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Custodire e ritrovare: il pianoforte a cristallo a San Pietro a Majella Stampa E-mail
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Scritto da Dario Ascoli   
Mercoledì 02 Settembre 2015 22:18

 

 

Erano da poco iniziati i lavori di ampliamento del Museo del Conservatorio San Pietro a Majella quando tra antichi documenti accatastati è venuto alla luce un pianoforte a cristallo del XIX secolo.
Si tratta di un esemplare di strumento che è l'evoluzione della glassharmonica settecentesca, cara a Mozart, al punto che per essa compose Adagio e Rondò KV 617 nonché l'Adagio K356/617.
Nei decenni successivi l'interesse per lo strumentò scemò, ma non si spense del tutto se è vero che per esso scrissero Beethoven e Berlioz, Strauss...
La particolarità di questo strumento è la sua discendenza dall’illustre modello della glassharmonica - dichiara il direttore del San Pietro a Majella Elsa Evangelista, impegnata in questo periodo nel recupero di altre sale del Conservatorio.- “Lo strumento è un ‘pianoforte a cristallo’ costruito probabilmente in relazione all’interesse suscitato dall’uso della glassharmonica in opere eseguite al San Carlo in quegli anni, entrando poi a far parte della collezione Del Balzo, confluita infine nelle raccolte del Conservatorio agli inizi del secolo XX. Il ‘pianoforte a cristallo’ riscoperto al Conservatorio di Napoli è a forma di tavolino con quattro gambe in mogano e ha una tastiera di quattro ottave, con una bella decorazione al centro della tavoletta. La meccanica si compone di una coppia di xilofoni rovesciati, con 25 lamine di cristallo ciascuno, accordate per mezzo della differenza di lunghezza e di spessore, e incollate sui margini di legno della scatole di risonanze degli xilofoni. Le lamine sono percosse dai martelletti di legno mossi dalla tastiera del pianoforte. Quando tornerà, dopo il restauro, all’originario splendore, sarà possibile godere dello straordinario timbro purissimo di questo gioiello”.
Ma il direttore non è soltanto attento custode e valorizzatore del patrimonio museale, è musicista e, perciò, dal ritrovamento alla programmazione di un concerto avente il prezioso strumento quale protagonista, è stato davvero breve.

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Le Maschere 2015: nella "tradizione per andare avanti" Stampa E-mail
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Scritto da Mariagrazia Liccardo   
Sabato 05 Settembre 2015 20:10

 

Venerdì 04 settembre 2015 ha avuto luogo la premiazione “Le Maschere del Teatro Italiano”, attesa manifestazione che ha iniziato il suo iter il 29 maggio 2015 con la “Serata Nomination” presso il Teatro Stabile di Napoli, legittimamente orgoglioso di avere ottenuto il riconoscimento di "Nazionale".
Fino allo scorso anno, questo primo appuntamento “del teatro che premia il teatro” si è tenuto a Roma.
Il premio, patrocinato dall’Agis, prevede una giuria di esperti composta da 12 giurati che sceglierà le terne finaliste.
La vittoria in un secondo momento sarà assegnata da una giuria composta da oltre 500 artisti e addetti ai lavori che voteranno a scrutinio segreto i vincitori per ciascuna delle 13 categorie in gara: miglior spettacolo di prosa, miglior regia, miglior attore protagonista, migliore attrice protagonista, miglior attore non protagonista, migliore attrice non protagonista, miglior attore/attrice emergente, miglior interprete di monologo, miglior scenografo, miglior costumista, miglior autore di musica, migliore autore di novità italiana e novità di quest’anno migliore disegnatore di luci.
La premiazione è stata trasmessa in differita da Rai Uno. L’Undicesima edizione del più importante premio teatrale italiano, "Premio Le Maschere", è stata ospite dal 2011 del Teatro di San Carlo di Napoli, per spostarsi, quest’anno, di 600 metri presso il Teatro Mercadante di Napoli.
Tullio Solenghi
presenta la manifestazione come ormai tradizione, avvia la serata con un pensiero a Pino Daniele sigla d’apertura della trasmissione RAI.
Presentata dall’immancabile Presidente Gianni Letta il resto della giuria: Rosita Marchese, Giulio Baffi, Antonio Calbi, Moreno Cerquetelli, Emilia Costantini, Masolino D’Amico, Maria Rosaria Gianni, Geppy Glejieses, Andrea Porcheddu, Enrico Groppali e Maricla Boggio (questi ultimi due assenti).
Luca de Filippo, menzionata la sua scuola di recitazione varata quest’anno, premia il miglior attore/attrice emergente: Alessandro Averone per lo spettacolo Der Parkdi Peter Stein che si classifica primo su Mauro Lamantiaper lo spettacolo sul meraviglioso testo di Giuseppe Patroni Griffi, La morte della bellezza di Benedetto Sicca e Antonia Truppo, non presente,per lo spettacolo La Dodicesima Notte di Carlo Cecchi.
Angela Pagano, impegnata nelle prove de “Orestea” di Eschilo con la regia di Luca de Fusco premia la miglior attrice non protagonista Monica Piseddu per lo spettacolo Lo Zoo di Vetro di Arturo Cirillo tra Dely De Majoper lo spettacoloIl Sindaco del Rione Sanità di Marco Sciaccaluga e Lucia Poliper lo spettacolo L’importanza di chiamarsi Ernestodi Geppy Gleijeses.
Quest’ultima si presta volentieri a premiare il miglior attore non protagonista: Nando Paone per lo spettacolo Don Giovanni di Alessandro Preziosi che dedica il premio alla moglie e collega Cetty Sommella e condivide con la figlia Giada. Altri della triade Mauro Avogadro per lo spettacolo Der Parkdi Peter Stein; Arturo Cirilloper lo spettacolo Lo zoo di vetro regia dello stesso Cirillo.
Maurizio Giammusso, giornalista e sceneggiatore, premia il miglior autore/autrice di novità italiana: Stefano Massini per lo spettacolo Lehman Trilogy. “Esistono autori italiani, anche se bisogna andare a cercarli tra le pieghe delle rassegne collaterali” risponde critico Massini sollecitato dalla domanda di Solenghi, condivide poi il premio con Luca Ronconi e racconta, sempre sollecitato da Solenghi, del suo ruolo attuale di drammaturgo al Piccolo. Nella stessa triade Chiara Laganiper lo spettacoloDiscorso Celeste, Roberto Scarpettiper lo spettacoloViva L’Italia.
Adriano Giannola
, presidente dal 2011 del Teatro Nazionale di Napoli , nonché presidente della SVIMEZ, Associazione per lo sviluppo dell’ industria nel Mezzogiorno, premiail miglior interprete di monologo. Candidati:Giuseppe Fiorelloper il monologoPenso che un sogno così; Roberto Herlitzkaper il monologoUna giovinezza enormemente giovane, e la vincitriceGiulia Lazzariniper il monologoMuri. Prima e dopo Basaglia. “Oggi ho mangiato un piatto di spaghetti meravigliosi col pomodorino, come si cucinano qua e ho detto valeva la pena venire a Napoli soltanto per questo piatto di spaghetti” dice simpaticamente emozionata l’attrice.
Beppe Fiorello
prima della presentazione della nuova triade, ricevi i complimenti da Solenghi per l’interpretazione della storica canzone Vecchio Frac di Domenico Modugno dedicata a Raimondo Lanza di Trabia e alla sua triste scomparsa. Il premia miglior autore/autrice di musiche viene assegnato aNicola Piovaniper lo spettacoloLa dodicesima nottedi Carlo Cecchi, altri candidati Luigi Ceccarelli per lo spettacoloLa vita agli arresti di Aung San Suu Kyidi Marco Martinelli e Admir Shkurtaj per lo spettacolo Kater i rades di Salvatore Tramacere. Piovani è al suo secondo premio per il teatro e condivide queste parole “Il premio per il teatro è un’emozione particolare perché sono convinto che la rinascita culturale di un paese riparte dalla sua cultura teatrale”.
Resta sul palco per premiare il miglior scenografo tra Romeo Castellucci per lo spettacolo Go down, Moses di Romeo Castellucci; Roberto Creaper gli spettacoli Scannasurice di Carlo Cerciello e Ferdinand Woegerbauerper lo spettacolo  Der Park di Peter Stein. Primo nella triade Woegerbaurer.
Premio alla memoria di Graziella Leonardi Buontempo conferito dalla nipote Gabriella e da Luca de Fusco a Dino Trappetti direttore dal 1990 della sartoria Tirelli Costumi che gode a tutt’oggi di un'importante reputazione in Italia. Numerosi i film di cui la Tirelli ha realizzato i costumi e che hanno vinto l’Oscar, oltre ad altri premi per i migliori costumi, (Amadeus, Casanova, Cyrano, Il Paziente Inglese, L’età dell’innocenza, Marie Antoinette ecc.).
Dino Trappelli resta sul palco per premiare il miglior costumista tra Annamaria Heinreich per lo spettacolo Der Parkdi Peter Stein, Maurizio Millenotti per lo spettacolo Il Giardino dei ciliegi di Luca De Fusco e Fabio Zambernardi e Lawrence Steele per lo spettacolo Il Don Giovanni.Vivere è un abuso, mai un dirittodi Filippo Timi, che risulta essere Maurizio Millenotti, vincitore di premi cinematografi e candidato all’Osca, emozionato per “la maschera” ricevuta dal teatro, invita i suoi colleghi a prendere posto al suo fianco per congratularsi con gli stessi per il loro straordinario lavoro.

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Per Malazè riapre dopo duemila anni il Mercato Romano di Pozzuoli Stampa E-mail
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Scritto da Valeria Chianese   
Giovedì 03 Settembre 2015 21:52

Dal 4 al 15 settembre 2015 si terrà la X edizione di Malazè, l'evento ArcheoEnoGastronomico dei Campi Flegrei. La manifestazione - nata per promuovere le bellezze e le molte proposte turistico-culturali dei Campi Flegrei - si sviluppa nei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, Isola di Procida e una parte della città di Napoli.
Dichiara Rosario Mattera, ideatore e organizzatore: "Quest'anno, accogliamo nel nostro progetto un altro importante partner, "Ravello Creative Lab", che ha contribuito a far nascere e crescere il Festival di Ravello. Uniamo le nostre forze, così come sempre si dovrebbe fare nel nostro Sud. Malazè diventa: #tipicamenteflegreo - gusta l'arte. Agli oltre 100 eventi di altissima qualità che faranno scoprire gli angoli più belli del nostro territorio, si aggiungeranno anche le manifestazioni proposte da Ravello Creative Lab: performance artistiche, e non solo, di altissimo profilo che si svolgeranno nei siti più importanti dei Campi Flegrei e che contribuiranno a fare di questa X edizione di Malazè un punto di partenza per un nuovo e affascinante percorso. Il 5 settembre 2015 sarà possibile visitare il Tempio di Serapide a Pozzuoli, l'antico mercato Romano, il 7 il grande Giorgio Albertazzi reciterà le Memorie di Adriano allo Stadio di Antonino Pio, il a Monte di Procida concerto di Pietra Montecorvino e il 15 al Castello di Baia Peppe Lanzetta narrerà la leggenda di Miseno".
Venerdì
4 settembre 2015 (alle ore 19,30) la Comunità di Malazè si incontra al Grancafè Cannavacciuolo di Pozzuoli per festeggiare i primi dieci anni di attività. Per l’occasione la giornalista enogastronomica Laura Gambacorta presenterà laprima Guida enogastronomica #tipicamenteflegreo targata Malazè. Saranno proiettati video, foto e rassegna stampa delle scorse edizioni. Ingresso libero.
Sabato
5 settembre 2015 primo appuntamento unico ed esclusivo organizzato da Ravello Creative L.a.b. in collaborazione con le associazioni Flegreando e Artemide:Una giornata al Mercato Romano.Dopo circa 2000 anni sarà riaperto al pubblico il Tempio di Serapide, l’antico Macellum Romano. Apertura esclusiva al pubblico, dalle 10 alle 13, con artisti e sapori degli antichi romani e lo chef stellato Paolo Gramaglia del ristorante President di Pompei, nelle vesti di Cicerone in qualità di esperto di gastronomia, sapori e tradizioni culinarie dell'antichità. Dal pane al vino, dal garum all'olio, lo chef Gramaglia condividerà il proprio sapere accumulato con studi decennali sull'argomento e che lo hanno visto protagonista nell'ultimo biennio con la Soprintendenza archeologica di Pompei impegnato tra varie mostre, convegni e momenti degustativi.
"
Ho accettato con piacere l'invito per il decennale di Malazè - commenta lo chef stellato Paolo Gramaglia - Mi sembra il giusto modo per contribuire a tramandare la nostra storia tra i consumatori e ai turisti della bella Napoli. Dalle nostre radici culinarie derivano i sapori di oggi e le abitudini dell'epoca le ritroviamo nei gesti di tanti produttori di oggi. Il 5 settembre sarà creato un ponte tra i sapori dell'antica Roma e la creatività di oggi, in un luogo esclusivo, riaperto al pubblico per l'occasione". Una rievocazione del Macellum farà rivivere, per la prima volta dopo millenni, l’antico mercato: le botteghe romane torneranno ad aprire, seppur virtualmente, grazie ad una mise en espace della vita ribollente vissuta nei secoli attorno alla convivialità e alle peculiarità enogastronomiche del territorio e della sua intrinseca vivacità culturale. Il racconto che accompagnerà l’esposizione degli alimenti avrà come protagonista proprio la cucina storica, i suoi aneddoti, le sue ricette, gli alimenti (la mala orcula cioè la melannurca e la cicercula, la cicerchia), i vini (Falanghina e Piedirosso) e il loro legame con la città, i miti legati al cibo e ai luoghi e verrà condotta da guide specializzate che accompagneranno piccoli gruppi di visitatori nellesplorazione delle antiche botteghe e di un luogo per molto tempo negato alla fruizione di cittadini e turisti. Non mancheranno, infine, i momenti di spettacolo, legati alla presenza di musicisti e attori in costume che riporteranno in scena i momenti di intrattenimento legati alla cultura e alla convivialità di epoca romana e la degustazione di vini locali con i sommeliers dell’A.i.s. Napoli.

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Sonorizzazioni... Dissonanzen. Longobardi feat. Vertov Stampa E-mail
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Scritto da Marialaura Di Lucia   
Venerdì 04 Settembre 2015 08:19

 

 

La XXII edizione di “Cinema intorno al Vesuvio” - la rassegna estiva di cinema all'aperto promossa dall'Associazione Arci Movie di San Sebastiano al Vesuvio e inaugurata lo scorso giugno -, si è conclusa il 3 settembre 2015 con la proiezione di L'uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov, con le musiche originali di Ciro Longobardi, membro dell'ensemble napoletano Dissonanzen.
La pellicola del 1929, capolavoro del cinema muto di tutti i tempi, può essere considerato l'acme di uno dei maggiori movimenti d'avanguardia sovietica, teorizzato dallo stesso Vertov nel suo film manifesto Kinoglaz (Cineocchio) del 1924. L'idea di fondo della corrente artistica, che trae linfa dal futurismo italiano, è che quanto risulta banale e scontato visto con gli occhi del quotidiano, diventa nuovo, peregrino, sorprendente se guardato con l'occhio della cinepresa.
All'interno delle pellicole di Vertov manca qualsiasi narrazione, non c'è una storia ma non c'è nemmeno l'intento didattico del documentario: si tratta di un puro tessuto di immagini che genera poesia visiva. Vertov non è interessato a mostrare il mondo col cinema, ma a mostrare tutte le potenzialità del cinema attraverso il mondo come soggetto.
Siamo all'inizio dell'era staliniana e le sue posizioni radicali, seppure ispirate da un comunismo convinto, non incontravano il beneplacito degli apparati politici che erano, al contrario, interessati ad esercitare un controllo sulle informazioni veicolate da cinegiornali e documentari.
Tutto il complesso teorico e la genialità di Vertov si riassumono, tuttavia, in quella che è anche la sua opera più famosa, L'uomo con la macchina da presa, e che si innesta sulle battute finali dell'avanguardia.
Questo film davvero rivoluzionario scompagina la grammatica sino ad allora utilizzata (basti pensare che non sono usate didascalie, fondamentali nell'epoca del muto) e in uno sfolgorio di trovate tecnico-stilistiche ci mostra una macchina da presa che da oggetto di osservazione ne diventa il soggetto.
La novità di questa edizione di “Cinema intorno al Vesuvio” è rappresentata dalla partecipazione a due appuntamenti dell'Ensemble Dissonanzen. Nella serata del 6 luglio il gruppo napoletanoha eseguito la sonorizzazione con improvvisazioni live di un altro cult del cinema muto, Il Gabinetto del Dottor Caligari del cineasta tedesco Robert Wiene (1920), opera onirica da annoverare nel filone dell'espressionismo tedesco.
Quanto alla sonorizzazione di
L'uomo con la macchina da presa, Longobardi ha svolto un lavoro originale affidando all'improvvisazione il continuo dialogo con le immagini cinematografiche, tanto sul piano sincronico quanto su quello diacronico. Per l'ottenimento di particolari effetti sonori, il musicista napoletano è ricorso ad uno strumento virtuale messo a disposizione dall’Ircam, Centro Parigino di Ricerca Acustica ed Informatica: l'Ircam Prepared Piano. Si tratta di una biblioteca di suoni che raccoglie tutte le tecniche di pianoforte preparato e di inside piano in un unico programma “suonabile” con un computer e una tastiera digitale. «Il panorama sonoro che ne risulta credo sia unico e si adatti in maniera perfetta ad un film così avanzato dal punto di vista concettuale e tecnologico», ha dichiarato Longobardi, che in merito all'opera ha osservato: «La peculiarità di questo capolavoro è quella di essere sia un film che un manifesto teorico, come denuncia lo stesso regista nei titoli di testa, in cui dichiara di voler creare un linguaggio cinematografico assoluto e universale, completamente indipendente dal teatro e dalla letteratura e senza ricorrere all’ausilio di didascalie, sceneggiatura, set, attori. Credo che il carattere rivoluzionario di questa affermazione sia evidente».

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"Positano premia la Danza" fa rete e sistema Stampa E-mail
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Scritto da Marialaura Di Lucia   
Giovedì 03 Settembre 2015 18:36

 

Il 2 settembre 2015 il Foyer dell'Auditorium Rai di Napoli ha aperto le porte alla conferenza di presentazione della 43ˆ edizione di Positano premia la danza - Léonide Massine, lo storico premio positanese dedicato all'arte tersicorea.
Dal
4 al 10 settembre 2015 il Comune di Positano ospiterà sulla Spiaggia Grande il rendez-vous annuale che quest'anno, grazie al decisivo sostegno della Regione Campania, si trasforma da evento di una singola serata a programma ricco di appuntamenti collaterali.
La conferenza è stata moderata da
Francesco Pinto, Direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli.
Nel dare il suo benvenuto in un luogo che, in quanto patrimonio della città, dovrebbe diventare sempre più un luogo d'incontri, ha sottolineato come esista un difetto di narrazione nei confronti della Campania e del Mezzogiorno d'Italia in generale. L'insistenza sul racconto criminale oblitera il Sud come realtà complessa che includa anche l'arte e la bellezza. In questo senso andrebbe recuperato un tema, come quello della danza, che ad oggi pare non campeggiare tra le prime pagine dell'agenda politica del Paese.
La risposta, ma prima ancora la scommessa affinché qualcosa possa cambiare non può che essere fatta sui giovani.
Per i giovani - ha dichiarato
Laura Valente, Direttore generale e artistico del progetto -, per mettere un freno al fenomeno di sradicamento da cui sono sempre più colpiti nella loro fuga dall'Italia e perché essi stessi si riapproprino del loro territorio d'origine, si è voluta raccogliere l'eredità di questo premio importante non solo per Positano e per la costa d'Amalfi, ma tutto per il Sud.
Il premio
Positano premia la danza - Léonid Massine è un progetto integrato con Capri Danza International 2015 e Positano Mare Sole e Culture 2015.
Quest'anno per la prima volta il premio punta sul “sistema danza” come impresa culturale e nelle parole di
Michele De Lucia, Sindaco di Positano, ha l'ambizione già dal prossimo anno di mettere a sistema con altre realtà campane questo patrimonio immateriale di storia, cultura, arte e bellezza, da tradursi concretamente in opportunità per i giovani e ricchezza per il territorio.
A curare la veste artistica del Premio Massine è
Daniele Cipriani che ha ripercorso la storia del premio, nato nel 1969 e dedicato alla memoria del primo ballerino e coreografo dei Balletti Russi di Sergej Djagilev, Léonid Massine, innamorato al punto di Positano da comprarne le antistanti isole de Li Galli.
Dopo di lui fu
Rudolf Nureyev a farne la sua residenza per oltre 20 anni e a legare indissolubilmente Positano, pur senza un teatro o una sala di danza, al mondo coreutico. Cipriani ha colto l'occasione per ricordare il gemellaggio avvenuto per la prima volta lo scorso anno tra il Premio Massine di Positano e il Premio Internazionale Benois de la Danse che si svolge annualmente al Teatro Bolshoi di Mosca. Il Premio “Benois-Massine, Mosca-Positano” si svolgerà anche quest'anno e a riceverlo sarà Edward Watson, primo ballerino del Royal Ballet di Londra.
Anche l'edizione 2015 del Premio Positano avrà un ricco parterre di premiati.
A Lutz Förster, storico interprete degli spettacoli di Pina Bausch e direttore artistico del Tantztheater Wuppertal andrà il prestigioso Premio alla Carriera 2015.
Ekaterina Krysanova e Mathias Heymann, rispettivamente Étoile dell'Opera di Parigi e Étoile del Teatro Bolshoi di Mosca, saranno premiati come Danzatori dell'anno sulla scena internazionale.
Coreografo dell'anno è invece
Liam Scarlett, considerato a livello mondiale una delle nuove tendenze della coreografia.
A
Woolf Works,spettacolodedicato alla scrittrice inglese Virginia Woolf, firmato dal coreografo Wayne McGregor e prodotto dal Royal Ballet di Londra, verrà assegnato il premio di Spettacolo dell'anno. Kevin O'Hare, Direttore del Royal Ballet, ritirerà il premio.

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