
| Fortuna imperatrix mundi: la musica gotica al Teatro Grande di Pompei |
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| Oltrecultura: Recensioni Musica - Sinfonica | |
| Autore: Dadadago | |
| sabato 24 luglio 2010 17:41 | |
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"O fortuna cangi di forma come la luna, sempre cresci o sali ... sorte possente e vana, cangiante ruota... ora al gioco del tuo capriccio offro la mia schiena nuda..."
Son questi alcuni versi con cui comincia e conclude la cantata scenica Carmina Burana composta da Carl Orff negli anni trenta del secolo scorso, basata su ventiquattro poemi di una ben più vasta produzione ritrovati in un monastero bavarese nel 1803. Sin dalla prima rappresentazione, la collazione di brani in latino tardo e alto tedesco antico ha conosciuto un grandissimo successo ed è quanto si è ripetuto anche giovedì 22 luglio 2010 nel Teatro Grande di Pompei, che per l'occasione ha registrato il tutto esaurito.
L'Orchestra, il Coro e la Corale di voci bianche del San Carlo diretti da Nicola Luisotti con il soprano Aleksandra Kurzak, il baritono Markus Werba e il controtenore Matthias Rexroth hanno riproposto un vitalismo semplice, primordiale, con sonorità arcaiche caratterizzate da una costante presenza ritmica, e da un'orchestrazione originale che non mancò di suscitare iniziale scalpore.
L'antico manoscritto miniato datato circa 1230 pubblicato successivamente ne contiene taluni notati in stile monodico (a una voce sola) inneggianti i piaceri della vita, che riflettono la complessità della cultura gotica nella estrema varietà di argomenti trattati, a dimostrazione che la pratica letteraria goliardica era sì volta all'erotismo e agli inni bacchici e conviviali ma anche alla parodia e al motto sarcastico moraleggiante nei confronti dell'allora dominante (e corrotto) potere ecclesiastico.
La rielaborazione musicale del compositore tedesco prevede un prologo, tre parti celebranti la primavera, il vino e l'amore , e un epilogo che nell'immagine della ruota della fortuna sintetizza la mutevolezza del mondo.
Le linee melodiche impregnate di canto gregoriano e della canzone strofica medioevale, la scrittura che alterna momenti corali a sequenze strumentali timbricamente variegate hanno immediatamente infiammato i presenti scatenando l'applauso costante ad ogni song profano tanto che, divertito più che infastidito da tal verace entusiasmo, il direttore ha ricordato alla platea che ...l'opera si conclude con O fortuna!
Detto di questo aneddoto, passiamo a sottolineare l'ottima conduzione di Luisotti (che vanta una carriera internazionale) il quale ha accentuato i momenti di rarefazione con delicatezza (per esempio in Veris leta facies per coro o Omnia sol temperat cantata da Werba), ricreando climax e suggestioni aderenti alla scrittura adottata dall'autore. Andamenti vigorosi in O fortuna, scattanti nella vivace Ecce gratum e spediti nella pulsione di Tanz, o nella ciclica Reie, girotondo danzante di ragazze che non voglion passare l'estate senza un uomo.
Suoni controllati e sfumati, e buon equilibrio con il coro al completo incisivo ed energico preparato da Salvatore Caputo.
Nei Canti "in taberna" ai solisti è richiesta molta adesione al testo che va comunicato con enfasi ed ironia per rendere la chiassosa atmosfera tra gioco e vino, ed al giovane baritono non manca articolare tra le nuance vocali anche doti interpretative in Ego sum abbas, mentre Olim lacus colueram (che Orff immaginò per tenore) è affidata al controtenore tedesco Matthias Rexroth che ben realizza l'episodio del "cigno arrosto".
L'ultima sezione dedicata ai canti amorosi/licenziosi è un momento di distensione dopo tanta veemenza ritmica, ed Alexsandra Kurzak intona con voce limpida abilmente la bella Stetit puella con voce proiettata e sicura negli acuti, la languida Trutina e rifulge nella brevissima ma difficile cadenza Dulcissime, e molto convincente è il sospiroso Werba in Circa mea pectora. Anche il coro di voci infantili guidato da Stefania Rinaldi ha contribuito alla felice kermesse (Amor volat undique, Tempus est iocundum) che si conclude con la straordinaria tensione dark del celebre inno alla Dea bendata bissato insieme a Reie tra ovazioni, applausi e pubblico in delirio.
"Questo è il tempo gioioso" che la musica live ci ha regalato nell'incomparabile magnificenza di uno scenario, che, inutile negarlo, contribuisce alla fascinazione degli spettacoli in programma.
Dadadago
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