Ediz. n.113 - 05/09/2010

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Ciao, pesciolino Stampa E-mail
Autore: Ilaria Della Croce   
giovedì 04 marzo 2010 22:23


È la voce  di Barbara Villa ad accogliere il pubblico del Teatro Accento di Roma. “Ciao, Pesciolino”, in scena dal 18 febbraio al 14 marzo 2010 e per la regia di Stefano Mondini, dà grande attenzione alle musiche, alcune composte da Angelo Talocci, altre scelte e scritte da Linda Di Francesca.
La Villa, nel suo abito verde da clown, sembra non esser vista dalle protagoniste della storia: Sara (Costanza Cruillas), Maria (Fabiana De Angelis), Giuliana (Marta Altinier) e Linda (Sabrina Duranti). Quattro donne apparentemente senza nulla in comune ma tutte legate dalla dolorosa perdita paterna. In ciascuna di esse tale evento sembra aver scavato dei solchi invalicabili tra il vivere e l’apatia.
Sara, perpetuamente in ritardo, quel giorno è felice di essere la prima ad arrivare alla seduta di gruppo del dottor Trapanesi. Posando la borsa in prima fila sul tavolo sembra assaporare un piacere infantile che subito si spegne richiamato dal suo buio interiore. Proprio come Maria, casalinga dalla vita apparentemente perfetta, e Giuliana, regista teatrale aggressiva e in crisi creativa. Saranno le urla di rabbia di Linda verso la nuova vita della madre a convogliare l’attenzione delle donne verso la condivisa condizione di instabilità. L’abbraccio di gruppo, rimedio ad ogni momento di tristezza collettiva, viene interrotto da una telefonata dello psicologo: oggi la seduta sarà tenuta dal dottor Brown (Andrea Quartana).
L’apparire di un giovane uomo sembra gettare nel gruppo un senso di stupore e dolorosa meraviglia: ciascuna donna vede in lui il proprio genitore scomparso in un’atmosfera che percorre un lungo filo tra il surreale e una sottile suggestione.
Ciao farfallina” una frase che sembra imprimersi come fuoco in Linda. Così ciascuna delle altre pazienti si sentirà appellare come solo il proprio padre sapeva fare. Le lacrime quasi impediscono le parole finché il dottor Brown non rivelerà i segreti di ciascuna di loro. Un passato da ex alcolista per Linda, uno vissuto nella tossicodipendenza per Sara, l’omosessualità di Giuliana e la promiscuità sessuale di Maria. Ma solo liberandosi di alcuni pesi sarà possibile andare avanti e vivere serenamente la propria vita.
Ora sono pronte per ricominciare e per lasciare andare lo spirito del proprio padre.
Lentamente gli abbracci si schiudono verso un nuovo futuro ed una nuova libertà. Le parole non dette scorrono via impetuose, librandosi al di sopra del gruppo che ora riparte verso un nuovo orizzonte. Un punto dunque, per dare spazio ai giorni ancora da scrivere, con la pienezza del passato e la leggerezza di un futuro intonso.

Ilaria Della Croce

 

 

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