È un novantenne dalla giovanile comunicativa e dall’entusiasmo senza tempo: Bruno Canino è protagonista del recital pianistico di lunedì 26 gennaio alle 19,30 all’Istituto Italiano di Studi Filosofici di Napoli che inaugura la rassegna «La Musica voce dello Spirito», curata da Riccardo Scognamiglio.
Mendelssohn, Brahms e Schubert sono gli autori che il pianista napoletano, formatosi a Milano ha scelto per la serata a Palazzo Serra di Cassano.
Il recital si apre con «Variations sérieuses per pianoforte, op. 54» di Mendelssohn, per proseguire con le «4 Ballate op.10» di Brahms, terminando con «Drei Klavierstücke, D. 946» di Schubert.
Le «Variazioni op. 54» sono state composte da Mendelssohn nel 1841, e rappresentano ben più di 17 variazioni u un tema grazie alla presenza di strutture contrappuntistiche lungo il fluire di esse, che però non inficiano il lirismo e l’intelligibilità della melodia del tema.
Le «Quattro ballate op. 10» sono datate 1854, venute alla luce a Düsseldorf quando Brahms aveva 21 anni.
Di carattere intimistico, il ciclo si presenta con una cifra unitaria riferita all’ispirazione alla ballata tradizionale scozzese «Edward» che è contenuta nella raccolta «Simmen der Völker» curata da Johann Gottfried Herder.
«Drei Klavierstücke, D. 946» sono per certi versi un’altra opera incompiuta di, Schubert.
I tre pezzi in mi bemolle minore, mi bemolle maggiore e do maggiore pare preludessero, nel 1828, ad un quarto brano che avrebbe dato alla raccolta il titolo di «Vier Impromptus».
Ma come nel più celebre caso della Sinfonia n.8, ciò che è giunto a noi appare compiuto e del tutto bastevole nel suo fascino.
Bruno Canino per «La Musica voce dello Spirito»
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