Tullio De Piscopo è un talento mondiale, capace di spaziare dal jazz alla musica napoletana, dal ritmo mediterraneo a quello afroamericano, trascinando con il suo sound irresistibile, con un groove eccezionale oggi come ieri. In un grande concerto al Teatro Augusteo di Napoli, da dove parte “80 Tullio – The last tour…nun ‘o saccio!”, trasformatosi in festa per i suoi ottant’anni, il celebre batterista e compositore ha intercalato suoi famosi brani e ricordi della sua vita, degli amici più cari, delle sue collaborazioni più prestigiose. Nato a Napoli nel 1946, ha suonato con artisti del calibro di Astor Piazzolla, Quincy Jones, Billy Cobham, Mina, Fabrizio De André, Franco Battiato, Lucio Dalla, John Lewis e Chet Baker. Suo “fratello in blues” è stato Pino Daniele al quale lo legava un profondo sodalizio e con il quale fondò la band VAIMÒ. “Con Pino – rivela – non stavamo suonando e basta, stavamo raccontando Napoli al mondo”. Li univa un linguaggio musicale all’avanguardia, capace di fondere blues, jazz, funk e canzone napoletana. De Piscopo ha contribuito alla nascita del Neapolitan Power, insieme con Pino Daniele e James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso, un movimento che ha saputo fondere tradizione e innovazione creando una nuova identità musicale proiettata nel futuro.
Il concerto

Tullio De Piscopo sul palco dell’Augusteo (ph.Galli)
“Nel 1966 sono partito da Napoli in cerca di musica”, racconta al pubblico De Piscopo, ricordando i tanti sacrifici degli esordi e la sua prima batteria acquistata a rate con i suoi soldi. E nella valigia tanti dischi di jazz. Felice di essere all’Augusteo, “su queste tavole dove suonava il Saggio, mio padre, Giuseppe De Piscopo, musicista del San Carlo e poi dell’Orchestra Anepeta”, come ricorda Tullio che cita anche il suo adorato e compianto fratello Romeo, anche lui batterista, morto a soli ventun anni sul palco proprio mentre suonava, un talento, fratello al quale De Piscopo dedica ogni concerto, ogni nota. Davanti a lui una scalinata, ovvero le difficoltà della vita, da superare. Inanella i suoi più grandi successi, da “Primavera (Stop Bajon)” a “E allora e Allora”, da “Libero” a “Bella ‘Mbriana” a “Qui gatta ci cova”, passando per il brano più iconico, “Andamento lento”, che gli permise di acquistare casa ai suoi genitori, canzone presentata a Sanremo nel 1988. E sul palco intervengono i due giovani ospiti LDA e Aka 7even, per suonare, emozionati, col maestro di drummin, la nuova versione di “Andamento Lento” presentata nella serata delle cover di Sanremo 2026. A De Piscopo è stato consegnato il Premio Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti come miglior live assoluto del Festival, da parte di Renato Marengo, figura chiave del Napule’s Power, e da Nando Misuraca, produttore e responsabile del MEI Campania. Tullio ricorda la sua indimenticabile collaborazione con Astor Piazzolla e regala al pubblico una versione di “Libertango” con il tempo originale, senza correre. E ricorda l’amico Gino Paoli, il loro affiatamento su “Sassi” e altre perle. E, naturalmente, ancora Pino Daniele, al quale dedica i brani “Destino e speranza” e la suite “”Drum conversation per Pino Daniele”. Regala anche un brano inedito, delizioso, il suo nuovo singolo “Miranda”, che non è un nome femminile bensì sinonimo di bellezza. Tanti applausi anche alla bravissima band composta da Stefano Gajon al sax, clarinetto e tastiere, Daniele Labelli alle tastiere, Giovanni Luca Silvestri alle chitarre, Rosario Di Giorgio alle percussioni, Alessandro Simeoni al basso. Dopo l’incredibile concerto, bagno di folla per De Piscopo, con l’abbraccio di fan e amici ai quali offre la torta di compleanno e, soprattutto, il suo entusiasmo di musicista sensibile capace di parlare ai giovani, di unire le diverse generazioni. Un concerto emozionante, senza retorica, forte dell’amore per la musica e per Napoli che caratterizza la vita dell’artista. E intanto promuove il cofanetto antologico “80 Tullio”, in vinile, con quattro album in edizione limitata che ne ripercorrono la carriera.