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Oltrecultura: Recensioni Musica
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Autore: Emilia Maurizi
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mercoledì 12 agosto 2009 21:04 |
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L’intrigante seduttività dell’Habanera, lo sfarzo della Quadriglia, la pericolosa e adrenalinica sensazione dell’Arena: il gioco sottile tra seduzione e vizio, passione e morte hanno infiammato gli antichi fasti delle Terme di Caracalla, per l’ultimo atto della Stagione estiva 2009 del Teatro dell’Opera di Roma.
E Carmen, l’eroina più famosa di Georges Bizet, nel nuovo allestimento dell’Opera, si è donata, in una versione più musicale e senza molti dei dialoghi parlati, al “suo” pubblico – che numeroso ha riempito l’architettura compiacente di Caracalla - con regia, scene, costumi e disegno luci affidati alle esperte mani di Renzo Giacchieri.
Sul podio il maestro inglese Karel Mark Chichon, particolarmente attento ad esaltare il valore autentico della partitura e della trama, a dirigere l’Orchestra, il Coro preparato da Andrea Giorgi e le voci dei protagonisti, che si sono alternate nel corso delle sette repliche. Coreografie di Alessandra Panzavolta e Corpo di Ballo diretto da Carla Fracci. Ha partecipato il Coro di Voci Bianche di Roma diretto da Josè Maria Sciutto.
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Oltrecultura: Recensioni Danza
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Autore: Dadadago
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martedì 11 agosto 2009 13:50 |

La danza, espressione artistica particolarmente dimenticata e oramai sempre meno presente nei circuiti italiani è per la seconda volta protagonista assoluta al Ravello Festival, che da tempo si distingue per la molteplice offerta del suo eccellente programma. Domenica 9 agosto, è stata di scena sul Belvedere di villa Rufolo Les Ballets jazz de Montreal, compagnia storica molta famosa in ambito internazionale che alla guida del Direttore artistico Louis Robitaille si è ulteriormente rinnovata in un approccio aperto ai diversi stili della gestualità contemporanea. Aszure Barton è una giovane coreografa canadese indipendente, attualmente residente al Baryshnikov Arts Center (New York) di cui si avvale la BJM e qui ha presentato due creazioni recenti: "Les chambres des Jacques", lavoro del 2006 e "Jack in a Box" del 2008 in prima nazionale. Molto acclamata per le sue produzioni in cui la ricerca di movimento fonda su radici classiche e contemporanee, con una libertà interpretativa che nasce dalla individualità dei performers, a cui spesso chiede di drammatizzare i propri impulsi interiori, è anche fondatrice di una sua compagnia. Superato brillantemente dallo staff organizzativo l'iniziale problema causato dall'umidità con la rimozione del pavimento adatto, i ballerini generosamente accettano di esibirsi sul palco in legno...e dopo circa un'ora di attesa lo spettacolo comincia con un assolo di James Gregg.Sulle musiche di Gilles Vigneault, A. Vivaldi, Les yeux noirs, The Cracow Klezmer Band, R. Iglesias, nella prima parte del progetto che vede unite le due proposte coreutiche, undici danzatori si muovono in un processo di accumulo e sottrazione, intrecciando stili personali nella riproposizione di una quotidianità dove in varie geometrie mostrano la fluidità e l'esultanza dei loro corpi.
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Oltrecultura: Recensioni Musica
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Autore: Dario Ascoli
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martedì 11 agosto 2009 19:11 |
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Il Concerto dell'alba a Ravello si conferma apogeo del pur ricchissimo programma del Festival e, possiamo ben dirlo, non più e non solo quale rituale suggestivo e mondano, ma in quanto momento di grande musica e convincenti esecuzioni.
Il M° Aurelio Canonici, che è direttore della Sezione Richard Wagner prima ancora che signore delle luci mattutine, in quanto da anni direttore del Concerto della notte di San Lorenzo, nel 2009 ha voluto scommettere su una formazione dell'est europeo, di buona reputazione e che si è rivelata duttile e perfettamente a proprio agio nella particolare ambientazione ravellese: la Savaria Symphony Orchestra.
Il leitmotiv de Il Coraggio ha attraversato tutti i titoli in programma, a cominciare da quelle notissime composizioni pianistiche di Eric Satie, le Gymnopedies numero 1 e numero 3, presentate nella trascrizione orchestrale di Claude Debussy.
Le gimnopedie nella cultura greca erano danze rituali che aprivano, nell'antica Sparta, le sfide ginniche; le coreografie mimavano il pugilato e la lotta, discipline strettamente connesse alla virtù del coraggio.
Appropriata scelta, quindi, quella di Canonici di affidare a due mirabili composizioni di Satie il compito di aprire un concerto che via via si sarebbe rivelato emozionante e godibile, subito dopo l'invocazione Jesce Sole , di Roberto De Simone, cantata con voce a dire il vero screziata dal tempo, da Antonella D'Agostino, con accompagnamento chitarristico.
Il tempo di applaudire i primi brani ed ecco che il suono di un flauto, da non credere, intonato, trasforma Villa Rufolo nei Campi Elisi di Gluck e della sua Orfeo ed Euridice, del cui legame con il tema conduttore omettiamo per intuibilità.
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Autore: Dario Ascoli
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sabato 08 agosto 2009 21:45 |
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“Una storiaccia di violenza, stupro e pedofilia. Inutile provare a rivestirla di accenti romantici o teneri” sono le parole di Fabio Sparvoli, regista dell'edizione in scena all'Arena Flegrea di Napoli dal 7 agosto 2009, riferite a Madama Butterfly; ci sentiamo di condividerle in massima parte, a patto di aggiungere che è anche una squallida vicenda di imperialismo coloniale razzista e maschilista.
Del capolavoro pucciniano di Cio-cio-san ci siamo occupati a più riprese, anche di recente, i nostri lettori assidui hanno perciò avuto modo di leggere dalle pagine di Oltrecultura analisi più o meno dettagliate della partitura di Giacomo Puccini e del libretto che Illica e Giacosa ricavarono da una tragedia di Belasco; rimandiamo chi volesse approfondire alla scheda dell'opera, riportandone, nel corso della recensione, solo un breve estratto.
All'Arena Flegrea di Napoli, per il Festival d'Oltremare, rassegna dovuta alla collaborazione tra Teatro Festival Italia e Teatro di San Carlo, è stata riproposto l'allestimento già presentato nel 2006; con una dose di spavalderia il regista afferma che lavorare su un impianto preesistente non gli ha creato soverchie difficoltà, essendo Madama Butterfly “un' opera semplice, che non necessita di sovrastrutture importanti (….) a tutto il resto pensa Puccini”.
Il compito di tradurre il pensiero di Puccini, a dire il vero, nella circostanza è stato affidato alla bacchetta esperta di Donato Renzetti, il quale ha avuto a disposizione un cast di cantanti dall'ottimo curriculum, a cominciare da Amarilli Nizza, nel ruolo della protagonista, per proseguire con Francesco Anile in Pinkerton.
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