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Il gioco della regola, al regola del gioco: presentata la stagione 2010-2011 del Teatro Stabile di Napoli Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Fulvio Tudisco   
lunedì 19 luglio 2010 11:43



Ad aprire simbolicamente l’intensa stagione teatrale 2010-2011 del Teatro Stabile di Napoli, divisa tra Mercadante, Ridotto e San Ferdinando, sono le parole di Roger Cailloisperché ci sia un gioco deve esserci una regola”.
Cosa c’entri il gioco con il teatro è presto detto e a spiegarlo è lo stesso direttore artistico dello Stabile Andrea De Rosa durante la conferenza stampa di presentazione: “Gli uomini e le donne di teatro lo sanno bene: rispettare la regola è l’unico modo per giocare insieme, altrimenti sul palcoscenico, come nella vita, regnerebbe sovrano il caos. Il teatro, infatti, è tante cose, ma, sarà bene ricordarlo, esso è soprattutto un gioco.”
Del resto, se il teatro non è altro che lo specchio della realtà, il rapporto problematico con le regole sembra sempre di più uno dei tratti distintivi della nostra quotidianità. Probabilmente soltanto una società arrogante e in affanno può accontentarsi di stabilire di volta in volta regole con l’unico obbiettivo, come recita un famoso slogan, di vincere facile. Non si tratta di un vizio da moralisti, ma, come ci dice Caillois, la regola stessa rende possibile il gioco”.
Non a caso lo slogan dell’edizione 2010-2011 del Teatro Stabile è “il gioco della regola, la regola del gioco”. E non a caso l’autore maggiormente portato in scena sarà Molière. Ben quattro i titoli in cartellone : l’Avaro diretto da Arturo Cirillo (che aprirà la stagione il 7 novembre), La scuola delle mogli di Valter Malosti, Tartuffe d’apreès Tartuffe de Molière Bérénice d’après Bérénice de Racine con la regia di Gwneael Morin e Don Giovanni, a cenar teco scritto da Antonio Latella e Linda Dalisi.
Al Teatro San Ferdinando si concentreranno le produzioni creative dello Stabile con ben cinque rappresentazioni in anteprima nazionale.
Elena Bucci aprirà la programmazione dal 26 ottobre con “Regina di Paura” , mentre a novembre andrà in scena una cruda rilettura in chiave moderna del mito di Medea, con La madre, scritta e diretta dal pluripremiato Mimmo Borrelli.
La povertà, la malinconia e la solitudine saranno i tre temi su cui si concentrerà Emma Dante con “La trilogia degli occhiali” infine l’attrice francese Frédérique Loliée porterà in scena la poesia di Leslièe Kaplan con uno spettacolo dal titolo quanto mai emblematico: Luisa è pazza.
Oltre alla parte dedicata alle nuove produzioni, il cartellone si completerà con una ricca serie di spettacoli ospitati. Si comincerà con il teatro-danza di Virgilio Sereni, Tristi tropici, ispirato al capolavoro omonimo di Claude Lèvi-Strauss di cui, a novembre, ricorrerà l’anniversario della nascita.
Protagonisti della stagione del Teatro Stabile saranno alcuni dei più apprezzati attori e autori della scena napoletana: Renato Carpentieri che curerà la regia di “Disturbi della memoria” di Manlio Sciarelli con Mario Porfito, Enzo Moscato che con il suo spettacolo-concerto metterà in scena le musiche di Pasquale Scialò, Toni Servillo che, insieme all’Orchestra del Teatro di San Carlo, sarà protagonista di Sconcerto, un lavoro incentrato sul rapporto tra un direttore d’orchestra in crisi e i suoi musicisti.
Particolarmente interessante si annuncia l’appuntamento natalizio: con la regia di Claudio di Palma, Peppe Barra porterà in scena dal 26 dicembre al Teatro Mercadante il capolavoro di Raffaele Viviani La musica dei ciechi.
Una stagione dunque che conferma la vocazione del Teatro Stabile ad essere sempre di più un teatro di “nicchia”, capace, per usare le parole del neo presidente Sergio Sciarelli, “di realizzare un connubio sempre molto difficile ma sempre più essenziale tra qualità della produzione artistica ed efficienza economica aziendale.”
Fulvio Tudisco

 

 

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