Nell’ambito della rassegna “I concerti per Federico”, la “Nuova Orchestra Scarlatti” si è esibita, lo scorso 28 marzo, in un concerto tenutosi nella splendida Chiesa barocca dei SS. Marcellino e Festo di Napoli.
“Classical World Music” era il titolo della performance che, sin dal titolo, si preannunciava come un ibrido tra musica classica e pop con qualche incursione nelle note colonne sonore di Piovani e Morricone.
L’avvio, affidato alla sinfonia da «L’Italiana in Algeri» di Rossini, lasciava ben sperare sulla gradevolezza della serata.
L’esecuzione incerta del brano disilludeva, pero’, rapidamente sul buon esito della resa, risultata piuttosto insicura, e portata a termine, con un livello appena sufficiente, da un ensemble che proseguiva, sotto la direzione del pur bravo maestro Giuseppe Galiano, con il mozartiano «Rondò alla turca» e le due struggenti melodie «Il cuore ferito» e «Primavera» di Grieg.
Purtroppo, il risultato musicale si rivelava complessivamente mediocre. Nonostante un programma interessante sulla carta, l’esecuzione appariva poco coinvolgente e, a tratti, imprecisa. Gli archi mancavano di compattezza e, in generale, l’ensemble non riusciva a mantenere un livello esecutivo costante. Iimprecisioni e qualche incertezza, infine, compromettevano l’armonia generale della prova.
Ma è stata, soprattutto, la seconda parte della serata a evidenziare i limiti di una orchestra costretta a virare verso brani “world“ come «Pata Pata» della compianta Miriam Makeba passando per «Dona Dona» di Secundo sino alla mitica “Imagine” di John Lennon.
Le canzoni venivano eseguite da Giovanna Famulari, apprezzata pianista e violoncellista, ma non dotata di una voce in grado di reggere, per intensità e complessità, brani così impegnativi.
Il risultato finale era una debole esecuzione priva di smalto e coinvolgimento emotivo appena ravvivato dalla chiusura finale dei due pezzi, «La Califfa» di Ennio Morricone e «La vita è bella» di Nicola Piovani, molto attesi dal pubblico.
Dello stesso brano veniva concesso un pocio richiesto bis e di una esangue «Imagine» sempre ad opera della Famulari che si fa meglio apprezzare al violoncello, dominato con maestria.
In definitiva si è avuto modo di assistere a una performance non entusiasmante, ma nei possimi appuntamenti della rassegna in collaborazione con l’Università Federico III la “Nuova Orchestra Scarlatti” sino al prossimo 7 giugno avrà oppportunità di esprimere il potenziale di cui non difetta.
Franco Milone