Il Lago dei cigni
Musica di Piotr Ilich Ciaikovsky
prima esecuzione Mosca, Teatro Bolshoi , 4.03.1877
di Dario Ascoli
“Il Lago dei cigni”
è tra i più celebri e rappresentati balletti; composto da Piotr Ilich Ciaikovsky per la coreografia di Ijly Reisinger, libretto Vladimir Petrovic Begicev e Vasil Fedorovich Geltser, fu rappresentato per la prima volta il 4 marzo 1877 al Teatro Bolshoi di Mosca, interpretato dalla Karpakova e da Gilbert, e non suscitò entusiasmi.Solo due anni dopo la morte del compositore, nel 1895, il 27 gennaio, tornò sulle scene in una versione totalmente rinnovata, e, da allora, è entrato nel gradimento del pubblico e non ha conosciuto deflessioni.
Due celebri coreografi, risolvendo diplomaticamente controversie e rivalità artistiche e personali, si divisero il lavoro:Lev Ivanov curò gli “atti bianchi” (II e IV), mentre Marius Petitpa si occupò del I e del III atto, i cosiddetti “atti neri”, oltre che della rielaborazione del libretto e di qualche inserimento di brani pianistici dello stesso Ciaikovsky.
Merito del successo della riproposizione del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, va in parte attribuito alla ristrumentazione operata dal direttore d’orchestra Riccardo Drigo, che compose anche il Grand pas de deux.
Gli interpreti furono Pierina Legnani e Pavel Gerdt.
La leggenda della principessa trasformata in cigno affonda le radici in molti racconti mitologici.
Zeus si mutò in cigno per amore di Leda, dall’amplesso con la quale ebbero origine due uova, da uno sarebbero nati Elena e Polluce (figli di Zeus) dall’altro Castore e Clitemnestra (figli di Tindareo, marito di Leda).
Alla morte di Castore, Polluce chiese a Zeus di riportare in vita il fratello a cui era molto legato, ma al signore dell’ Olimpo non era concesso strappare le anime all’ Ade, così permise a Castore e Polluce di vivere entrambi solo se il primo avesse assunto le sembianze di cigno di giorno e quelle di uomo di notte, a Polluce sarebbe dovuta toccare la sorte inversa; i due fratelli (Dioscuri) divennero perciò la metafora allegorica dell’alternanza giorno-notte ma anche del sacrifico dell’amore fraterno, del sacrificio che forza un esito apparentemente immodificabile.
Nella mitologia nordica, per altro, abbondano figure femminili legate a fiumi e laghi come le Ondine, che assumono un ruolo che fa eco a quello delle sirene delle culture mediterranee, ma con un’ aurea di maggiore mistero e di una interrelazione con gli umani più frequente e non sempre negativa.
L'uomo è condannato a sottostare al volere del Fato, ma, a prezzo di un sacrificio in nome dell'amore fraterno, filiale, genitoriale o coniugale, le divinità possono individuare soluzioni collocabili a metà strada tra il reale e il trascendente, non di rado culminanti in trasfigurazioni, emigrazioni sull' Olimpo o metamorfosi in figure animali, vegetali, o corpi celesti.
(il
dipinto a lato è "Leda e il Cigno" del Tintoretto, quello in basso è di Leonardo
da Vinci)
Tornando al cigno, non possiamo non coglierne la simbologia sessualmente ambivalente; il potente Zeus
ne assume le sembianze e il cigno viene ammirato da Leda , a cui esso appare come un amante nel pieno di un' esibizione di virilità, dopo la fecondazione, ma è Zeus stesso che “partorisce” le uova con un atto di assoluta androginia ellenica.
La presunta monogamia del volatile lo ha fatto assumere a emblema della fedeltà coniugale della sposa,candida, docile e, diciamola tutta, un po’ troppo paziente e servile.
La consuetudine invalsa di affidare i ruoli di
Odette e di Odile alla medesima interprete ha
introdotto un elemento di riflessione su un' ipotesi di sdoppiamento schizoide
di personalità; preferiremmo, a dire il vero, rafforzare, piuttosto, il rimando
a Castore e Polluce e alla loro condizione di
doversi dividere la sembianza umana e quella animale tra il bianco del giorno e
il nero della notte, e Freud che ci perdoni.
L’ Argomento del balletto
Vi si racconta la storia del principe Sigfrido che, durante una battuta di caccia, mentre tende il suo arco verso un cigno, vede l'animale alato trasformarsi in una fanciulla bellissima , Odette, la quale gli rivela di essere vittima di un sortilegio emesso dallo stregone von Rothbart, che la condanna ad essere un cigno durante il giorno per riassumere fattezze umane di notte. Il principe se ne innamora perdutamente.
Odette rivela all'innamorato che il maleficio sarà spezzato allorché un uomo consacrerà a lei il proprio amore chiedendola in sposa. Sigfrido invita Odette ad un ballo a corte, nel corso del quale egli annuncerà il loro fidanzamento. Ma al ballo, il perfido Rothbarth (che diventerà Rasputin in Ciaikovsky, e ogni commento è superfluo) invia Odile, che egli ha trasformato in gemella assolutamente identica ad Odette, così che il principe, ignaro dell’inganno, la chiede in sposa scambiandola per la ragazza amata.
Odette giunge a palazzo, ancora sotto le sembianze di cigno, nel momento in cui Sigfrido, sotto lo sguardo compiaciuto della regina madre, pronuncia la sua promessa.
Accecata dal dolore, Odette fugge per trovare rifugio e conforto tra le fanciulle cigno sul lago.
Sigfrido, resosi conto dell’inganno, raggiunge Odette che però, muore, per lo straziante dolore, tra le braccia dell’amato. Il lago si agita e, con un’onda immensa, sommerge e trascina via i due innamorati che vengono visti nuotare, trasformati in due cigni, uniti in un amore trascendente.
La partitura
Musicalmente il balletto esordisce con una “sinfonia” eseguita solitamente a sipario abbassato che prepara la sorpresa della prima scena, costituita dalla festa di compleanno del principe che entra nella maggiore età.
L’orchestra cita danze popolari per rappresentare l’entusiasmo dei sudditi fino alla comparsa del celebre valzer.
Secondo consuetudine il tema principale torna ciclicamente per poi dare spazio a danze che segnano l’ingresso della regina madre.
Un passo a tre articolato su 6 sezioni molto articolate e affidate a episodi solistici di molti strumenti (arpa, oboe, fagotto, clarinetto, ecc..), lascia la scena ad una danza di contadini.
Ancora un pas de deux, la cui conclusione strumentale, con prevalenza delle percussioni annuncia la battuta di caccia, a cui segue il finale appassionato del primo atto.
Il secondo atto inizia con un’atmosfera che descrive il paesaggio lacustre. Il tema principale viene riesposto, ma la risposta annuncia con gli ottoni, il sopraggiungere della minaccia.
Dopo varie danze dei cigni, un delicato assolo di Odette (che è stata invitata a palazzo da Sigfrido) e la musica concede il godimento del celebre solo di violino.
Il terzo atto è incentrato sulla festa a corte, con la geniale trasformazione del valzer in 4/4 per caratterizzare la situazione dell’inganno di Odile, alla quale viene dato ampio spazio perchè si produca nell’opera di seduzione.
Gli ospiti del castello si esibiscono nelle danze nazionali.
La scena della festa per il fidanzamento costituisce una ghiotta opportunità per musicista e coreografo per dar fondo alla fantasia: assistiamo perciò a una Danza ungherese, una danza russa,un bolero spagnolo, una tarantella napoletana.
Con la scoperta dell’inganno e la comparsa di Odette, il terzo atto si chiude in un clima di disperazione.
Il quarto e conclusivo atto esordisce con la sonorità trasparente degli archi e dei fiati su cui si eleva l’arpa.
La nuova scena del lago ha un clima ben diverso da quella del secondo atto. La Danses des petits cygnes trasmette inquietudine: Odette crede di essere stata tradita e cerca il conforto dalla compagnia dei cigni.
Il clima inquieto, concitato, raggiunge il parossismo come a sottolineare la palpitazione che condurrà al crepacuore che stroncherà Odette tra le braccia di Sigfrido.
Il Finale propone il tema suonato e contrastato da un turbine orchestrale che è l’allegoria della furia delle acque del lago che sommerge e trascina nei flutti i due giovani per lasciare spazio all’arpa e agli archi che concludono il balletto con un episodio di etereo sentimento di abbandono amoroso.
Interpreti storici
La prima mitica coppia fu quella costituita da Pierina Legnani e Pavel Gerdt, il quale, però era talmente su negli anni che un pas de deux fu trasformato in pas de troix per introdurre un "amico del principe" che consentisse a Gerdt di prendere fiato.
Circa la prima coppia di interpreti ci asteniamo dal giudizio perchè le critiche del tempo furono troppo influenzate dalla mediocrità della coreografia e della regia.
Celebri "cigni" sono state Anna Pavlova , Margot Fonteyn, in basso sinistra e più di recente, Sylvie Guillem,Yulia Makhalina, Darcey Bussell e Polina Semionova , queste due ultime partner apprezzatissime di Roberto Bolle.
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| Pierina Legnani | Anna Pavlova | Margot Fonteyn |
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| Darcey Bussell | Yulia Makhalina | Polina Semionova- Roberto Bolle |