Prosegue la Stagione Sinfonica 2025/2026 del Teatro Massimo Bellini con un nuovo appuntamento di grande fascino: il concerto “Violino e virtuosité”, in programma venerdì 5 dicembre 20,30 e sabato 6 dicembre alle 17,30.
Il Teatro Massimo Bellini di Catania, inaugurato nel 1890, rappresenta uno dei più importanti simboli culturali della città e dell’intera Sicilia e non rivela alcun segno di stanchezza sia nelle architetture che nelle programmazioni, sempre attente al Novecento e al contemporaneo.
La serata, che vede sul podio Nayden Todorov, direttore bulgaro di notevole esperienza, dal 2017 alla guida dell’Orchestra Filarmonica di Sofia, si aprirà con il «Concerto n. 5 in do minore per violino e orchestra» di Alexey Shor, compositore contemporaneo apprezzato per la sua scrittura melodica e coinvolgente, capace di creare atmosfere intimiste ma allo stesso tempo lucide e moderne.
Un’apertura che pone subito al centro la vocalità del violino, strumento – affidato in questa occasione alla giovanissima ma talentuosa artista cinese Jinzhu Li – che diventa veicolo di sensibilità e raffinatezza.
Seguirà l’intramontabile «Introduction et Rondo capriccioso» di Camille Saint-Saëns, una delle pagine più amate del repertorio violinistico ottocentesco.
Qui il virtuosismo raggiunge il suo apice: il solista è chiamato a un dialogo serrato con l’orchestra, tra slanci romantici, passaggi funambolici e un’eleganza tipicamente francese.
La seconda parte del programma guarda invece al Novecento storico, iniziando con le «Quattro impressioni norvegesi» di Igor’ Stravinskij, brano meno frequentato ma ricco di suggestioni folkloriche, colori orchestrali e atmosfere nordiche filtrate dallo stile inconfondibile del grande maestro russo.
A chiudere il concerto sarà la «Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore, op. 70» di Dmitrij Šostakovič, pagina brillante e ironica, lontana dai toni drammatici tipici del compositore.
Scritto nel 1945, il lavoro sorprende per la sua leggerezza apparente, la vivacità ritmica e la capacità di mescolare sarcasmo e trasparenza orchestrale in un equilibrio unico.
Una serata, dunque, che celebra il violino come protagonista assoluto, con un repertorio che attraversa tre secoli di storia della musica e mette in dialogo lirismo, virtuosismo e sperimentazione orchestrale.
Franco Milone