Ediz. n.113 - 05/09/2010

Partnership


 

 





Studio Consulenti
del Lavoro


Dalla strada alla scuola
Dalla scuola alla vita

Dove saremo

Area Riservata

"In bianco". Percorsi di arte contemporanea in mostra a Salerno Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Arti Figurative
Autore: Marisa Paladino   
lunedì 15 marzo 2010 22:48
Il motivo ispiratore è il bianco. La mostra introduce da subito il visitatore in un percorso nel quale il colore leitmotiv è assoluto, ed ovunque lo sguardo si poggi, riceve luminosità ed abbaglio dalle opere, che in un tutt'uno con lo spazio bianco ed avvolgente, sollecitano contemplazione e silenzio.
Tanti e monocromi i lavori esposti nella Chiesa di Sant'Apollonia di Salerno per la rassegna "In Bianco", inaugurata l'11 marzo 2010 con orari 18,30-21,30 ad ingresso libero e con chiusura fissata domenica 21 tra musica e poesie, in scena alle diciannove le affabulazioni verbali in omaggio di Artaud, Petrolini e Bene, a seguire il concerto in elettronica.
La mostra, curata da Marco Alfano e Alfonso Amendola, vuole essere una panoramica, ma non è la prima volta che accade, che testimonia come la ricerca artistica del XX secolo, che ha fatto uso consapevole e fecondo del bianco nell'arte, abbia influenzato l'estetica e la sensibilità degli artisti più giovani.
Esposte ci sono proprio le loro personali interpretazioni e sollecitazioni, comunicative ed evocative, che il colore, che ha in sé tutti i colori, genera.
Malevic, Klee ed il bianco "assoluto" di Ryman, ma anche concettualismo ed astrattismo, sono tra gli antecedenti storicizzati che hanno influenzato la prospettiva dei nostri, il superamento di codici figurativi attraverso la riduzione purista della pittura, la pulizia del segno e la linearità delle forme, ma anche la disciplina dello spazio, con l'intento di sublimare l'oggettivo descritto ed il soggettivo percepito, oltrepassando il punto di vista semplicemente retinico.
Pitture ed opere che non devono fare riferimento a nulla oltre che a se stesse, per l'assoluto messaggio affidato alla luce, venti e più artisti tra pittura, grafica, design, video-art ed installazioni, tutti italiani eccetto Tomoko Sugahara, che danno l'idea di come le germinazioni delle prime Avanguardie del '900 e le provocatorie e diversificate della seconda metà, abbiano profondamente marcato tutta l'arte contemporanea.
La mostra ha il patrocinio dell'Assessorato al Turismo e Beni Culturali del Comune di Salerno, è promossa dall'Università di Scienze della Comunicazione di Salerno, propone artisti di assoluto interesse: Giovanni Alfano, Nunzio Battaglia, Daniela Bozzetto, Giovanni Cavaliere, Adriana Del Vento, Pino Falcone, Paolo Gonzato, Lucia Lamberti, Giuseppe Martino, Mimmo Martorelli, Pier Paolo Patti, Eliana Petrizzi, Francesca Pizzo, Giuseppe Restano, Amedeo Sanzone e Girolamo Santulli, e rientra nel progetto di più ampio respiro Variazioni Cromatiche nato dal contributo ideativo ed organizzativo di operatori culturali e galleristi di prestigio quali l'Associazione artàpart e la Galleria Studio Legale di Caserta in sinergia locale con Apollonia Ateliers e Bottega San Lazzaro.
Le più recenti tendenze della video-art sono presenti con i monitor "interrotti" di Pier Paolo Patti che sottolineano il mutevole ed il transitorio dell'elettronica, video che si ripetono in un continuo senza immagini, trasmettendo le attese ed inquietudini di un cortocircuito che, nonostante il 'guasto tecnico', lancia estremi residui di parole, velocemente inghiottite nell'assenza di visioni.
In posizione centrale e di fronte all'ingresso l'installazione di Adriana Del Vento è una sorta di dimora dell'infanzia,  un gioco di pareti-carta semitrasparenti in cui entrare, per avvolgersi nel percorso di osservazione ed effetti luce di figure e di segni impressi su queste pareti danzanti e dalle aeree emozioni.
Lo spettatore scoprirà lungo il percorso realtà figurativamente riconoscibili negli scorci sospesi tra il sogno e l'irreale del trittico di Giovanni Alfano, i rimandi dell'acquerello di Lucia Lamberti ad una celebre foto con travi e gru, ora irrealmente abbozzate, l'assoluto innevato delle rocciose montagne di Nunzio Battaglia, lo spontanea offrirsi di ragazzi nel dittico di Francesca Pizzo, l'artificiosità colorata e pop della dentiera di Paolo Gonzato, la memoria di un foglio dei quaderni delle elementari di Giuseppe Restano, le sempre presenti sembianze femminili di Eliana Petrizzi in un continuo richiamo al sogno, all'innocenza, al silenzio delle dimensioni naturali, al complesso e misterioso dell'arte e dell'esistere.
Daniela Bozzetto con i suoi filamenti ramificati e riproduttivi di vita che coniugano bios ed arte, Mimmo Martorelli con le due mani aperte, preghiera o accoglienza, Giuseppe Martino con il rimando al giuoco anche artistico, rivelano archetipi emblematici assunti in una loro urgente, eppure cauta,  immediatezza semantica ma  anche di catturante ricerca estetica.
Una poetica della leggerezza, ma anche labirintica, per quanto lascia allo spettatore in termini di libertà, quella vertiginosa che caratterizza i bianchi di Francesca Pizzo e di Pino Falcone, come la macchia colore su colore di Tomoko Sugahara o lo spazio/tela attraversato da esili fili di Amedeo Sanzone, opere in cui l'uso materico e spaziale della tela è un invito, anche dove la rivelazione non è manifesta, ad intuire ed afferrare, da una evanescenza che stimola, inconscia o consapevole, sollecitando emozioni in un processo quasi a valenza iniziatica.
Non vi è dubbio, una felicissima sorpresa questa mostra, che regala con sguardo raffinato esperienze artistiche che testimoniano di quanto il bianco nell'arte riesca a contenere ed a mostrare di sé, sprigionando pari forza e fascinazione di una pur magica combinazioni di colori, in un impiego capace di suscitare stupori e di aprire a diverse elaborazioni concettuali.
Marisa Paladino
 

Lettori nel 2010

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
oltre 125.000 lettori nel 2009