Omaggio ad Enzo Moscato al Mercadante di Napoli

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Presentato lo spettacolo “Non posso narrare la mia vita”, da “Gli anni piccoli e altri testi di Enzo Moscato” dedicato al compianto autore, che debutta al Teatro Mercadante di Napoli il 10 dicembre 2025 (in scena fino al 7 gennaio 2026). Roberto Andò ne cura drammaturgia e regia, con Lino Musella nelle vesti dello stesso Moscato, con un cast d’eccellenza, produzione del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale. Un omaggio sentito, poetico, sulla scrittura, sul teatro, sull’universo creato dal grande autore, cosmopolita, unico nel panorama internazionale. Scrittore, drammaturgo, attore, regista e cantante napoletano, scomparso il 13/1/2024, Moscato è stato esponente di spicco della “nuova drammaturgia napoletana e post-eduardiana”, capace di fondere la tradizione napoletana con il pensiero di autori del calibro di Artaud, Genet, Lacan, Pasolini. La sua scrittura unica, saggistica, alimentata dalla poesia, ha felicemente “tradito” la tradizione da intellettuale e grande artista quale era. Alla conferenza di presentazione del 6 dicembre sono intervenuti il presidente dello Stabile Luciano Cannito, il sindaco di Napoli Manfredi, il direttore generale Mimmo Basso, Lino Musella e tanti attori del cast. L’idea dello spettacolo è nata ai funerali di Moscato e, come sottolinea Basso, ha un senso di comunità. La pièce, come affermato Manfredi, è un punto di partenza di “un percorso che deve proseguire e che troverà il nostro sostegno”.

Roberto Andò

Il regista, che ringrazia Claudio Affinito della preziosa consulenza, nel suo lavoro mescola “Gli anni piccoli”, “un frammento autobiografico, un racconto in cui Moscato segue le tracce nascoste della sua vocazione teatrale nell’infanzia e adolescenza vissute ai Quartieri Spagnoli”, con testi da “Partitura”, “Signurì Signurì”, “Rasoi”, “Co’Stell’Azioni”, “Mal-d-Hamlé”, “Hotel de l’Univers” e gli inediti “Autodafé Primo” e “Intorno a ciò che si dice impossibile”, dal libro “Le scritture del Grande Infante”. “Sono – afferma Andò – agglutinazioni visionarie, sprazzi di vita ripercorsi con l’occhio e l’orecchio dello sciamano. Buchi, faglie, crepe di una memoria a brandelli, e solo a posteriori rammendata. Il diario di uno scrittore che odiava la realtà. Che alla realtà preferiva la vita fantasticata, la musica dell’invenzione e della rêverie. Sono partito da questo piccolo libro per immaginare uno spettacolo intorno al mondo interiore di Enzo, accostandomi delicatamente alla penombra della mente di un poeta che sta a Napoli come Kavafis sta ad Alessandria. Come scrisse Anna Maria Ortese a proposito di Elsa Morante, anche Enzo Moscato ha fatto un giuramento all’Invisibile. E questo più che un semplice spettacolo rischia di essere un appuntamento postumo con la sua voce indimenticabile”. Dopo un lavoro su Anna Maria Ortese e un altro su Raffaele La Capria, il regista palermitano completa il suo viaggio nel mondo poetico dei “tre profeti di Napoli, città/civiltà”. Con una voce testimoniale molto alta, Napoli è metafora del mondo. Se è impossibile raccontarsi, per Moscato, la sua visione trova snodi in cui si insinua il senso del teatro. Lo spettacolo dedicato al grande autore “sarà una festa o una di quelle cerimonie rituali ipnotiche, in cui si perdono i confini dello spazio e del tempo”, conclude Andò, che esalta l’universo moscatiano, capace, unico e immenso, di leggere Napoli in modo profetico, filosofico, inspiegabile, con la sua “tradinvenzione” che parlava al contemporaneo e al futuro.

Il cast

Lino Musella in scena

Protagonista dello spettacolo è Lino Musella, che interpreta la figura del grande drammaturgo“Da napoletano – afferma il talentuoso attore – sono stato toccato dallo sguardo di un regista non napoletano come Andò. Ogni cosa, in questo spettacolo, propone un’evocazione del poeta Moscato. In tutta la musica c’è un richiamo alla sua voce. Ci sono le facce, i corpi con cui ha vissuto e che lo hanno ispirato. Non voglio perdere il pudore che ho sempre provato nei suoi confronti. Sono in rapporto stretto con la sua scrittura: pur se libera da metriche e da rime è una poetica dell’oralità, per rendere vive le sue parole, presenti”. Con Musella gli altri interpreti sono Tonino Taiuti, Lello Giulivo, Giuseppe Affinito, Flo, affiancati da Vincenzo Pasquariello, Ivano Battiston, Lello Pirone, Eleonora Limongi. Le “voci e corpi della città” sono Nikita Abagnale, Mariarosaria Bozzon, Francesca Cercola, Gabriella Cerino, Nicola Conforto, Mattia Coppola, Vincenzo D’Ambrosio, Matteo Maria D’Antò, Ciro Giacco, Eleonora Fardella, Mariano Nicodemo, Maurizio Oliviero. Scene e luci dello spettacolo sono di Gianni Carluccio, i costumi di Daniela Cernigliaro, le musiche di Pasquale Scialò, il suono di Hubert Westkemper, le coreografie di Luna Cenere.

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