RI…VITA. IL DESIGN DI ALTRI MONDI AL MUSEO “PLART” DI NAPOLI

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Fino al 31 marzo 2026 è possibile visitare al Museo Plart – Museo della Plastica di Napoli (via Martucci) la mostra “RI…VITA. Il design di altri mondi”, a cura di Claudio Gambardella e prodotta dalla Fondazione Plart presieduta da Maria Pia Incutti. Si offrono allo sguardo del visitatore ventiquattro pregevoli sculture di legno della Val Gardena del XVII secolo, provenienti dalla collezione di Maria Bruno, madre di Maria Pia Incutti, con altrettanti manufatti in materiali plastici della collezione del Plart. Mostra di artigianato e concettuale, apre una riflessione sul continuum tra tradizione e innovazione, artigianato e industria, serialità e unicità. Un cortocircuito necessario che mostra come, dietro ogni prodotto industriale, vi sia la sapienza dell’uomo e la mano dell’artigiano. Gli oggetti portano con sé memoria e identità, sguardo sul futuro partendo sempre dal “fare”.

Desideravo omaggiare mia madre – spiega Maria Pia Incutti – queste sculture in legno appartenevano a lei e per me rappresentano un segno di armonia dal passato al presente, proiettato verso il futuro. Non a caso l’inaugurazione della mostra coincide con il compleanno della Fondazione Plart: 18 anni e ancora tanta vita!”. Incutti esprime il proprio rammarico per l’assenza delle istituzioni per uno spazio unico in Europa, che dovrebbe avere ben altra risonanza. E si potrebbe inserire negli itinerari turistici assieme ad altre realtà culturali legate alle arti moderne e contemporanee.

Claudio Gambardella al Plart

Claudio Gambardella

La mostra è nata da un’idea di Maria Pia Incutti e allestita da Veronica Abate. Dietro ogni prodotto industriale c’è uno stampo, un modello, un gesto iniziale plasmato con cura e – anche l’oggetto di plastica, apparentemente impersonale, porta in sé l’impronta di chi ne ha creato la matrice. Insieme la cooperazione tra specialisti del “saper creare” e specialisti del “saper fare”, che hanno costituito la spina dorsale dello sviluppo stesso del design occidentale nel Novecento, è ancor di più del design Made in Italy. In questa relazione di lavoro, di scambio di conoscenze, di circolazione delle idee, di risoluzione dei problemi, due figure complementari, il progettista e l’artigiano, trovano le ragioni della loro dignità. Il punto di incontro tra i manufatti in legno e quelli in plastica in esposizione è l’unico momento di dialogo tra i due gruppi, con nel mezzo una piccola scimmia che ride. Normalmente si distinguono il pezzo unico dal pezzo seriale e invece qui non accade”.

 Proiettati alcuni video dell’Istituto Luce che mostrano l’eccellenza dell’artigianato italiano e l’opera di Giovanni Sacchi, noto modellista del disegno industriale del ‘900, “che lavorava per i grandi designer, colui che interagiva con il progettista. Figura paradigmatica. C’è un fil rouge che lega questi universi apparentemente opposti. Non facciamo scomparire la mano dell’artigiano!”.

 Museo Plart

Riconosciuto nel 2009 dalla Regione Campania come Museo di interesse regionale ed entrato nel 2010 nella rete dei Giacimenti del Design Italiano della Triennale di Milano – Museo del Design, il Museo Plart custodisce una delle collezioni di plastiche storiche più organiche al mondo. La raccolta nasce dalla donazione dei fondatori Maria Pia Incutti e Salvatore Paliotto, che tra gli anni ’70 e ’90 hanno collezionato oltre 2.000 oggetti provenienti da negozi di modernariato, mercatini e aste internazionali.

La collezione comprende opere di artisti e designer di rilievo internazionale – tra cui Tony Cragg, Haim Steinbach, Peter Ghyczy, Riccardo Dalisi, Andrea Branzi, Enrico Baj, Ugo La Pietra, Studio65, Guido Drocco, Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso, Piero Gilardi – accanto a una vasta selezione di design anonimo: borse, gioielli, arredi, utensili, elettrodomestici, giocattoli, radio. Oggetti realizzati in bois durci, celluloide, acrilico, resina fenolica, polietilene, polistirene, PVC, ABS e altri polimeri sintetici, testimonianze della storia della plastica dalla seconda metà dell’Ottocento a oggi.

 

 

 

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