Lo sfinimento di addormentarsi su un tavolo, per Carla cala un’altra notte su ansie e assilli economici, un licenziamento dal giornale dove lavora e il fidanzato Federico sparito nel nulla.
Ma inatteso e travolgente è l’arrivo di Viola, una vecchia amica con la quale si era persa di vista, che piomberà nel cuore della notte portando con sé il peso di un cadavere e l’intrigo di un delitto tutto da sbrogliare.
L’incontro è sullo sfondo tragicomico di quel terzo incomodo particolarmente ingombrante, un groviglio di incredibili situazioni e colpi di scena, in una valanga di emozioni che sapranno intrigare il pubblico e farlo sorridere; ma anche occasione di un risveglio, a suo modo catartico, per entrambe le donne. Infatti anche Viola, apparente benestante e di successo, comparsa con fare capriccioso, ostentando in un seduttivo abitino nero da festa glamour e successo, tutto dovuto ad un matrimonio ben calcolato con un uomo ricco e anziano, pian piano confesserà la sua infelicità, con annessa infedeltà coniugale. Questo, e tanto altro ancora, nella commedia «Due donne e un delitto» di Valentina Capecci e regia di Roberto Belli, andata in scena domenica 1 febbraio ore 19,00 al Teatro Genovesi come secondo spettacolo in concorso al Festival Nazionale Teatro XS di Salerno, nella produzione della Compagnia Linea di Confine A.P.S. di Roma.
Ad interpretare le due donne, così diverse tra loro, in un ricco universo femminile che non smette mai di affascinare e sorprendere, le due bravissime attrici Eleonora D’Achille nei panni di Viola e Sara Colelli in quelli di Carla, mentre il cadavere, solamente evocato, è il giallo da risolvere, che sarà foriero di un confronto-scontro molto serrato, ma anche altamente terapeutico, tra le due.
La prima è favorita dalla bellezza e dall’arguzia, avrà pure lottato per uscire fuori dalle sue umili origini ma è stata ammirata e la vita le ha riservato un destino di agiatezza, seppure attraverso un matrimonio non d’amore.
L’altra si sente un brutto anatroccolo, costretta a faticare per conquistarsi un posto nella società e nel cuore di un uomo, destinata a traversie di ogni tipo, economiche, sentimentali e professionali. Il giallo, intanto, è l’espediente letterario per tenere alta l’attenzione del pubblico, per appassionarlo al rimbalzo dai diversi punti di vista delle due donne, passando dalle ragioni dell’una a quelle dell’altra, mentre dipanano probabili moventi e alibi sul delitto.
E il pubblico è inchiodato alle continue schermaglie dialettiche, mentre tra casualità e segni del destino, la pièce è anche l’occasione per riscoprire il valore di un legame di amicizia al femminile, fatto di polarità che si attraggono ma anche di rivalità, mentre in agguato ci sono i luoghi comuni che screditano la possibilità di una complicità tra donne.
La grammatica emotiva che comunque si coglie nella commedia esalterà la grande capacità delle due donne di interrogarsi e confrontarsi, fino allo sfiancamento, che poi è il sale di un sano equilibrio tra rivalità e complicità. Nell’approdo finale Viola e Carla si ritroveranno più consapevoli e capaci ognuna di accettare la propria individualità, la propria bellezza e la forma della propria anima, mentre il focus della commedia, in maniera leggera e divertente, vorticosamente brillante grazie alla verve attoriale delle interpreti, si sposterà da quel cadavere e dal pensiero dell’ex fidanzato, ad una ritrovata sorellanza, ricca di nuove consapevolezze e prospettive.
E nel mood di una colonna sonora allegra anch’essa e briosa, luci e audio di Renato Barabotti, e di un’assecondante regia di Roberto Belli sia dei tempi che dei personaggi, in primo piano con una scrittura piena di ritmo e molto intrigante, ci sono le due protagoniste divertenti e convincenti, nei rispettivi personaggi teneri e bizzarri, detective improvvisate e dobbiamo riconoscere, di successo.
Una commedia leggera ed un giallo decisamente da ridere, per un intrattenimento che regala momenti di pura distrazione ed allegria, mentre il pubblico in sala ha reclamato più volte le protagoniste ai propri convinti battimani.
Marisa Paladino