Ediz. n.113 - 05/09/2010

Partnership


 

 





Studio Consulenti
del Lavoro


Dalla strada alla scuola
Dalla scuola alla vita

Dove saremo

Area Riservata

Chopin e Sand: un incantesimo di musica e passioni al RavelloFestival Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa
Autore: Marisa Paladino   
lunedì 19 luglio 2010 22:15
Indice Articolo
Chopin e Sand: un incantesimo di musica e passioni al RavelloFestival
Altre Immagini
Tutte le pagine


Una George Sand secondo la migliore tradizione, lontana dalle eccitazioni morbose e tipicamente femminili dell'epoca, una fierezza maschile esibita anche nello pseudonimo e nella sfrontatezza dei costumi, in una società limitante per le donne,  una femminista ante litteram per vocazione e necessità, tesa nella doverosità del sentire artistico e l'impellenza del quotidiano scrivere "per guadagnarmi da vivere".
Fryderyk Chopin, tra i suoi amanti, il più celebre, che si divertiva negli anni vissuti insieme a chiamarla "La padrona di casa" ispira il titolo dell'evento speciale presentato al RavelloFestival 2010 nella splendida cornice della Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo sabato 17 luglio 2010.
LA PADRONA DI CASA - L’insolita passione di Fryderyk Chopin e George Sand è una nuova produzione in collaborazione con i Concerti nel Parco - Roma su testo originale del critico musicale Sandro Cappelletto, costruito su brani  scelti  del grande  compositore polacco, proposti ed eseguiti dal pianista Roberto Cominati che si intervallano a parti recitative dell'io narrante della scrittrice  affidate all'attrice Valeria Golino.
Lo spettacolo racconta di questo "amore compiuto" della scrittrice per Chopin; dopo varie relazioni ed un matrimonio fallito conoscerà il  musicista a Parigi e sarà amore al primo ascolto,  tra i due inizierà nel 1838 una tormentata relazione che si concluderà nove anni dopo, due anni ancora e lui si spegnerà, indebolito dalla malattia, in una Parigi commossa che ne accoglierà le spoglie, mentre, con un quasi macabro rituale funebre,   l'urna con il cuore ritornerà nell'amatissima Polonia, lasciata a venti anni e mai più rivista.
Lo spettacolo si apre sul celebre Notturno 0p. 15 n. 2 composto fra il 1830 ed il 1831, seguono gli altri brani senza una cronologia rigida, mentre il primo brano recitato parte evocando l'incontro della Sand che ascolta per la prima volta Chopin innamorandosene perdutamente, due mondi inquieti che si riconoscono sullo sfondo di una Parigi effervescente che spalancherà le porte al genio polacco, Franz Liszt, altro nume del lirismo musicale dell'epoca, lo aveva ascoltato per il 26 febbraio 1832, divenendone amico e protettore.
Il recital è un omaggio alla musica ed alla passione amorosa, al romanticismo di componimenti intensi che testimoniano di un genio raro e versatile che si esprimerà in mazurke, preludi, sonate, proposte nella serata in un crescendo, fino alle vibranti note della Polacca op. 53 n. 5 "Eroica" scritta nel 1842 e della Grande Polonaise brillante op. 22 del 1830, eseguite a conclusione di questo percorso-ascolto anche per il cuore, in cui le ascese tonali ed i crescendi sonori, alternati ad un lirismo impareggiabile, colmo di echi e nostalgia, ben riproporranno una sorta di alfa ed omega di questo universo, artistico ed amoroso, che coinvolgerà i due amanti.
Un amore che sarà l' ascolto sincrono del canto dell'esistente, tradotto da ognuno dei protagonisti  nel linguaggio che gli risulta più congeniale: la musica assoluta per il primo e la scrittura incessante per la seconda.
L'intento di coinvolgere lo spettatore in una prospettiva avvolgente e plurisensoriale sembra operazione riuscita, per Sand e Chopin sarà secondo l'ideale più puro del romanticismo, l'identificazione tra arte e vita, cui non saranno risparmiate nella relazione amorosa le alte vette della passione ma anche le disperate discese nel tormento. Non sarà un rapporto "delicato e tranquillo".
La scrittrice si riconosce una natura non predisposta per l'amore pacifico, il Notturno op. 15 n. 3 di apertura è già una melodia intrisa ed anticipatrice di una tristezza che segnerà i giorni del rifiuto e della nostalgia, spenta ogni concitazione. Ella non racconterà del matrimonio finito e del processo per il divorzio, che la consegnerà svilita agli occhi dei figli Maurice e Solange, non si sottrarrà allo scandaloso amore ed alla convivenza con l'artista, e crediamo che il vortice amoroso segnerà momenti di assoluta ispirazione per il compositore, che porterà a compimento nel 1939 la Sonata n. 2 op. 35, cioè la notissima Marcia Funebre, un assoluto di genialità espressiva, iniziata all'epoca del soggiorno presso il castello di lei a Nohant, un universo di note in cui immergersi come nella profondità dell'essere, qualcuno acutamente ha detto nei "più chimerici e fantastici erramenti dell'anima".
George Sand non parla della musica dell'amato, "parlando la sporco, la disturbo" intanto il suo animo erra, in maniera ebbra ed appagata, fino alle più segrete ansie di quella malattia (la tubercolosi) che assedia il compositore;gli proporrà  una terapeutica fuga a Palma di Maiorca che servirà per accrescere la febbrile ispirazione del musicista, che lì comporrà i Preludi,  anche se non gli saranno risparmiati suscettibilità e sbalzi di umore.
"Non sapevo se con te era vita o letteratura, se mi ero innamorata di te o della tua malattia o della tua solitudine" la scrittrice si interroga su questo amore, appassionato ed anticonvenzionale, lui più giovane, lei già sposata con due figli, gode di accenni di serenità, ma è un balenio, sempre più frequenti turbamenti rapiscono l'immaginazione dell'amato, le cui composizioni acquisiscono intensità e spessore, i Preludi op. 28 n. 15 e n. 20 scelti per la serata, con la loro purezza formale, testimoniano di questi grandi vertici ispirativi.
Poi il ritorno a Parigi, la morte del padre, i litigi e l'accentuarsi della tisi, le incomprensioni legate al rapporto matrimoniale di Solange mai condiviso dal musicista, allontaneranno i due amanti, dopo nove anni d'amore lei brucerà le oltre ventimila lettere scambiate con Chopin, rispettandone la scelta di non vedersi più.
Forse, però, è solo il tempo inesorabile che fugge ed il sentirlo scorrere addosso, è la decisione per una fine sentita imminente, infatti ad appena due anni dalla rottura della relazione con la "padrona di casa", una casa abitata fino alla consumazione,  il grande polacco morirà il 17 ottobre 1849..
Oltre la coinvolgente passione e l'estroso divagare sentimentale che si trasforma in arte pura e coerente, magici ingredienti di questa serata, elegante e riuscita, sono stati l'esecuzione al pianoforte - affidata al pianista Roberto Cominati ,interprete partenopeo di assoluto prestigio,  che ha incantato con le sue doti interpretative ed il suo rigore esecutivo, - e  l'altrettanto magica e partenopea voce calda ed avvertita di Valeria Golino, che forse non è riuscita a dominare qualche incertezza di dizione, ma il cui viaggio recitativo è stato di  partecipazione e dedizione al personaggio; il pubblico, avvolto dalla musica  e dall'eleganza interpretativa dei protagonisti in scena, li ha applauditi con calore ed apprezzamento.
Marisa Paladino


 

Lettori nel 2010

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
oltre 125.000 lettori nel 2009