| Musika & Dollaroni: un viaggio nel mondo della canzone |
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| Oltrecultura: Recensioni Libri | |
| Autore: Fulvio Tudisco | |
| martedì 07 aprile 2009 20:17 | |
![]() A cinquant’anni dalla sua prematura scomparsa, viene pubblicato per la prima volta in Italia da Stampa Alternativa l’ultimo lavoro di Boris Vian con il titolo di Musika & Dollaroni. Il libro è corredato da un cd con brani dello stesso autore, tra cui molti rari, eseguiti dal Quartetto Vian.
“En avant la zizique”, questo l’intraducibile titolo originale, è un approfondito e caustico saggio sul mondo della musica che racconta nei minimi dettagli come si arriva alla pubblicazione di una canzone famosa dal momento della sua ideazione fino alla diffusione al pubblico. Ben pochi saggisti possono vantare una conoscenza tanto vasta del settore come Vian. Nel sua pur breve vita (muore stroncato da una cardiopatia congenita ad appena 39 anni) ha svolto infatti praticamente tutti i ruoli nell’ambito musicale: cantautore, autore per altri cantanti, critico di musica jazz, direttore artistico di varie società discografiche e persino talent scout. Una esperienza diretta del mondo musicale talmente vasta da spingerlo a pubblicare un “saggio definitivo” sul mondo da lui amato sopra ogni cosa. Vian gioca a presentarsi come un erudito autore di saggi senza rinunciare, però, in nessun momento alla sua proverbiale ironia.
Così ogni capitolo contiene dei teoremi strampalati e spesso al limite della stravaganza che riassumono il “Vian-pensiero”. Deliziose sono le parti dedicate a tutti coloro che ruotano intorno alla musica e che quasi sempre sono sconosciuti al grande pubblico come microfonisti, accompagnatori arrangiatori e parolieri.
L’ironia di Vian non è però mai fine a se stessa ma si dimostra un efficace e tagliente strumento per sviscerare le miserie e le pochezze di un mondo, che pur presentandosi come artistico, è vittima di dinamiche economiche che poco o nulla hanno a che fare con l’arte. L’autore, come un pugile suonato e ironico, prende a cazzotti con ferocia bonaria un ambiente fatto di mediocrità ed arrivismo. Senza pietà e riguardo nei confronti di nessuno. La musica popolare, le radio ipocritiche e perbeniste, la critica letteraria spesso superficiale e saccente diventano altrettanti bersagli del suo ardore.
La leggerezza apparente della prosa e la gustosissima ironia dell’autore non devo trarre però in inganno. Musica e Dollaroni è un testo molto puntuale ed intelligente, in alcuni casi capace di prevedere con lungimiranza alcune trasformazioni delle musica contemporanea. Pur non conoscendo strumenti come il computer, Vian predice, quasi come un oracolo, che in un futuro non troppo lontano si “avrà la fabbricazione interamente autonoma della canzone” perché economicamente non converrà più cercare autori bravi e preparati “per un risultato che una macchina otterrebbe senza alcun dubbio molto più agevolmente.” Del resto, come ci ricorda, è inutile illudersi troppo sull’originalità del gusto del pubblico sempre più preda di quello che viene pubblicizzato dalla radio e dagli altri mezzi di informazione. Con il passare degli anni il fruitore del bene musicale si trasformerà in un mero consumatore per cui : “con un piccolo sforzo si può far ingoiare qualsiasi cosa”, anche perché “essendo l’imbecillità molto meno faticosa e molto più contagiosa dell’intelligenza, poco a poco il livello dell’ascoltatore precipita.”
In definitiva Musika & Dollaroni è un testo anarchico nei contenuti e nel linguaggio, un inno alla musica e alla potenza dirompente della creazione che non si rassegna ad essere assoggettata a dinamiche economiche ed a trasformarsi in un bene qualunque. Insomma è il libro per chi ama la musica e vuole avvicinarsi a comprenderne i meccanismi con la consapevolezza che spesso anche l’immagine degli artisti non è altro che il prodotto irreale di un sistema ben definito.
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