Ediz. n.189 - 28.09.14

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a 500.000 contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

Libera Università Europea
LUETEC

Via R.Lordi, 6 - Napoli
 +39 0815786291
luetecnapoli@libero.it


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

Dove saremo

Area Riservata

Chi è online

 20 visitatori online
Oltrecultura - Periodico di Informazione, Spettacolo e Cultura
Due alla terza... Più uno Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa © - Oltrecultura: Recensioni Prosa ®
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Mercoledì 12 Febbraio 2014 09:57

 


Alla
Sala Umberto in scena dal 4 al 16 Febbraio 2014 Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi propongono Due di Noi di Michael Frayn, commedia brillante scritta nel '70 e qui riproposta in tre scene, condotta senza infamia (e senza troppa lode) da Leo Muscato.
Il sipario si apre su una coppia alle prese con un neonato insonne: la neomamma in piena crisi da carenza di sonno si confronta con un imbranato neopapà nello stesso luogo dove hanno trascorso la luna di miele in un piccolo albergo di Venezia. Tra romantici ricordi e nostalgiche rievocazioni ci si interroga sugli attuali e pregressi motivi delle loro liti, emergono interessanti riflessioni sui sentimenti reciproci precedenti all'evento della nascita del primo figlio e si trascorrono particolari ore di veglia; ed ecco che questa situazione costituisce idealmente un continuum alla pièce "Qui", che comunque risale a più di vent'anni dopo, in cui Frayn poneva imbarazzanti interrogativi sul significato della coppia e sulle divergenze che, fuor dell'ambito di genere, sono meramente individuali.
Solfrizzi e la Savino vanno poi a interpretare una coppia più anziana, in cui all'inquietante marito, inquisitorio e laconico, piuttosto sicuro di sé, fa da contraltare lei, petulante, alcolizzata, vagamente bislacca e decisamente infelice, emblema di lucida, comica sincerità a confronto con la falsa pacatezza del marito. La Savino, molto convincente in questo ruolo più brillante e sopra le righe, interpreta con entusiasmo ed energia il drammatico ruolo della moglie ignorata dal compagno che trasuda amarezza a ogni battuta.
Poi la storia prende piede e la scena si colora di vivace brio, svelando anche un certo legame tra quella situazione e l'ultima, ancora una volta calata in un ambiente domestico, in cui la tematica dell'incomunicabilità di coppia si fa sempre più evidente e raggiunge vette comiche di indubbia gradevolezza. Agli incastri narrativi si aggiungano i rocamboleschi cambi di costumi scenici (essenziali ed efficaci, opera di Barbara Bessi) indossati con sapiente rapidità dai protagonisti, e il gioco è fatto.

Leggi tutto...
 
Quando alla coppia manca qualcosa Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa © - Oltrecultura: Recensioni Prosa ®
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Venerdì 14 Febbraio 2014 09:51

 


Prodotto da GAG Entertainment,
DUE più UNO, atto unico scritto da Gianluca Tocci in scena al Teatro dei Conciatori dall’11 al 16 febbraio 2014 per la regia di Gianni Corsi, è uno spettacolo incentrato sul delicato tema dei fallimentari tentativi di concepimento di una giovane coppia. Detto così sembra argomento un po' bistrattato, qui invece sviluppato con giusta dose di ironia e interpretato con convincente realismo da Federico Tocci, protagonista di una vicenda che lo coinvolge totalmente e lo esaspera, facendolo letteralmente “sudare” in scena a fianco di una puntuta Alessandra Della Guardia, controparte femminile e altra metà del cielo, ma novanta percento dell'isterismo (non a caso: ysteròn in greco vuol dire “utero”) della pièce.
In Due più uno la situazione iniziale di trepidante attesa per il verdetto finale del famigerato test di gravidanza sembrerebbe andare verso la direzione "oddio-è-positivo-e-adesso?", mentre invece quel temutissimo segnale blu dell'indicatore è una meta tanto agognata quanto ancora apparentemente irraggiungibile da Enzo e Luna. Decisivo il nome di lei: richiama direttamente alle fasi del ciclo femminile e viene ben compensato dal cognome del dottore cui i due conviventi decidono di affidarsi, un bravissimo Urbano Lione, che si chiama, guarda caso, Polline.
Ecco che allora procedere e insistere con questo test perennemente negativo, di contro a quello, ahimè, sporadicamente positivo di svariate altre coppie per le quali invece una gravidanza sarebbe del tutto indesiderata, in questa diventa un fatto routinario, una prova dolorosa, e insufficiente a dimostrare il bene reciproco, anche e nonostante i curiosi, romantici (ma nemmeno troppo) incoraggiamenti del dottore, credibile sulla scena ed energico con i due volonterosi protagonisti.

Leggi tutto...
 
Viola... di lividi, Bianca come la neve Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa © - Oltrecultura: Recensioni Prosa ®
Scritto da Marisa Paladino   
Domenica 09 Febbraio 2014 16:46

 alt

Viola è una donna di trentasette anni. Annie la madre morì a trentasette anni,  lei ne aveva quattro, il padre solo alla maggiore età le disse chiaramente che la madre era morta quando lei era piccola, quasi che la figlia non avesse impressa nell'animo quella perdita. Viola in una sera d'inverno, nevica e ci sono novanta giorni per denunciare il maltrattamento subito. Lei è una maltrattata che subisce violenza domestica, è 'vittima' di un marito 'carnefice', e il connubio si ripete, come sempre, perchè dove è l'uno non può mancare l'altra, e viceversa.
Viola, l'attrice pugliese Carlotta Vitale, recita un monologo di circa un'ora e mezza, sola nel suo mondo chiuso ad evocare la sua ossessione, la sua relazione malata e intossicata dalla violenza coniugale, in una spirale di crescente sottomissione. Lo spettacolo "Sempre con me" Lui era avaro di sè/io invece già l'amavo è andato in scena sabato 8 febbraio 2014, nell'ambito della rassegna "Out of bounds - drammaturgie fuori confine" nella stagione teatrale 2013/2014 al Teatro Genovesi di Salerno. Scritto dalla stessa Carlotta Vitale e diretto dal regista campano Mimmo Conte, ideato e curato dalla loro Compagnia Gommalacca Teatro, con scenotecnica e assistenza tecnica di Gino Gobetti e Ye-He (Luca), costumi di Federico Groia, foto di scena Luca Puglisi, è uno spettacolo duro ma non pesante, ispirato da un lavoro di ricerca durato tre anni, tra cronaca e testimonianze dirette, divenuto denuncia dei vari aspetti del problema (psicologici, sociali, normativi).
La protagonista racconta il percorso infernale di un amore attento che si trasforma in sopraffazione, nell'assedio della protagonista che diventa un "oggetto" relegato, psicologicamente e materialmente, lontano da ogni possibilità di confronto. Il trasferimento in un'isolata casa di campagna segna lo scenario di questo "nido di violenze" dell'uomo sulla moglie, fa da cornice all'isolamento esistenziale della donna, chiusa in una prigione senza sbarre e in un processo di muto annientamento.

Leggi tutto...
 
Il Mozart adolescente a Napoli: I Turchini di Antonio Florio e Maria Grazia Schiavo Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Dario Ascoli   
Venerdì 14 Febbraio 2014 14:22

 

(in progress) L'Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli ha proposto ancora, come è nel suo consolidato standard, un concerto raffinato e di interesse musicologico.
Due soli autori molto distanti quanto a notorietà, ma che l'ascolto ravvicinato fa scoprire non marginali similitudini, quanto meno nel genere della cantata e sonata da chiesa: W.A.Mozart (1756-1791) e Gian Francesco De Majo (1732-1770).
I dati anagrafici denunciano una prima triste analogia che è rappresentata dalla brevità delle vite di entrambi, stroncate quando meno che quarantenni, ma le note di sala di Dinko Fabris mettono in evidenza, traendole da cronache e da epistolari, le interrelazioni reali tra l'adolescente genio in visita a Napoli nella tarda primavera del 1770 e il maestro napoletano, ormai alla fine dei suoi giorni.
Esibizioni pubbliche e private, salotti nobiliari e istituzioni, prima fra tutte quel Conservatorio della Pietà de' Turchini, cui Antonio Florio si riferì quasi trent'anni or sono allorché fondò l'ensemble che sarebbe divenuto uno dei maggiori gruppi di musica antica del mondo e che oggi unisce nella "ragione sociale" il nome del fondatore e quello che fu degli Artisti, veri protagonisti, della storica Scuola della Napoli tra '600 e '700: I Turchini di Antonio Florio.
Una scelta onomastica che attribuisce agli artisti il primato su luoghi e istituzioni, all'arte la superiorità sulla politica, alla partitura il dominio per eccellenza sugli atti notarili e le cancellerie.
La rozzezza di Re Lazzarone, Ferdinando IV, non consentì ai Mozart di esibirsi a corte, e solo tardivamente, scomparso da oltre trent'anni il Genio di Salisburgo, i Borbone tentarono di instaurare un contatto con la Mitteleuropa musicale offrendo un generoso contratto a Haydn. Ma questi aveva solo pochi giorni prima definito il proprio ingaggio a Londra, presentandosi con le cosiddette Sinfonie Londinesi che non pochi ritengono ebbero serie possibilità di essere etichettate come "Napoletane", essendo state composte dal Maestro della forma-sonata come biglietto da visita per il futuro mecenate, quale ne fosse la nazionalità, salvo apporre la dedica più reverenziale.
Tuttavia, tornando ai Mozart, essi godevano della simpatia e della protezione della regina asburgica di Napoli e questa non ebbe difficoltà ad introdurre i due musicisti nei più importanti consessi culturali napoletani.
Gian Francesco De Majo suscitò una notevole impressione su Mozart padre e figlio, tant'è che nella lettera che Wolfgang scrisse alla sorella il 29 maggio 1770, riferì di una "bellissima musica" ascoltata in una chiesa napoletana, composta dal "Sig. Cicio Demajo (sic)" e ci informa come lo stesso musicista dialogò con il giovane collega "ci parlò e fu anche lui molto compito".
In quella stessa circostanza ad esibirsi, probabilmente in un mottetto, data la collocazione in chiesa, fu non un castrato, ma un soprano, ovvero la Sig.ra Anna De Amicis che "cantò a meraviglio".
A meraviglia il 13 febbraio 2014 ha cantato Maria Grazia Schiavo, che in molti abbiamo conosciuto come enfant prodige e che oggi, ancora giovane, è una star internazionale con un curriculum che sembra collezionato in due vite artistiche.
Elementi protagonisti del programma sono stati il mare e la tempesta o procella, che trovano intersezione per eccellenza nel periodo che oggi definiamo barocco, in virtù dei simboli che essi incarnano nell'immaginario letterario e nella religiosità popolare e colta, e che nel secolo dei lumi si apprestano a diventare oggetto di studio più che di venerazione e di terrore.

Proprio a proposito di un recente concerto promosso dall'Associazione Scarlatti con l'Oratorio Nativitas  di Gaetano Panariello, avevamo evidenziato come la letteratura fosse ricca di associazioni tra Maria e mare, facilitata dall'assonanza fonemica, che, d'altra parte è non incidentale, rimandando alla consonante labiale seguita dalla vibrante, onomatopea di suzione e bacio, mentre in "mamma" ricorre la doppia labiale.
Ed ecco che un delicato brano di ispirazione mariana ha aperto il concerto del 13 febbraio 2013 all'Auditorium di Sant'Elmo a Napoli: il Salve Regina in sol minore per soprano e archi di Gian Francesco De Majo, in stile così tipicamente napoletano e che tuttavia rinuncia al trattamento contrappuntistico nell' Eja ergo, che viene realizzato in uno stile cantabile che colloca la composizione in un pieno clima proto-galante.
Le cronache epistolari del giovane Wolfgang ci informano come nel 1770 il canto di mottetti fosse affidato al timbrato registro sopranile, invece che alla voce bianca degli evirati secondo una prassi che aveva dominato i precedenti centocinquant'anni.

Leggi tutto...
 
Lo sai di chi è oggi il compleanno, lo sai di chi è, lo sai? Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa © - Oltrecultura: Recensioni Prosa ®
Scritto da Dadadago   
Venerdì 07 Febbraio 2014 14:02

Esistono alcune amicizie, o affinità elettive o sodalizi che seppur interrotti bruscamente non smettono mai di essere.
E Compleanno lo spettacolo in programmazione al Teatro Ghirelli di Salerno dal 6 al 9 febbraio 2014 è un vero e proprio rito che Enzo Moscato officia in memoria di Annibale Ruccello.
Il testo scritto a ridosso della prematura scomparsa del drammaturgo, quindi nel 1986 è una “sorta di bliz - show,” sequela ininterrotta di frammenti, di narrazioni, di gioco di voci che si intrecciano in una lingua babelica e contaminata, visionaria e delirante; di suoni e gesti e canti che celebrano un vuoto, un sopravvivere all'altrui morte, destino comune a chi non viene chiamato giovane dagli Dei e dunque è destinato a patire le altrui scomparse; di figure appartenenti all'immaginario dei due autori.
“In fantasmatica parata incedono Ines, Bolero, Spinosa, le gatte Rusinella, donna Clotilde, Jennifer, i mutanti, gli innesti, i maniaci, i sorci...”. “Un ciclo ricorrere di teneri ricordi, un esercizio quotidiano del dolore” al di là di come lo si voglia definire, il
Compleanno allestito dall'attore è un festeggiare una assenza, è ricucire uno strappo che la vita ti impone ma non accetti.
Non mancano i festoni, la torta le candele che nessuno spegnerà. In questo monologo recitato intensamente Moscato presta la sua voce ad affabulazioni, immagini, la sua gestualità ad una messa in scena cerimoniale, coi suoi simboli e rimandi, e l'effetto travalica l'ipocrisia dei vivi per divenire affettuoso tentativo di restituire e/o far conoscere un artista scomparso troppo presto.
Su scene e costumi di
Tata Barbalato, voce su chitarra Salvo Moscato e nell'ante compleanno testimonial Giuseppe Affinito lo spettacolo procede con un ritmo stringato e qualche ciclica ripetizione per circa un'ora sino al calar del sipario, in cui a ricevere gli applausi ed il consenso del pubblico sembra esserci accanto ad Enzo un giovanotto con un grande amore per il teatro...

Dadadago

 
<< Inizio < Prec. 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 Succ. > Fine >>

Pagina 47 di 353

Lettori nel 2014

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 540.000 lettori nel corso del 2013 -------------------- Previsti > 600.000 lettori nel corso del 2014