«Farà giorno» al Teatro Genovesi di Salerno

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Il terzo appuntamento del Festival di teatro XS ha visto in scena una commedia in due atti di Rosa A. Meduini e Roberto De Giorgi, un testo che in passato ha riscosso grandi consensi di pubblico e di critica nei suoi diversi allestimenti.
A riproporre Farà giorno al pubblico salernitano è stata la compagnia tarantina La cricca.
Tre i protagonisti della pièce che è ambientata in una stanza: Renato vecchio combattente partigiano, ora solo e pieno di ricordi e sensi di colpa nei confronti della figlia che non vede da trent’anni; Manuel giovane spiantato con simpatiche idee sul Duce, coattello destroide di periferia, tutto tatuaggi e luoghi comuni; Aurora medico oltre frontiera, la figlia che farà ritorno alla casa paterna dopo il lungo periodo trascorso lontano. Il caso vuole che il ragazzo investa Renato il quale per non essere denunciato si offre temporaneamente di accudirlo. Qui, nella stanza in cui si respira una atmosfera nostalgica tra foto, libri e medicine, tra letto e poltrona comincia il serrato confronto di due mondi apparentemente distanti anni luce, tra ideologie contrapposte (vedi il ritratto di Gramsci alla parete che poi sarà sostituito dal poster di Totti essendo il 2007, quando Manuel si installa in pianta stabile nell’appartamento) un rapporto che negli inevitabili scontri, bugie, confidenze, diffidenze, reciproche solitudini e frecciatine, lentamente si trasforma in un legame affettivo significativo e necessario per entrambi. Quando Aurora con il suo passato ingombrante (ex brigatista denunciata dal padre all’epoca integerrimo idealista) rientra nella vita di Renato offrendogli la possibilità di una riconciliazione sempre sperata, i toni ironici e brillanti vengono abbandonati diventando malinconici sino al finale commovente.
La regia di Aldo L’Imperio che per sé si è ritagliato il ruolo dell’anziano partigiano, mantiene la struttura originaria scandita da quadri successivi, puntando sulla caratterizzazione dei diversi personaggi e difatti molto efficace risulta l’incontro/scontro con Manuel interpretato da Gionata Russo calato con enfasi nei panni del ragazzo senza cultura, aggressivo e sboccato, che piano piano grazie all’empatico e generoso vecchio signore, comincia a maturare, e tenetevi forte… a leggere!
E non a caso il lascito di Renato sarà proprio un libro…
La presenza di Aurora ossia Anna Cofano non ostacola il rapporto che si è creato tra i due uomini, anzi rende possibile il reciproco perdono ed un rinnovato legame padre/figlia, sentimentalmente in realtà mai interrotto.
La recitazione degli interpreti è stata godibile e l’intreccio per le tematiche espresse e sottese risulta di presa immediata, stemperato leggermente dal ritmo narrativo che si avvale di momenti di buio e stacchi musicali.
Farà giorno visto e molto applaudito al teatro Genovesi domenica 22 febbraio 2026.

Dadadago

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