Henze, innamorato di Napoli, celebrato al Teatro di San Carlo

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«Era sera quando arrivai in città. Una sagra era stata allestita lungo tutta via Caracciolo e Posillipo, con tamburi, pifferi e tarantelle. Più tardi i fuochi d’artificio illuminarono l’intero golfo – scrive Henze – Non avevo più visto niente di spettacolare dai bombardamenti notturni dei primi anni Quaranta. Ho capito, allora, come luci e saette non siano sempre messaggeri di morte».
Queste le prime impressioni  della città di Napoli su Hans Werner Henze giuntovi nel 1951 e il Teatro di San Carlo celebra il centenario della nascita del musicista con un programma diretto  domenica alle 19 da Ingo Metzmacher (foto accantoI e che impegna il grande baritono 

da Ludovic Tézier, ormai idolo del pubblico napoletano, che sostituisce l’indisposto Matthias Goerne.
Accanto a «La selva incantata» del compositore innamorato di Napoli,  si ascolterà un capolavoro del Romanticismo come la «Sinfonia n. 2 in re maggiore per orchestra, op. 73» di Brahms e  i «Wesendonck-Lieder» di Wagner, nell’orchestrazione di Henze,
Nel programma originario erano previsti le «Cinque canzoni Napoletane» (nel video, la prima registrazione) composte da Henze e dedicate al suo amore platonico Ingeborg Bachmann (Nella foto di copertina inseme con il compositore)
Più passionali, i «Wesendonck-Lieder»  furono composti da Wagner originariamente per soprano e pianoforte, tra il novembre 1857, a Zurigo, per essere completati a Venezia nell’ottobre 1858 con il manoscritto donato  l’8 settembre 1857 all’autrice del testo e ispiratrice  Mathilde Wesendonch,  dedicataria e oggetto di passione romantica del musicista.
La «Sinfonia n. 2 in re maggiore per orchestra, op. 73» di Johannes Brahms è stata, tra le quattro “sorelle” quella a più rapida gestazione, ma essa è tutt’altro che di facile interpretazione e, per tanto, è stato oggetto di etichettature le più diverse nel corso degli anni, tutte aventi in comune il giudizio di magnificenza.

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