Amori, gelosie e intrighi politici si intrecciano magistralmente nella nuova produzione di Roberto Devereux di Gaetano Donizetti, in scena al Teatro Comunale Nouveau di Bologna dal 17 al 22 aprile.
A 34 anni dall’ultima rappresentazione bolognese, l’opera torna a incantare il pubblico con un allestimento che unisce tradizione e innovazione, grazie alla regia di Alfonso Antoniozzi, ripresa da Luisa Baldinetti.
La regia di Antoniozzi si distingue per la sua capacità di esplorare la dimensione interiore della regina Elisabetta I, il vero fulcro del dramma.
La sovrana, interpretata con intensità da Karen Gardeazabal (che ha sostituito l’indisposta Roberta Mantegna), è ritratta come una figura tragica, schiacciata dal peso del potere e dalla solitudine. Antoniozzi, con una visione metateatrale ispirata al Globe Theatre, trasforma la scena in un simbolico riflesso del conflitto tra identità privata e pubblica della regina. Gli eleganti elementi scenici di Monica Manganelli e i raffinati costumi di Gianluca Falaschi completano un quadro visivo di grande impatto .
«Roberto Devereux» è una delle opere più celebri di Gaetano Donizetti, composta nel 1837 su libretto di Salvatore Cammarano, uno dei più importanti librettisti dell’epoca.
L’opera appartiene al filone delle “opere regine” di Donizetti, che include anche Anna Bolena e Maria Stuarda , tutte incentrate su figure femminili storiche e tragiche.
Il libretto di Cammarano si ispira al dramma Elisabeth d’Angleterre di François Ancelot, che narra le vicende di Roberto Devereux, conte di Essex, e il suo tormentato rapporto con la regina Elisabetta I d’Inghilterra.
La composizione di Roberto Devereux avvenne in un periodo di grande creatività per Donizetti, che in quegli anni era uno dei compositori più prolifici e richiesti d’Europa.
L’opera fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 29 ottobre 1837, riscuotendo un immediato successo. La musica di Donizetti, caratterizzata da una straordinaria capacità di esprimere le emozioni umane, si fonde perfettamente con il dramma del libretto, dando vita a una delle opere più intense e apprezzate del repertorio belcantistico.
Sul podio, Renato Palumbo dirige con maestria l’orchestra e il coro del Comunale, dimostrando una sensibilità particolare nel sostenere le voci dei cantanti.
Francesco Demuro , nel ruolo di Roberto Devereux, ha offerto una performance straordinaria, culminata nella celebre aria “Come uno spirto angelico” , dove la sua voce ha brillato per intensità e raffinatezza.
Il pubblico ha accolto con ovazioni la sua interpretazione della grande aria del terzo atto, “Bagnato il sen di lagrime” , un momento di altissima emozione che ha confermato la sua caratura artistica .
Karen Gardeazabal , nel ruolo di Elisabetta I, ha dato vita a una regina tormentata e appassionata, regalando momenti di grande intensità emotiva, in particolare nella celebre aria finale “Vivi ingrato” , dove il personaggio esprime il desiderio di liberarsi dal peso del potere e dalla sofferenza per l’amore perduto.
Raffaella Lupinacci , nel ruolo di Sara, ha incantato il pubblico con la sua interpretazione dell’aria “All’afflitto è dolce il pianto” , esprimendo con la sua voce morbida e vellutata tutta la delicatezza e il tormento del personaggio .
Vladimir Stoyanov , nel ruolo di Nottingham, ha brillato nell’aria “Forse in quel cor sensibile” , dove la sua voce baritonale ha saputo trasmettere una profonda intensità emotiva .
Un plauso speciale va al Coro, diretto ad interim da Giovanni Farina, che ha regalato momenti di rara suggestione, in particolare nella lunga e sommessa aria corale che apre il secondo atto. La sinergia tra tutti gli elementi in scena ha reso questa produzione un vero gioiello, capace di emozionare e coinvolgere il pubblico fino all’ultimo applauso.
Infine, un caloroso e doveroso augurio alla direttrice Gea Garatti Ansini , il cui impegno e visione hanno contribuito a rendere il coro del TCBO quello straordinario insieme che è oggi. La sua dedizione al Teatro Comunale di Bologna è un esempio di passione e professionalità che merita il più sincero riconoscimento. Sapranno apprezzarla anche a Torino.
Bello il lavoro di attori e ai ballerini che hanno arricchito le scene con una presenza scenica impeccabile e una gestualità che ha saputo amplificare il dramma. I movimenti coreografici, curati con precisione, hanno contribuito a creare un’atmosfera vibrante e dinamica, rendendo ogni scena visivamente coinvolgente e ricca di significato .
In conclusione, Roberto Devereux al Comunale di Bologna si è rivelato un trionfo di arte e passione, un omaggio alla grande tradizione operistica italiana e un’esperienza che resterà impressa nella memoria degli spettatori.
Ciro Scannapieco
Foto Andrea Ranzi