È in programma sabato 27 dicembre alle 19,30 nella Basilica di San Giorgio Maggiore di Napoli, l’ultimo concerto dell’anno del Coro della Pietrasanta: l’evento è dedicato alla Natività e ha per titolo «Magnum Mysterium» ed è diretto dal maestro Rosario Peluso (nella foto).
Al turista si presenta l’opportunità di dare una cornice musicale ad una delle rituali passeggiate lungo le vie del centro storico cittadino.
Il complesso di San Giorgio Maggiore risale ad un periodo tra la fine del IV secolo e gli inizi del V secolo; la chiesa paleocristiana fu voluta dal vescovo san Severo di Napoli; nel IX secolo il tempio è stato dedicato al Santo guerriero martire.
Tra il Seicento e il Novecento la Basilica è stato vittima di sciagure naturali e di scempi urbanistici, trasferminento di colonne, rotazioni e molto altro, che tuttavia non hanno privato San Giorgio Maggiore di un fascino straordinario, spiegato da un solerte e orgoglioso sagrestano che ama raccontare i lavoro dell’ultimo restauro dopo li terremoto del 1980 che ha fatto emergere l’affresco seicentesco di Aniello Falcone su San Giorgio che uccide il drago nella zona absidale, davanti al quale fu posto un nuovo dipinto, oggi incernerierato per consentire la visione di entrambi i dipinti.
Le pagine in programma nel concerto sono dedicate alla spiritualità, ma non necessariamente confessionali, opere di autori provenienti da diversi luoghi del mondo che propongono differenti universi sonori. Il programma è stato salutato calorosamente e partecipatamente già nel concerto dello scorso 14 dicembre nella Chiesa di S.Francesco in via Luca Giordano in Napoli.
Brani sacri e mistici, mantra religiosi, visioni angeliche e inni alla pace dell’umanità compongono il programma da concerto, suggestivo quanto corposo e non privo di originalità, includendo anche esecuzioni che necessitano di particolari dislocazioni spaziali dei cantori, e rivisitazioni moderne di antiche laudi della tradizione.
La Società Polifonica della Pietrasanta con il suo Coro e la gemmazione Ensemble La Vaga Aurora, sono ormai realtà consolidate e cariche di identità nel panorama musicale napoletano e non solo.
Molti sono gli affezionati spettatori che seguono i concerti del Coro e dell’Ensemble vuoi per le proposte di repertori inusuali, dal Rinascimento al Contemporaneo, spesso con utili quanto suggestive letture di testi, vuoi per quella capacità di trasferire al pubblico la percezione che quelle esecuzioni siano frutto di ricerca e di costante impegno.