«A qualcuno piace caldo» al Teatro Augusteo di Napoli

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Al Teatro Augusteo di Napoli, dal 6 al 15 marzo 2026, approda “A qualcuno piace caldo”, adattamento teatrale di Mario Moretti, con la regia di Geppy Gleijeses. Lo spettacolo è liberamente tratto da “Some Like It Hot”, indimenticabile, irresistibile film diretto da Billy Wilder nel ’59. Autentico capolavoro, tra i migliori film di tutti i tempi, vinse un Oscar e ben tre Golden Globe. Contribuirono a renderlo celebre anche tre leggende di Hollywood: Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon. La commedia in scena, libero adattamento della trama del film, è stata scritta nell’ ‘87 da Mario Moretti, indimenticato autore italiano e grande organizzatore culturale.

Il cast

La locandina dello spettacolo

Protagonisti della commedia in scena all’Augusteo Roberta Lucca che ha sostituito l’indisposta Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato. Completano il cast Maria Rosaria Carli, Stefania Barca, Salvatore Esposito, Antonio Tallura, Francesco Laruffa, Teo Guarini, Davide Montalbano, Michele Demaria. Chiara Donato firma i costumi, Roberto Crea le scene, Matteo D’Amico le musiche.

Geppy Gleijeses

Spiega il regista: «…allestire per il Teatro un titolo così unico e inimitabile è certo un’impresa da far tremare le vene ai polsi. Fortunatamente, aver portato al successo una commedia della stessa levatura come “Arsenico e vecchi merletti” con Giulia Lazzarini e Annamaria Guarnieri, mi conforta non poco. Ma mentre “Arsenico” si svolge tutto nella gotica villa delle ziette, qui ci troviamo di fronte a decine di ambienti diversi, compresi spiagge e yacht di gran lusso. Con pochi oggetti, e soprattutto con l’aiuto di tecnologia e videoproiezioni, l’impresa non mi sembra impossibile. Per la scenografia sono moderatamente tranquillo (ma ci sarà da lavorare, naturalmente) e ho la fortuna di disporre di un cast eccezionale: Euridice Axen, attrice duttilissima e donna bellissima nei panni che furono di Marilyn Monroe; Giulio Corso, giovane attore, tra i migliori in Italia, che ho già diretto in “Testimone d’accusa” (guarda caso un dramma giudiziario già adattato cinematograficamente da Billy Wilder) nel ruolo che fu di Tony Curtis e Gianluca Ferrato, attore da me prediletto, tra i pochi che eccelle nel comico e nel drammatico, che si cimenterà con il ricordo di Jack Lemmon. E con loro un nutrito gruppo di caratteriste/i. Più di 50 anni fa (ero un ragazzino) ebbi la fortuna di fare la comparsa nel film “Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?”. Il regista era Billy Wilder e il protagonista maschile Jack Lemmon! Ovvero, i due regali più grandi che il cinema americano ci abbia fatto da quando i fratelli Lumière inventarono il cinematografo. Eravamo in aliscafo tra Napoli e Ischia e naturalmente si giravano delle scene. I due geni erano di una semplicità disarmante (vallo a dire a tanti cialtroni di oggi), chiacchieravano nelle pause amabilmente con tutti e traspariva dai loro comportamenti un affetto e una serenità senza pari. A un certo punto della traversata si sedettero nella fila di poltrone davanti a me a chiacchierare animatamente. Chiesi, ero molto curioso, al direttore di produzione di cosa stessero parlando, immaginando un dialogo sui massimi sistemi filmici, egli candidamente mi rispose: “Stanno decidendo dove andare a mangiare il coniglio all’ischitana… Credo sia questo il segreto di un genio – conclude il grande attore e regista citando Lucio Dalla – l’impresa eccezionale è essere normale».

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