Stabile di Catania, «Ape regina – una giornata per Molly Bloom»: il desiderio e l’identità ispirati a Joyce

0

 

Prosegue la stagione 2025/26 “Il potere dei sogni” del Teatro Stabile di Catania con “Ape regina – una giornata per Molly Bloom”, in scena alla Sala Futura il 10  aprile 2026 alle 20.45, con repliche l’11 aprile alle 20,45 e il 12 aprile alle 18. Uno spettacolo intenso e visionario, ispirato liberamente all’ultimo capitolo dell’Ulisse di James Joyce, che mette al centro una figura femminile complessa, libera e profondamente contemporanea.

Scritto, diretto e interpretato da Giorgia Cerruti , giovane regista e attrice astigiana dalla solida formazione e già notevole esperienza , (regia condivisa con Davide Giglio, mentre i costumi sono fimrati da  Daniela Rostirolla ), lo spettacolo costruisce il ritratto di Molly Bloom come una moderna Penelope: un’ex attrice, un tempo bambina prodigio, oggi alle prese con il tentativo di ricostruire sé stessa, tra memoria e desiderio, tra slancio vitale e zone d’ombra.

In un arco temporale concentrato – una sola giornata, dalla mattina alla sera – Molly si racconta e si attraversa, lasciando emergere un’identità che si esprime attraverso il corpo prima ancora che attraverso la parola. Una presenza scenica che si fa materia viva: eccessiva, fragile, ironica, a tratti perturbante, capace di oscillare tra registri opposti, al di sopra di ogni pudore.

“Ape regina” si configura come un esperimento di scrittura e di linguaggio al femminile, liberato da strutture convenzionali e attraversato da una tensione continua tra opposti: vita e morte, presenza e assenza, memoria e futuro. La scena diventa così uno spazio intimo e simbolico, una stanza carica di passato e possibilità, in cui il personaggio tenta un confronto radicale con sé stessa.

Nel percorso evocativo dello spettacolo affiorano suggestioni legate all’immaginario cinematografico: dalle figure intense e ironiche di Bette Davis, agli echi malinconici di Norma Desmond, fino alla forza asciutta di Joan Crawford. Rimandi che contribuiscono a costruire una figura iconica e stratificata, sospesa tra teatro e cinema, tra mito e contemporaneità.

Al centro, la tensione verso una libertà assoluta: un “sì” incondizionato alla vita, che passa attraverso il corpo, il desiderio e la parola, in un dialogo continuo tra interiorità e rappresentazione. In questa prospettiva, l’arte diventa spazio di relazione tra vivi e morti, tra presenza e assenza, fino a configurarsi come possibilità di trascendenza.

Lo spettacolo, della durata di 60 minuti, è prodotto da Piccola Compagnia della Magnolia e Cubo Teatro.

(le foto sono di Roggero)

Stampa
Share.

About Author

Comments are closed.