Avevamo già visto La Traviata di Alessandro Talevi nel 2022 (leggi su Oltrecultura). A distanza di tre anni l’allestimento del regista conserva gli stessi pregi e soffre degli stessi difetti. Non è una regia spericolatamente moderna e avanguardista. Anzi, è tutto piuttosto solito.
Come spesso accade nelle regie contemporanee l’azione si esplica in un elemento geometrico che diventa baricentrico, questa volta un piano inclinato di forma circolare.
Il resto è sostanzialmente scarno con alcune retroproiezioni che dovrebbero sublimare il dramma. Funziona? Mah, diciamo che non disturba. Non dà e non toglie.
Nonostante ciò, le critiche allo staff creativo sono ingenerose.
Abbiamo visto ben di peggio. Soprattutto è una realizzazione dignitosa, probabilmente messa giù con un budget – tutto sommato – contenuto.
Avendo già tastato la regia, ci siamo presentati a questa recita più curiosi per la parte musicale.
Lo scorso 22 Febbraio avrebbe dovuto esibirsi il Cast B. Avrebbe, per l’appunto. Perché le defezioni dell’ultima ora hanno mischiato le carte.
Ekaterina Bakanova è il quarto soprano ad esser chiamato in causa per il ruolo di Violetta. Dopo la defezione di Adela Zaharia (sostituita da Maria Mudryak durante la prima), infatti, anche Julia Muzychenko ha dato forfait nel cast B. Sembra una maledizione.
Invece, come spesso accade, ci si innamora per caso.
La Bakanova ha in Violetta uno dei suoi ruoli d’elezione e si sente. Ottima la presenza sul palco ed i numeri musicali sono di gran pregio: Sempre libera – Amami, Alfredo – Addio del passato e Oh gioia sono vere perle. La voce è ben timbrata sebbene tendente al leggero. Non è quel che ci si aspetta per Verdi ma il risultato è decisamente bello e gli applausi sono più che meritati.
Non tradisce l’Alfredo di Davide Tuscano, sempre molto a fuoco nella parte.
Altra graditissima sorpresa è stato Lodovico Filippo Ravizza nei panni di Giorgio Germont. Il baritono milanese incarna con pienezza la parte.
Come al solito eccellente anche Silvia Spessot che agevola il compito di chi le sta accanto.
Equilibrata la direzione di Leonardo Sini – classe 1990 – che evita ogni spettacolarizzazione. Tutto è misurato e ben incastrato in una direzione che evita ogni gioco pirotecnico. Bello il gesto che guida l’orchestra. Solita certezza il Coro del Comunale preparato da Gea Garatti Ansini che magnifica i numeri delle zingarelle e dei toreador.
Alla fine, applausi per tutti. Meritati. La musica sopravanza una regia tutto sommato dignitosa. Ma questo lo sapevamo già dal Dicembre del 2022.
Ciro Scannapieco
Foto Rocco Casaluci