
| Eventi al Museo Archeologico Virtuale di Ercolano: quando l’archeologia incontra l’arte |
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| Oltrecultura: Eventi Culturali | |
| Autore: Fulvio Tudisco | |
| sabato 23 gennaio 2010 14:14 | |
![]() Centomila visitatori nel primo anno di vita con un incremento costante di visite pari al 50%, un bilancio in attivo come pochi in Campania. Sono alcuni dei numeri del MAV, il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano. Un museo inusuale che riesce a fondere le moderne tecnologie con l’archeologia, diverso da quelli cui siamo abituati e per questo capace di attrarre anche quella fetta di pubblico desiderosa di scoprire, al di là del valore dei reperti, quale fosse la vita “reale” dei cittadini romani del 79 d.C.
Fedele alla sua vocazione di luogo culturale e di sperimentazione artistica, il MAV insieme alla fondazione Cives, diretta da Ciro Cacciola, ha lanciato un ciclo di iniziative che fondono nelle mura del museo creatività, arte, teatro, musica e, ovviamente, archeologia. L’evento di apertura del calendario 2010, che avrà inizio il 21 gennaio e si concluderà il 13 febbraio 2010, sarà una performance di scrittura sui muri del museo: “Writing on Mav/Playing in Mav”. Sfruttando la tecnologia del raggio laser Tag, artisti, fotografi e writer “scriveranno” le loro impressioni sulla serata sulla facciata esterna dell’edificio. Impossibile sapere quali saranno le coreografie in quanto mancherà un tema conduttore vero e proprio e la serata si svilupperà come un laboratorio creativo, permettendo a chiunque di intervenire sullo spazio museale. Di stampo più propriamente storico e letterario è l’omaggio che il Mav farà il 22 gennaio 2010 ad uno degli intellettuali italiani più scomodi: Pierpaolo Pasolini. Si inizierà alle 19 quando saranno presentati, per la prima volta in Campania, i due film-documentari di Roberta Torre “La notte quando è morto Pasolini” e “Itiburtinoterzo” presentati già nel 2006 al festival di Locarno. Il primo dei due lavori della regista milanese è una lunga intervista che attraverso la testimonianza di Piero Pelosi, unico condannato per la morte del regista, ricostruisce la verità sulla quella terribile notte all’idroscalo di Ostia. “Itiburtinoterzo” è invece un documentario su quei “ragazzi di vita” che oggi, alle soglie del terzo millennio, vivono nella periferia romana. Ragazzi, spesso figli di immigrati, che poco conoscono del cantore delle borgate ma che con i protagonisti delle sue storie condividono la stessa smania di vivere e le stesse giornate disperate passate a rincorrere il mito della bella vita: soldi facili, cocaina, pallone e donne. Sempre il 22 gennaio 2010 verrà inaugurata la mostra “Una strategia del linciaggio e della mistificazione” (sino al 19 febbraio 2010). Sessanta opere che raccontano la violenza con cui la stampa italiana si accanì contro l’intellettuale scomodo, un magma di articoli, pagine, copertine di giornali e foto, che ricostruiscono quel linciaggio intellettuale iniziato quando, dopo l’uscita di “Una vita violenta”, Pasolini fu additato da giornali quali Lo Specchio e Il secolo d’Italia, come pervertito, criminale, violento o, nel migliore dei casi, opportunista e sfruttatore. Un segmento a parte del programma del 2010 è rappresentato dalla ricca programmazione dedicata alla Giornata della Memoria, un lungo viaggio per far riscoprire, sotto una forma artistica e storica, il dramma della shoah ai più giovani. Nel corso di tre giorni saranno organizzate delle proiezioni di film per le scuole sul tema raramente visti nei circuiti canonici tra i quali “L’Ultimo metrò” di Truffaut e “Ogni cosa è illuminata” di Schreiber. Accanto agli eventi dedicati agli studenti, il programma del Mav prevederà delle rappresentazioni serali gratuite che andranno in scena nello spazio museale. Si inizierà il 25 gennaio 2010 alle 20.30 con la proiezione di “Nati colpevoli, I figli dei nazisti si raccontano” di Massimo Luconi. Lo spettacolo, nato dalle interviste fatte dall’artista ebreo Peter Sichrovsky ricostruisce attraverso le testimonianze le voci di quei tedeschi figli di nazisti, o comunque di persone coinvolte con il regime, costrette a convivere con il senso di colpa per essere discendenti di coloro che hanno compiuto un simile abominio. Voci discordanti che rinnegano o rimpiangono, ma che comunque costituiscono un prezioso documento per comprendere come abbiano vissuto i carnefici la pagina più oscura dell’umanità. Particolarmente significativo è poi lo spettacolo “Lo sguardo obliquo” per la regia di Lello Serao. Nella stessa serata verranno infatti messi a confronto due testi come “La specie umana” di Robert Antelme, che ricostruisce l’orrore della degradazione umana nei campi di sterminio, e quello della sua compagna Margherite Duras “Il Dolore” che invece ricostruisce l’angoscia di chi, rimasto a casa, attende il ritorno dalla prigionia del proprio amato. La rassegna si concluderà il 27 gennaio 2010 con spettacolo-concerto”Different Trains” di Steve Reich che lega i ricordi di infanzia di ebrei americani e tedeschi durante la guerra. Un progetto lungo e articolato dunque che si prefigura, come ha sottolineato il presidente del Cives, Ciro Cacciola “un lavoro di ricerca e sperimentazione, un contenitore di linguaggio e arti che rappresenta una nuova e innovativa modalità di fruizione dei beni culturali.”
Fulvio Tudisco
Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per partecipare è necessario prenotarsi su http://www.museomav.it/index1.html
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