Ediz. n.110 - 25/07/2010

Partnership


 

 





Studio Consulenti
del Lavoro


Dalla strada alla scuola
Dalla scuola alla vita

Dove saremo

Area Riservata

Etica d’ impresa, Diversità e Intelligenza giusta. Riflessioni al RavelloFestival 2008 Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Culturali
Autore: Redazione   
sabato 20 settembre 2008 21:55
    

Giunto quasi alla conclusione, il RavelloFestival dedicato al tema della Diversità ha presentato un evento seminariale (Sezione Formazione) dal titolo significativo e dai contenuti che non hanno disatteso le aspettative.
Il convegno è stato curato dal Premio “Etica e Impresa”, di cui sono promotori  AGENQUADRI-CGIL, APQ-CISL, CIQ-UIL, AIDP, FEDERMANAGEMENT.

I lavori sono stati introdotti da Carla Pecchioni, presidente AGENQUADRI-CGIL; valorizzazione delle diversità, del valore dell’etica e delle buone prassi, ma anche riferimenti ai recenti episodi di crack finanziari nel mercato mondiale e alle conseguenze che inevitabilmente ricadranno sui deboli, sono stati gli argomenti che Pecchioni ha voluto trattare, rendendo non rituale la sua presenza.
La relazione introduttiva di Romeo Scarpari, presidente della CIQ-UIL, dopo un esordio dal tono filosofico-matematico che ha connotato lo scenario e l’alto profilo del seminario, si è addentrata nel vivo della materia.

Dichiarazione di orgogliosa appartenenza a quell’ “Italia che s’impegna”, a nome dei soggetti promotori che fanno dell’ Intelligenza etica e responsabile materia di studio e oggetto di valutazione per l’assegnazione del Premio “Etica e Impresa”, giunto alla sua  terza edizione.

Scarpari ha parlato e argomentato su Etica dell’intelligenza e delle Regole, della consapevolezza collettiva e della responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti nel fare impresa.
Il presidente della CIQ ha anche voluto porre l’accento sul problema della “certificazione” etica e della necessaria terzietà di giudizio che può essere garantita da paritetiche bilateralità.
Garbata ma dura critica ad un sistema che associa tecnologia, precarietà, delocalizzazioni e dumping, riduzione dei diritti  e delle protezioni, uno scenario che vorrebbe trovare nell’emergenza e nella ricerca di competitività giustificazioni o attenuanti, ma che non può conferire patenti di eticità alle imprese che da tali contingenze traggono opportunità di profitto o che semplicemente fanno professione di ignavia.

Nessuna concessione – ha proseguito Scarpari – alle arroganze dei poteri forti o ai corporativismi o alle difese di privilegi di caste.

Coniugare mercato ed etica, sviluppo e pari opportunità, valorizzando le diversità di genere, quelle etniche, religiose e le diverse abilità nel rispetto di produttori di beni e di consumatori consapevoli.

Indisposto e perciò impossibilitato a convenire, il Segretario di APQ-CISL Roberto De Santis  non ha voluto far mancare il proprio contributo scritto, tutt'altro che rituale,  e attento nel cogliere le relazioni tra diversità e etica d'impresa.
Il prof. Spaltro ha voluto argomentare su etica ed estetica, su  bello in quanto buono e su quanto i sillogismi siano stati e siano tuttora validi.
Con profondità  ha richiamato l’attenzione su come la ricerca e persino la paura del benessere siano presenti da millenni nella storia dell’umanità, da sempre tormentata da alternative reali o ideologico-sovrastrutturali come piacere-dovere, etica-estetica, speranza-paura.

Ancora, Spaltro  si è espresso in merito alla gestione dei conflitti, rispetto a cui l’etica finisce con l’essere prescrittiva e repressiva, con risultati non sempre apprezzabili.

La via maestra passerebbe per una responsabilità che abbia presente il benessere e la bellezza.

Responsabilità nell’accezione di rispondere alle domande ma anche a rimediare o ricostruire, materie finora rimaste di competenza della giustizia, chiamata a reprimere le violazioni delle regole imposte dalla società, il cui rispetto non è sempre percepito  come esigenza interiore.

Preoccupazioni non solo lessicali, ha espresso Spaltro, rispetto all’uso sempre più diffuso della parola etica in campi nei quali è ben difficile ravvisarne espressioni.

Il problema della certificazione e della autorità terza deputata allo scopo, sembra voler dire Spaltro, rimanda all’insieme delle regole prescrittive e presenta il rischio di ridurre la certificazione dell’etica alla esibizione di un “etichetta” , una diminutio che fa sconfinare nell’estetica se non nel conformismo vacuo.

La bellezza salverà il mondo, citando Dostoevskij, ma lo renderà diverso, non basta una buona impresa ma occorrerà pensare anche ad una bella impresa.

Numerose le testimonianze dal mondo dell’impresa e del lavoro nel corso del convegno del 19 settembre, alcune di esse premiate nelle precedenti edizioni del Premio Etica e
Impresa.

Per G.T.T. di Torino è intervenuto Marco Craviolatti, che ha mostrato le iniziative condotte in questi anni nell’ azienda di trasporto pubblico del capoluogo piemontese, dalla formazione linguistica alla realizzazione di centri di ascolto, fino al coinvolgimento dei reclusi degli istituiti di pena nelle operazioni di  riparazione in officina degli automezzi danneggiati, trasformando individui percepiti dalla società come un pericolo, e dall’azienda come potenziali  danneggiatori di beni, in soggetti attivi per la conservazione e il ripristino del patrimonio della  flotta di mezzi G.T.T.

Le tre azioni rivolte al personale meno istruito dell’azienda sono divenute, successivamente,  esperienze trasferibili; inclusive; feconde; convenienti.
Per PosteItaliane è intervenuta Margherita Bufardeci che ha illustrato il percorso di riqualificazione del personale che per qualche motivo si è allontanato per lungo tempo dal lavoro (soprattutto donne in astensione per  maternità); rilevanti anche le azioni per l’inclusione nei processi ad alta informatizzazione e nei ruoli di tutoraggio dei nuovi assunti.
Apprezzate le iniziative volte alla realizzazione di asili nido aziendali e alla promozione del telelavoro e, non ultimo, alla integrazione e al migliore impiego del personale non udente.

Per C.T.P. di Napoli è intervenuto Alberto Beninato che ha illustrato il progetto CONTACT sviluppato in sinergia con
la Caritas di Napoli sulle linee “di Gomorra” per l’integrazione degli utenti immigrati grazie all’intervento di mediatori culturali in parte della Caritas e in parte formati nell’azienda.
Il progetto ha prodotto un miglioramento del rapporto tra gli utenti immigrati e utenti italiani, accresciuto la  sicurezza sul lavoro e abbattuto sensibilmente il fenomeno dell’evasione del pagamento del titolo di viaggio.

Per l’ Amministrazione provinciale di Belluno è intervenuto l’assessore Daniela Larese Filon, che ha illustrato il progetto di inclusione lavorativa nelle cooperative sociali di disabili psichici, in sinergia con le imprese operanti sul territorio.
Per Vivenda S.P.A. di Roma – Ristorazione gruppo La Cascina  è intervenuto Dino Tabasso spiegando la ricerca di un unico livello di responsabilità per perseguire un prodotto soddisfacente per il cliente e non solo rispondente alle norme della ristorazione. Progetto per la battaglia degli sprechi nei diversi fruitori e un legame diretto tra il consumatore e il produttore attraverso l’uso della rete internet.

Per Spaceland di Torino è intervenuto Carlo Viberti mostrando il contributo apportato da questa azienda  nel campo della ricerca scientifica.
Assenti per impegni concomitanti l'on. Luigi Nicolais nonchè  i vertici di CGIL, CISL e UIL  e Confindustria della Campania.
Interessante il contributo del prof. Patrizio Di Nicola, docente all’ Università di Roma, teso a rimodulare il concetto di “gestione delle risorse umane” in “cura delle risorse umane” traduzione forse non felice, ma efficace di “Human Resource Care”.
Stimolanti i rifermenti all’ormai diffuso saggio di Robert I. Sutton , che ha, in italiano, l’imbarazzante titolo “Il metodo Antistronzi”, riferito a quei responsabili delle risorse più attenti al servilismo e all’obbedienza che alle capacità e all’inventiva dei collaboratori.
Il segretario confederale della UIL, Lamberto Santini ha centrato il proprio intervento sulle prassi e sull’impatto trasversale dell’etica d’impresa su ogni cittadino del mondo globalizzato.
A concludere un pomeriggio interessante e che ha coinvolto menti e sensibilità dei moltissimi presenti, sono stati chiamati  Mario D’Ambrosio - Direttore Generale di AIDP Promotion, che ha messo a sintesi gli interventi che hanno preceduto il suo, e  Gianfranco Bruno di RFSC, il quale ha illustrato il nuovo bando del Premio Etica e Impresa (
www.eticaeimpresa.net) .

 

Lettori nel 2010

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
oltre 125.000 lettori nel 2009