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Partenope sconfigge Napoli: nessuna nostalgia, ma un ritorno al futuro che passa per un presente di cittadinanza Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Culturali
Autore: Redazione   
venerdì 26 giugno 2009 02:57
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Partenope sconfigge Napoli: nessuna nostalgia, ma un ritorno al futuro che passa per un presente di cittadinanza
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Natale di Partenope è stato celebrato nella Cassa Armonica della Villa Comunale di Napoli il 25 giugno 2009, con un evento che si è avvalso dei contributi di numerose personalità del mondo della cultura, della società civile e dello spettacolo; a moderare il Convegno-dibattito dall'intrigante titolo di “A volte vorresti cambiare città? Cambiamola insieme” è stato Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno.
L'apertura è stata affidata a Claudio Agrelli, il pubblicitario napoletano che è l'ideatore di Città di Partenope, una città virtuale abitata da persone reali, una città etica sorta dall’intuizione del giovane e oggi pluripremiato comunicatore, leader dell’agenzia Agrelli&Basta.
In un anno, Partenope è cresciuta. Dai trecento iniziali che accorsero subito all’invito di Agrelli si è passati alle migliaia di cittadini di questa nuova città: studenti, intellettuali, imprenditori, operai, docenti universitari, professionisti, un nucleo trasversale fatto da napoletani stanchi del degrado, del malcostume e degli stereotipi negativi amplificati dai mass media. Cittadini che convivono nell’ombra, migliaia e migliaia di persone che non solo non hanno nulla a che fare con camorra e microcriminalità, ma nemmeno con volgarità e malcostume. Cittadini diversi dai “napoletani”, cittadini partenopei.
Il moderatore ha chiamato fin dall'inizio sul palco ,allestito ai piedi del chiosco realizzato da Enrico Alvino nel 1877, il filosofo Biagio De Giovanni, il senatore Luigi Bobbio e il sociologo canadese Derrick De Kerkchove, quest'ultimo coordinatore di un progetto, che ha visto la realizzazione di siti web e blog aventi per argomento la “reinvenzione” di Napoli e la ricostruzione dell'immagine della città.

Gli ospiti hanno discusso di quelli che sono stati individuati come i sette peccati civici , a ciascuno dei quali è stato dedicato un videomessaggio: Negligenza, commentato da Domenico De Masi, Lassismo da Massimo Cacciari , Connivenza da Massimo Lo Cicero, Incuria da Raffaele La Capria, Individualismo da Enrico Bertolino, Maleducazione da Vittorio Schiraldi e Prepotenza da Gino Rivieccio.

Bobbio ha deprecato la violazione manifesta e sistematica delle regole, un “peccato” che potrebbe inglobare l'intero eptalogo.
De Giovanni invece ha sottolineato come l'incuria si manifesti  nella la separazione netta tra privato e pubblico, laddove il secondo diviene tutto quanto ricade fuori della mura domestiche e degli stretti interessi personali.
Il sociologo canadese, napoletano di adozione (anzi partenopeo diremmo) pur rilevando come i sette peccati o vizi che dir si voglia, caratterizzino i comportamenti in molte grandi città del mondo, ha individuato nella connivenza quello veramente esiziale che rende difficilmente eradicabili gli altri sei.
L'attore Ernesto Mahieux, chiamato sul palco, ha proposto una visione ottimistica e indulgente; il celebre interprete di L'imbalsamatore e di Fortapàsc si è contrapposto, nella valutazione, alla sua collega Rosaria De Cicco, attrice brillante e , nella circostanza, ottima comunicatrice che, dopo avere ricordato Maurizio Valenzi, i cui funerali sono stati celebrati nella mattinata dello stesso 25 giugno, ha avuto parole di grande attenzione per i giovani di una città che sognano futuri da velina o da Grande Fratello, perché non sanno vedere altro e nessuno mostra loro prospettive diverse.
Il primo intervento esterno è stato di Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, il quale ha illustrato un quasi paradosso che vorrebbe nella brillante intelligenza dei napoletani la causa dell'accidia, derivata da una consapevolezza di irrisolvibilità dei problemi del quotidiano.
La sociologa Agata Piromalli ha accresciuto il pessimismo affiorante parlando della propria incapacità di lanciare messaggi di speranza, e intravedendo solo nella promozione di confronti face to face uno spiraglio di luce.
Il contributo video di Enrico Bertolino ha voluto differenziare l'individualismo dall'egoismo, del primo possono esistere forme positive, mentre privo di senso è parlare di sano egoismo.
Domenico De Masi ha rilevato come la crisi di Napoli sia da ascrivere a problemi antropologici molto più che a fattori economici o storici; Schiraldi ha parlato di quella naturalità dell'agire napoletano che un tempo era osservata con occhio benevolo e divertito e che ora viene descritta come la causa dei mali peggiori della città.
Il magistrato Raffaello Magi, colui che ha firmato le sentenze del processo Spartacus, ha inquadrato nelle forme di sviluppo urbanistico e nella nuova perimetrazione della città un fattore fortemente promuovente la deriva malavitosa; “le uniche aree intorno alla metropoli non edificate sono divenuti i terreni in cui la camorra ha realizzato le proprie discariche per i rifiuti tossici in massima parte provenienti del nord dell'Italia”.
Sempre per Magi il peccato più odioso e socialmente negativo è la connivenza che va sconfitta per promuovere “un futuro che coniughi sviluppo e imprenditorialità legale e sana”.
Nino Daniele, sindaco di Ercolano, ha proseguito sul tema della conurbazione dei territori intorno alla città di Napoli marcando la drammaticità di un addensamento di popolazione sulle falde di un vulcano a tutti gli effetti attivo e dall'attività esplosiva.
Massimo Lo Cicero, in video, ha proposto riflessioni circa l'assunzione di responsabilità del singolo cittadino perché si affermino comportamenti etici che permettano a Partenope di avere la meglio sulla Napoli, quest'ultima intesa come metropoli degradata.
Ancora dalla sua dimora romana, Raffaele La Capria ha salutato i cittadini di Partenope elogiando la possibilità che una città immaginata possa produrre effetti concreti sulla città reale.
Infine l'attore Gino Rivieccio, raccontando divertenti aneddoti in tema di prepotenza, ha ipotizzato una sorta di prepotenza positiva da utilizzare per pretendere amministratori, politici e governanti capaci.
Conclusi i contributi esterni, dal palco Don Tonino Palmese, coordinatore regionale di Libera, con la verve che lo caratterizza, si è dichiarato “non ottimista se non nei confronti dell'operato del Padre Eterno”; ha raccontato dell'impegno dei volontari delle parrocchie nell'emergenza rifiuti e nell'attivismo della sua associazione nel promuovere la giornata delle vittime delle mafie.
Il vero peccato mortale è dire 'che ce ne fotte'” - e ancora - “io temo il peggio quando la politica trova convergenze troppo pacifiche, come quando concorda sulla tolleranza zero che alla fine lascia indifesi e vittime i più deboli, i meno fortunati come accadde per i Rom a Ponticelli. Io voglio che si sappia ciascuno da quale parte sta”.
Scampia è stata indicata da Don Palmese quale esempio di nefasta convergenza di razzismo e demagogia.
Giuseppe Ponzini, ricercatore del CNR, si è dedicato a denunciare il deficit di senso di cittadinanza di donne e uomini costretti a sentirsi sudditi piuttosto che cittadini; per tale motivo il progetto di Città di Partenope promuove il bisogno di cittadinanza e al tempo stesso fornisce risposte allo stesso; la carta d'identità rilasciata ai Cittadini di Partenope è un potente simbolo.
Ultimo intervento dal palco è stato quello di Giovanni Sorvillo (Presidente Agenzia Interinale Tempor) incentrato sull'etica del lavoro; molti ospiti hanno portato il loro saluto, tra questi lo scultore Lello Esposito che regalerà un proprio contributo artistico alla città virtuale e il presidente dei giovani industriali di Napoli Andrea Bacharach e il sociologo Lello Savonardo e Antonio Popolla, presidente Giovani Confartigianato Napoli.
Sintesi e conclusioni puntuali e articolate sono state elaborate dal moderatore Marco Demarco, il quale ha ridato la parola a Claudio Agrelli, visibilmente soddisfatto a conclusione della serata, per la realizzazione della quale ha ringraziato i numerosi sponsor e i media-partner.
Nulla viaggia più velocemente di un brand e Città di Partenope ne rappresenta uno che farà viaggiare velocemente un'immagine vincente”, questa l'efficacissimo suggello apposto dal pubblicitario napoletano, o , pardon , partenopeo.
Appuntamento al prossimo Natale di Partenope, mentre il ricco buffet accoglieva i numerosi convenuti illustri e i cittadini di Partenope , e sul palco e fuori prima Roberto Rossini e poi il gruppo “Istituto Meridionale per la Conservazione della Canzone Volgare”, riconsegnavano la Cassa Armonica alla sua propria funzione di luogo musicale.

 

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