Ediz. n.113 - 05/09/2010

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Oltrecultura - Le News
Luoghi di narrazioni Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Prosa
Autore: Tonia Barone   
lunedì 02 agosto 2010 10:48

 

Il 4 e 5 agosto 2010 a Sieti di Giffoni Sei Casali (SA) si svolgerà la manifestazione “Luoghi di narrazione”, che nasce da un percorso formativo rivolto a giovani e adulti, per progettare e realizzare un evento integrato nel piano di sviluppo turistico e culturale di Giffoni sei Casali.
Luoghi di narrazione inizierà con il convegno “Fantasie, desideri, progetti: costruire nei giovani il significato del futuro” alle ore 18,00 in Piazza Convento a Sieti, articolato in due sessioni una il 4 e l'altra il 5 agosto 2010, con interventi di Amilcare Acerbi (pedagogista), Rosario D’Acunto (Vice Sindaco Giffoni Sei Casali), Nicoletta Fabbri, Pier Paolo Paolizzi, Stefano Bisulli (Associazione A.S.T.Ri di Rimini) e il saluto del Sindaco di Giffoni Sei Casali Gerardo Marotta.
Il programma, nei due giorni, prevede alle ore 20 in piazza Convento a Sieti , la proiezione del video-documentario realizzato dai giovani di Sieti sulla relazione adulti –giovani.
La manifestazione serale si svilupperà nelle piazzette e nei cortili di Sieti dalle 20:00 alle 24:00 e il percorso avrà come guida l’Installazione Acustica “E la luna sarà ancora così splendente” di Cialdo Capelli.
Nei cortili si potrà assistere a canti e narrazioni della cultura popolare: Cesariana Folk di Casalbuono il 4 agosto; Centro studi Fantasilandia di Siano il 5 agosto, nonché al gioco antico della narrazione con “Cosa c’è nel mio sacco” di Mimmo Notari, il 4 agosto.
Verrà presentato il giorno 4 agosto e in replica il giorno successivo “Volare a tutti i costi, forse” prodotto da L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino e Serra Teatro in collaborazione con Cinematica.
La manifestazione costituisce il momento conclusivo del progetto “DALLA STRADA ALLA SCUOLA, DALLA SCUOLA ALLA VITA”, vincitore del bando 2007 della FONDAZIONE PER IL SUD, svoltasi nella città e nella provincia di Salerno per due anni, che ha visto coinvolti oltre cinquecento ragazzi, nove scuole, tre comuni (Salerno, Cava de Tirreni, Giffoni Sei Casali) e numerose associazioni del terzo settore.
La Fondazione per il sud non interviene direttamente sui bisogni emergenti, ma sostiene idee e progetti esemplari per il territorio, che nascono dalle potenzialità già esistenti opportunamente stimolate e finanziate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
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Un naturalismo coreografico e vivido: Carmen all'Arena, nella regia di Zeffirelli Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica - Lirica
Autore: Dario Ascoli   
venerdì 30 luglio 2010 11:14


L'Arena di Verona ha riproposto il collaudatissimo allestimento di Franco Zeffirelli, con la partecipazione del Balletto Spagnolo El Camborio, diretto da Lucia Real.

Una grande scena centrale e due spazi reali assegnati alla danza caratteristica, grande sfoggio di comparse e figuranti, costumi dalle tinte solari, disegnati da Anna Anni e ripresi da Maria Filippi, e fiero passaggio di cavalli in scena, per l'entusiasmo del pubblico areniano.
La direzione musicale di Julian Kovachev ha scelto tempi serratissimi, i quali hanno dato grande vivacità ai momenti danzati, ma hanno penalizzato la cantabilità nei passaggi ariosi dei preludi orchestrali.
Difficile l'equilibrio tra percussioni, legni e archi, ma sarebbe chiedere troppo pretendere bilanciamenti tra uno strumentino e una massa orchestrale abbondante, in situazioni all'aperto in location di sì vaste dimensioni.
Positiva prestazione del Coro dell'Arena, diretto da Giovanni Andreoli, sia per gli aspetti musicali, che per la disposizione sulla scena; delizioso e , come consuetudine, applauditissimo intervento del Coro di Voci Bianche A.Li.Ve. diretto da Paolo Facincani.
Nella recita del 29 luglio 2010, di cui vi diamo cronaca, la protagonista è stata Geraldine Chauvet, mezzosoprano francese dai notevoli mezzi scenici e dalla emissione vocale fine, persino “troppo” per una zingara.
Giocando più sull'armonia dei gesti e delle forme, che sulla prorompenza, tuttavia, la sensualità del personaggio non ha per nulla difettato ed ha persino trovato un rilievo grazie alla contrapposizione della fierezza di Carmen alla esuberanza dei danzatori a lato della scena.
Con Carmen di Georges Bizet (1838-1875) il melodramma entra nel verismo, ovvero, per dirla con termine più caro ai transalpini e più appropriato, nel naturalismo.
Il debutto di quello che oggi è considerato un capolavoro indiscusso fu tutt’altro che sereno; in molti giudicarono scabroso l’argomento trattato dal libretto che Henri Meilhac e Ludovic Halévy derivarono dall’omonimo romanzo di Prosper Mérimée; sconveniente la trama e, per giunta, “poco francese” l’ambientazione.
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Il Bugiardo” al Teatro Romano di Verona: un allestimento “sospeso” con un cast di rilievo Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Emanuela Dal Pozzo   
sabato 31 luglio 2010 15:45

 

Con una regia “prudente” di firma Paolo Valerio, ha debuttato in prima nazionale al Teatro Romano di Verona, nella manifestazione “Estate Teatrale Veronese”, il 28 luglio 2010, lo spettacolo teatrale “Il Bugiardo” di Carlo Goldoni: un allestimento scenico “ ben confezionato” che ha incontrato il favore tiepido del numeroso pubblico, ma che ha lasciato incerti e dubbiosi quanti si aspettavano maggiore grinta e profondità.
L'ambiente veneziano, più citato da immagini sbiadite e proiettate a tutto campo, che agito fisicamente, rimanda ad una Venezia lontana, che appartiene
al mondo dell'immaginazione piuttosto che a quello reale.
La regia, lontana dalla visceralità dei caratteri tipici della commedia d'arte, antica espressione giullaresca popolare che traeva dai problemi della vita quotidiana i propri canovacci da rappresentare, per quanto già ammorbidita dalla rilettura epurata goldoniana, ha preferito ammiccare ad un mondo trasognato, impalpabile e sfuggente, nel quale l'ingresso e l'uscita di balconi anonimi e dei personaggi si alternano a quello dei musici che accompagnano lo spettacolo con i propri rondò, curati da Antonio di Pofi: FilippoNeri ed Elisabetta Gerosa al violino, Giancarlo Bussola alla viola e Paola Gentilin al violoncello.
Ne è uscita una sovrapposizione di elementi, difficilmente amalgamabili, un accostarsi di diversi linguaggi che possono risultare più o meno piacevoli nell'insieme, ma di confusa lettura: la “verità” scenica dei personaggi ha cozzato contro le effimere e non sempre pertinenti immagini dello sfondo curate da Mauro Fiorese e Stefano Buro, i contrasti e gli antagonismi dei protagonisti sono risultati annullati dal poco movimento scenico, il ritmo dei dialoghi e le “impennate caratteriali “ dei personaggi appiattiti da un piano orizzontale scorrevole che impone un tempo esterno, fluido e sempre uguale.
A rimarcare ulteriormente la sospensione del tempo, la scena, aperta a libro,si specchia verticalmente nel suo doppio, così come è nel Il bugiardo, dice Paolo Valerio, l'universo femminile visto dal protagonista Lelio, inafferrabile e misterioso, specchio riflesso della realtà.
Nella trama della commedia, uno dei capolavori comici del drammaturgo veneto Carlo Goldoni che l'ha scritta nel 1750, Lelio, figlio del ricco mercante Pantalone, torna a Venezia dopo un ventennio trascorso a Napoli presso uno zio.
Artista delle menzogne e impenitente seduttore non riuscirà a trarre in inganno i coprotagonisti della storia, né a sposare Rosaura verso la quale dichiara il proprio amore. Smascherato, prometterà ancora una volta di non mentire mai più.
Bravi gli attori del cast, nonostante una non sempre perfetta aderenza linguistica, costretti ad affidare la propria presenza scenica all'utilizzo della voce e ad una gestualità corporea capace di restituire il piacere del movimento, in una messa in scena che è risultata statica e ripetitiva nel contesto, con poche sorprese e invenzioni.
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Clitennestra Reve a Giaviera del Montello Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Emanuela Dal Pozzo   
domenica 01 agosto 2010 10:40

 

 

Il 29 luglio 2010 in Prima Nazionale , a Giavera del Montello (TV) presso la Villa Wassermann, ha debuttato la nuova produzione della Compagnia KalsaClitennestra Reve”, coprodotta con l'assessorato alla cultura del Comune di Giavera, all'interno della Rassegna Amore...follia”- storie didonne drammaturgia al femminile.
In uno spazio contenuto a posti prenotati il pubblico attentissimo ha assistito ad un allestimento scevro di fronzoli e ricco di contenuti, nel quale l'essenzialità della scena e delle luci di Roberto Tropeani sottolineavano con puntuale efficacia lo svolgersi del dramma: un palcoscenico trasformato in continuazione in camera da letto, sala da pranzo, laboratorio, manicomio e nel quale oggetti e corpi dialogavano in stretta relazione, diventando parte integrante ed irrinunciabile della drammaturgia.
Il testo ripercorre la tragedia di Clitennestra e della maledizione che si abbatte sulla sua casa in una catena di sangue e in un succedersi di morti:
l'assassinio di Ifigenia da parte del padre Agamennone, l'assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitennestra, l'assassinio di Clitennestra da parte dei figli Elettra ed Oreste.
La protagonista, una donna dotata di una femminilità spietata e di una tenerezza feroce, madre di Oreste ed Elettra, gestisce una fabbrica di filati con il marito Agamennone.
Un giorno il marito parte per l'America lasciando la famiglia in miseria e tornando dopo diversi anni ricco e con un'amante.
Si scatenano quindi l'odio e le gelosie che porteranno alla inevitabile sequenza di vendetta e morte. Bravi e convincenti gli attori: Erika Favretto ,Giuliana Calesso, Luigina Possamai, Roberto Berti, Filippo Fossa, Chiara Morandin , che hanno saputo mantenere la tensione drammatica del testo, sottolineato dalle musiche elettroniche degli anni '70.
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Homo Italicus Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Libri
Autore: Ilaria Della Croce   
sabato 31 luglio 2010 15:32


Il 22 luglio 2010 si è tenuta presso il Circolo degli Artisti di Roma la presentazione del libro di Giusi MiccoliHomo italicus”.
Un’ analisi attenta e svolta col metodo scientifico delle interviste ha spinto la sociologa nei meandri del nuovo panorama sentimentale che coinvolge il maschio italiano.
In una società dominata dalla “liquidità” e dalla provvisorietà ecco che i vecchi schemi che caratterizzavano le dinamiche di coppia vengono sostituiti da altri maggiormente in linea con lo scenario attuale.
Con “liquidità” si intende la presenza di connessioni deboli e dunque un allentamento dei legami affettivi .
Ad ogni modo la realtà italiana contrappone ancora uno zoccolo duro fatto di tradizione e solidità familiare che va ad amalgamarsi con il trend di oggi, dominato anche da una maggiore connettività e velocità.
Se, dunque, fino agli anni Ottanta i profili più significativi del maschio italiano erano riconducibili al “mammone”, “pastasciuttaro” e “pantofolaio” oggi lo scenario si fa ben più variegato.
Sono dodici le tipologie di uomini individuate: il maratoneta, il vintage, il bisposato, l’uomo geisha, l’autarchico, il velocista, il collezionista, il virtuale e l’amico.
A questi si aggiungono poi sei ulteriori profili emergenti: il mentalmente istabile, il familista, il criminoide socialmente irregolare, l’arabo e il kamikaze.
Il libro non vuole essere assolutamente un manuale ma un semplice spunto sul quale riflettere alla luce di una società in continua evoluzione” ha sottolineato l’autrice.
Ed è proprio con questo intento che durante la presentazione sono stati rappresentati scenicamente alcuni dei protagonisti del libro.
Le associazioni culturali “T.E.M.A” e “La formazione va in scena” sono state coordinate dalla professoressa di Teatro presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Roma Tre Maria Buccolo nella rappresentazione del vintage, dell’uomo geisha, del velocista e del single fidanzato. Questi sono stati interpretati nelle loro dinamiche di coppia da Valeria Marchionni, Eleonora Napolitano, Adriano Rossi, Mauro Tiberi e Valentina Tottone.
Grande importanza è stata data all’interazione con il pubblico, chiamato a partecipare al dibattito ed a recitare sul palco insieme agli attori.
L’entusiasmo e la curiosità degli interventi hanno svelato una forte volontà di capire e capirsi sia da parte degli uomini che delle donne.
 
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