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Matrice e Realtà: Lo spartito simbolico della poesia di Livia Bidoli Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Libri
Autore: Ilaria Signoriello   
venerdì 07 marzo 2008 15:58

Autrice poliedrica il cui interesse ed impegno professionale spazia dalla poesia, alla saggistica al giornalismo, Livia Bidoli ha presentato lo scorso 27 gennaio, presso la Biblioteca Rispoli di Piazza Grazioli, la sua prima raccolta di poesie - "Matrice e realta' " edito da "Il Foglio" per la collana “Autori Contemporanei Poesia” diretta da Fabrizio Manini. 

Appassionante è la poesia di Livia Bidoli che ti proietta in una dimensione straordinaria in cui ci si perde travolti dall’onda avvincente dei sensi, sublimati in parole che racchiudono la “matrice” stessa dell’esistenza.

La natura rappresenta l’universo simbolico dal quale l’autrice attinge per rendere imperituri sensazioni, passioni, sentimenti e per sottrarli al tempo che inesorabile scorre e sublimarli in Poesia, in una costante tensione ideale verso uno stato di superiore equilibrio e di massima armonia.

La fusione totale con la natura e l’universo tutto caratterizza l'opera poetica della Bidoli, sino all’identificazione della Poesia stessa con “L’onda maestra" quella potenza della natura che raccoglie riconsegna testimonianze di vita a chi ha  la sensibilità di scorgerle e di raccoglierle.
Livia Bidoli è sempre pronta a raffigurare la mano che si china sulla conchiglia o la pietra appuntita trascinata dall’onda maestra” come scrive Paola Gaglianone nella prefazione del volume aggiungendo come
"la poesia di Livia Bidoli nasce dal desiderio di afferrare la vita a piene mani, lasciando che la pelle bruci al sole, che gli occhi si accechino di luce, che le mani affondino nella terra umida e il sorriso sia battuto dal vento".

Le parole vogliono stare a guardia dell’esistenza che nasce, assumerne la forma, mimetizzarsi con ciò che è (e forse sarà) senza mai la tentazione di dare spiegazioni, ma sempre e solo partecipando di quell’esistenza, facendosene in qualche modo matrice.”
Alle parole di Paola Gaglianone aggiungeremmo che le emozioni che ispirano la poesia dell'autrice,  non solo vengono restituite all'animo del lettore ("reperti su spiagge assolate"), ma quasi gli suggeriscono ammonendolo e addirittura rimproverandolo, per  quei momenti che egli per pudore o per inerte conformismo, talvolta non ha osato vivere in prima persona nella realtà.

Il mondo, gli uomini, la vita, l’amore, la poesia, la felicità sono alcuni dei temi che percorrono le pagine di questa raccolta e che testimoniano la ricchezza di un’esperienza umana ed artistica eccezionale, in cui la materia vissuta e la capacità di contemplare , riflettere e valutare si sposano felicemente con una scrittura a volte enigmatica e di straordinaria incisività e una mescolanza di ritmi che rendono il libero effondersi della fantasia.
L’animo cioè quella facoltà di sentire, insieme come pensiero, ragione, memoria, immaginazione in un flusso di atemporalità e di ubiquità viene scandagliato nelle pagine avvincenti di questa raccolta suscitando nel lettore speranze, illusioni, slanci emotivi per spingerci non solo a vivere, ma ad amare e desiderare la vita.  

L’autrice stessa nella postfazione del libro ci offre una preziosa chiave di interpretazione per accedere al mondo straordinario della sua poesia affermando come “Il linguaggio promosso dalle parole è un tramite persecutore perché mai diventa sensazione piuttosto la provoca, innalzandosi come il correlativo oggettivo di ciò che si è. Intende e si divincola tra le frontiere dell’umano per metafore, mai in senso debitamente assoluto come la musica, archetipo cromatico di impervie emozioni Eppure noi siamo quando scriviamo, ed il flusso che destiniamo  alla pagina inerte, appartenendoci, intarsia con note indelebili lo spartito dei sensi, mentre l’anima inaccessibile si avvia su cadenze regolari, armoniche, elette, finalmente intelligibili. Ed ognuno diventa ciò che è, sussurrandolo al suo unico orecchio ora desto, sottovoce".

Ilaria Signoriello

 

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