Ediz. n.113 - 05/09/2010

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"Svegliami" al Teatro dei Contrari Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Ilaria Della Croce   
sabato 13 marzo 2010 13:23


È con grande forza e coinvolgimento che Luca Di Giovanni indossa i panni di un ex seminarista .
Svegliami”, per la regia dello stesso interprete e in scena dal 10 al 14 marzo 2010 al Teatro dei Contrari di Roma, percorre un pezzo di strada insieme ad Antonio che sembra essersi perso in un circuito di pensieri. Un monologo intenso che attraversa più livelli di coinvolgimento passando attraverso momenti di forte ilarità, di riflessione e di profonda costernazione interiore.
Grigio” questo il nome del topo che si introduce in casa del protagonista: quest’ultimo lo chiama a gran voce e ne reclama una disciplina e un rispetto che oltrepassano la condizione di semplice animale.
Grigio è furbo, è “dotato di un’intelligenza superiore alla media, diabolica e con piani predefiniti per attentare all’intelletto del padrone di casa”.
L’aver predisposto una web cam ad infrarossi diviene motivo di sospetto e quasi la bestiola sembra riuscire ad utilizzarla.
L’animale viene inseguito, cacciato, appellato e supplicato prima di andar via per poi presentarsi nuovamente.
La manifestazione stessa dell’essere sembra caricarsi di un tale significato da convogliarne ogni aspetto in un unico urlo di dolore.
E tutto, dalla morte del padre del protagonista alla fine della storia sentimentale con Cristina, si veste di una sensazione che rende goffo ogni tentativo del protagonista di spacciarsi per un uomo dalla consapevole esistenza.
Le luci colorate scavano il viso di Antonio mentre, dall’alto di una scala del suo bunker scruta i movimenti del suo avversario. Le note di Mozart sottolineano un crescente disagio che preme al di là delle mura e allo stesso tempo ne teme ogni singolo aspetto. Forse allora Grigio è un messaggero oscuro, forse è stato inviato lì per distogliere Antonio dal suo fuggire perenne. Lentamente il topo assume delle connotazioni divine, portatrici di una risposta ad una domanda formulata molto tempo prima. “non ti è bastato entrare nella mia casa, hai anche voluto toccarmi con le tue schifose zampette rosa, ma cos’è che vuoi Grigio?,” urla il protagonista, percorso da un brivido di disgusto per il contatto ravvicinato con il ratto.
Allora forse Grigio vuole farsi inseguire, vuole condurre l’inquilino verso la salvezza o semplicemente verso una consapevolezza che sembra sfuggire e nascondersi tra gli scaffali disordinati dello sgabuzzino di casa. Ed è proprio tra essi che riaffiora una lettera di Cristina, nella quale la donna lo accusa di non aver mai avuto coraggio di affrontare la vita e di essersi sempre nascosto… al di sotto delle parole e delle promesse non mantenute.
La battuta di caccia allora si arresta improvvisa e Antonio ricorda di aver dimenticato cosa volesse dire vivere senza nascondersi e senza temere possibili testimoni. Grigio gli ha scavato dentro, con i suoi occhietti rossi è riuscito a guardargli l’anima… forse è davvero un messaggero… forse è Antonio ad esser stato stanato …

Ilaria Della Croce

 

 

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