stordita dalla superficialità, nel corso dello sviluppo narrativo dimostrano che la realtà non è esattamente come la si immagina e la si percepisce: piuttosto che è di più, 'altra' o altrove. E che davvero, se ci si presta adeguata attenzione, nulla avviene per caso.

Maria Raffaella Pisanu

 
Magic songs: magiche canzoni per le feste Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa © - Oltrecultura: Recensioni Prosa ®
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Venerdì 02 Gennaio 2015 13:05

 


Ormai
ExtraTeatro-Extraordinary Theatre (progetto ideato e realizzato da Arianna De Giorgi, diplomata in regia presso la New York University, e da Jason Goodman, musicista e attore statunitense, con la preziosa collaborazione di Daniela Remiddi, autrice di teatro per ragazzi, regista e burattinaia che ha maturato una grande esperienza di teatro-figura) è garanzia di qualità e divertimento.
In occasione delle festività natalizie al Teatro Belli di Roma ha portato Magic Songs, spettacolo bilingue adatto a tutta la famiglia. Il 13, 20, 27 dicembre 2014, 3 e 6 gennaio 2015, divertente come mai, coinvolgente ed entusiasmante come sempre, Jason Goodman, stavolta accompagnato da una vivacissima Veronica Milaneschi, interpreta svariati e colorati personaggi eseguendo le musiche originali da lui stesso composte, tra cui spicca la dinamica e orecchiabile "Let's go". Adatto anche a bambini piccolissimi per la leggerezza narrativa e lo sviluppo drammaturgico, Magic Songs racconta delle avventure di Pix, una simpatica maghetta, apprendista in una scuola di magia, la quale un giorno, in piena euforia creativa, si appropria della bacchetta magica del maestro mago e, con un incantesimo azzardato, si ritrova a New York: da lì dovrà andare prima in Canada poi al Polo Nord per trovare l'unico in grado di aiutarla, Babbo Natale, e passare pure in Inghilterra - tutti paesi anglosassoni - prima di tornare a casa in Italia... Peccato che lei abbia sempre rifiutato di studiare l'Inglese!

Leggi tutto...
 
Madri di oggi, madri di ieri: miti e drammi ne L'altra Madre di Argirò Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa © - Oltrecultura: Recensioni Prosa ®
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Lunedì 29 Dicembre 2014 14:59

 


Dal 16 al 21 dicembre 2014 sul palco del Teatro Lo Spazio è stato presentato L'altra Madre - Voci per la scena. Madri assassine tra cronaca e mito, lavoro scritto e diretto da Giuseppe Argirò, interpretato con austerità, grazia e sapienza scenica dalle splendide Mascia Musy e Maria Letizia Gorga.
La drammaturgia, interpretata a leggio, accosta casi di cronaca verosimile a due immortali episodi della tragedia greca quali le vicende di Medea (infelice compagna di Giasone la quale uccise i figli per punirlo del suo tradimento) e Agave (incosciente protagonista dell’ebbro scempio del figlio ne
Le Baccanti), mettendo in evidenza quanto quel che è divenuto 'mito' nella cultura classica ora sia motivo di non poco scandalo nell’odierna civiltà occidentale. Una madre che, rifiutando il suo ruolo basilare per la società fondata sulla famiglia pur di affermare quello primario di donna nell’individualità dei suoi desideri e delle sue passioni, nella società greca infatti diventava qualcuno che fondamentalmente si riappropriava – anche con una certa dignità, similmente a un delitto d’onore - della propria identità, mentre col tempo e attraverso diversi substrati storico-sociali si è venuta a macchiare di alto tradimento nei confronti della società stessa, divenendo un essere riprovevole e meritevole di condanna, senza possibilità di riscatto.
Come spesso succede, in fondo la verità sta nel mezzo; l’indagine di Argirò pare addivenire giusto alla conclusione che, seppur assurdo, il gesto dell’infanticidio affonda le sue motivazioni in ancestrali lotte di potere tra uomo e donna e in un insoluto disagio che la maternità comporta, ovvero il dover scegliere tra l’amor proprio - naturale e comprensibile - e quello - altrettanto naturale ma pure viscerale e spesso irrazionale – nei confronti delle proprie creature. Le due capaci interpreti troneggiano sul palcoscenico rendendo uniche ma anche molto umane le figure delle donne raccontate, e mentre delitti efferati si consumano motivati da rigido cinismo e rigorose ragioni, tra analogie, anticipazioni, flashback, animazioni digitali e riprese video, partiture vocali e musiche pertinenti, si narrano scene epiche e tragiche, passibili di
damnatio memoriae ma proprio per questo da non dimenticare, da non cancellare. Perché, proprio secondo lo spirito tragico greco, il mettere in scena drammi di questa portata aveva la funzione sociale di allontanarne il pericolo effettivo di emulazione nella quotidianità. Solo il teatro, in questo senso, può veicolare la “rappresentazione sincera e spietata di una coscienza senza rimozione, ugualmente colpevole e innocente” come spiegato nelle note di regia. Le confessioni di madri comuni, le loro pene, i loro drammi, le loro angosce, si alternano a piccole gioie quotidiane, troppo piccole per essere sufficienti a placare la gelosia, la furia, la vendetta, la "paura di non farcela". "Terribile la vendetta di una mano pura", come rivela Medea; c'è chi dice che una 'madre' meriterebbe sempre un posto in Paradiso, ma quanto basta essere semplicemente una 'genitrice' per guadagnare l'immunità dallo strazio, dalla follia, dall'inquietudine?

Leggi tutto...
 
"Dai, che questa ariva dopo!" – Andrea Rivera ‘risorge’ al Vascello Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa © - Oltrecultura: Recensioni Prosa ®
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Venerdì 02 Gennaio 2015 12:57

 


Forse troppo spicciolo per i gusti delle signore in pelliccia da teatro snob, troppo irriverente e portavoce di calda romanità per presentare il suo spettacolo fuori dalla Capitale, decisamente divenuto troppo popolare per rimanere sulle strade di Trastevere, Andrea approda a Rivera col Vascello, riscuotendo applausi e Incà(ssi) con buona pace del pubblico cui ammiccante confessa: “Ho risorto”, Ho-ssein o non lo ssein? – ma credeteci, altrimenti vi dà una Pigna!
Non siamo diventati matti, ci siamo giusto lasciati influenzare dall’irresistibile buonumore che Andrea Rivera, in debutto nazionale al Teatro Vascello dal 19 dicembre al 4 gennaio 2015, trasmette coi suoi continui giochi linguistici, ormai propria cifra stilistica fatta di doppi sensi ed equivoci. Li applica al mondo digitale, questi divertissement verbali (i telefonini: ultima razza rimasta sulla terra) e a quello farmaceutico, alla satira politica in vesti di storia dell'arte, al PD e ai soldi, alle favole, alle razze canine, e lo fa con una prestanza comica non indifferente, attraverso monologhi canzonatori e canzoni più intime e riflessive, magari coinvolgendo direttamente la platea, se non facendo intervenire direttamente la sua simpatica cagnetta Pigna e qualche noto amico sul palco (a sorpresa la serata del 30 dicembre 2014 è stato suo ospite Francesco Baccini, col quale ha eseguito il divertente brano "Cervelli in fuga" e al quale ha lasciato spazio per esibizione in assolo).
Entusiasmante, Rivera: sarà per il suo modo beffardo, per la sua ironia che non risparmia nemmeno il teatro, per i video girati dentro la sua amata Roma, che presentano giochi al citofono d’intramontabile memoria e di sicuro effetto comico, per quella storiella di approccio sentimentale che elenca in modo esilarante i quartieri capitolini, suo intramontabile cavallo di battaglia. Questo ragazzo apparentemente di borgata, vagamente trasandato nell’aspetto e dall’animo poetico, nel 2004 aveva ottenuto una menzione speciale della giuria del Premio Gaber con la motivazione che “talento e coraggio non sono merci così rare, […] ma averli entrambi come Rivera è un'altra faccenda”.

Leggi tutto...
 
Acclamatissimo ritorno a Roma dopo vent’anni di successi de Le Mystère des Voix Bulgares Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Lunedì 22 Dicembre 2014 16:43

 

 

Sabato 20 dicembre 2014 nel prestigioso contesto dei concerti della IUC - Istituzione Universitaria dei Concerti – e fuori abbonamento, il Coro femminile della Televisione di Stato Bulgara, fondato e diretto da Dora Hristova, ha omaggiato Roma della sua straordinaria presenza, vent’anni dopo la sua prima visita nella Capitale, accolto con immenso calore e rispetto da un’Aula Magna dell’Università La Sapienza stracolma e trepidante. Forte di un repertorio che va dai canti sacri e dalle antiche saghe a musiche contemporanee e insoliti contributi culturali, questo fiore all’occhiello dell’Europa tutta, con le sue magistrali esecuzioni a cappella, si è affermato nel tempo comeuno dei gruppi corali più celebri degli ultimi venticinque anni, vincitore di un Grammy Award nel 1990 e candidato allo stesso anche nel 1994.
Famosi artisti internazionali hanno avuto parole entusiastiche nei confronti di un’
ensemble il cui repertorio si basa sui canti della tradizione corale bulgara, memori dell’influenza bizantina prima e ottomana poi, ma proposti con arrangiamenti moderni che possono ricordare la world music, determinando una particolare cifra stilistica. Le esecuzioni sono varie, spaziano del XV secolo agli ultimi due secoli, tra brani di Nikolai Kaufmann e di altri autori contemporanei, interpretati con notevole carattere e precisione, vivacità ed eleganza sia nel portamento che nell'emissione vocale. Il lavoro prodotto è un'affascinante sintesi di favoloso arcaismo, di liturgia bizantina, di canti popolari, di racconti eroici, di lamenti d'amore dal colore esotico e dal mistero arcano, sotto la direzione esperta della Hristova, docente presso l'Accademia di Musica, Danza e Belle Arti di Plovdiv, oltre che compositrice, arrangiatrice e interessante promotrice della sperimentazione vocale. Il coro, onorato del titolo di Ambasciatore Culturale presso l'Unione Europea, ha inciso vari cd di successo ed è stato ospite delle sale più prestigiose del mondo, collaborando negli anni con vari artisti internazionali e ottenendo da tutti straordinari riconoscimenti; in particolare, in Italia il suo apprezzamento è frutto del contributo offerto all’artista Elio, il quale si è servito della presenza del coro femminile della Televisione di Stato Bulgara per il suo "Pippero", ispirato e modellato sul canto popolare intitolato "Dilmano dilbero", immancabilmente eseguito alla fine della scaletta.
Le affascinanti armonie emesse da queste cantanti arrivano fino al cuore dello spettatore grazie ad accuratissimi arrangiamenti;
si tratta di distonie tipiche dell'est, modulazioni che richiamano la sacralità dei minareti, certe dissonanze dell'estremo oriente, sonorità che ispirano immediata empatia, oppure non immediatamente gradevoli alle nostre orecchie, popolari, spicciole, ironiche, spesso onomatopeiche ma anche elevate al punto da evocare direttamente il senso del divino. Le suggestive sinergie di voci femminili, con tutte le loro caratteristiche timbriche, si esibiscono non solo nella complessità delle ventitré unità ma pure in spettacolari duetti, impeccabili trii, evoluti quartetti.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 Succ. > Fine >>

Pagina 47 di 416

Lettori nel 2015

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 650.000 lettori nel corso del 2014 -------------------- Previsti > 700.000 lettori nel corso del 2015