Il Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo, fino al 31 maggio 2026, presenta “Cantiere Under 35”, progetto dedicato ai nuovi talenti del teatro, a cura di Giulia Renzi. In cartellone quattro spettacoli, open call per progetti finiti o in costruzione e incontri, questi ultimi curati da Silvia Migliozzi. “Non una call strutturata, ma uno spazio di attraversamento: nessun parametro, nessuna modalità d’accesso e senza vincoli di formato, con l’obiettivo di mettere in rete artisti e realtà teatrali”, spiega Renzi.
Ha aperto la rassegna lo spettacolo “L’idiota: circo di voci per attore solo”, da Dostoevskij, di e con Valerio Pietrovita (produzione Galleria Toledo).
Dal 15 al 17 maggio 2026 in cartellone “Maupin”, di Isabella Covelli, spettacolo vincitore del I premio di produzione Scaramouche 2025 – ICRA Project.
Dal 22 al 24 maggio sarà in scena “I topi. Non li possiamo nemmeno vedere”, di Stefano Ghidetti con Eugenia Delbue.
Dal 29 al 31 maggio chiude la rassegna “Un giorno diverso”, di Domenico De Meo.
Giulia Renzi
Afferma la curatrice del progetto:- “bisogna concepire Cantiere Under 35 come un movimento in tre parti: progettazione, procedura d’appalto, esecuzione dei lavori. Ognuna di queste ha il medesimo scopo: aprire, spalancare, fare spazio. Il Cantiere d’altronde funziona così, bisogna avere un territorio vuoto su cui costruire. Maggio diventa la forbice entro cui ragionare su forme e modalità della costruzione. Il sistema teatrale come edificio in lavorazione, struttura aperta e plasmabile in cui è ancora possibile guardare attraverso. Le pareti del teatro diventano lo scheletro su cui proiettare l’immagine, ancora rarefatta, dell’edificio”.
Maupin

Una scena di “Maupin”
“Maupin”, regia e drammaturgia e costumi di Isabella Covelli (finalista al bando Drammaturgia under 30 della Biennale di Venezia 2025), è uno spettacolo sulla figura di Julie d’Aubigny (1670-1707), produzione Xenia Ets Sacrées Putes.
Conosciuta come Mademoiselle La Maupin, fu una delle prime donne spadaccine, e anche cantante lirica di successo, musa di compositori come LaGrange e Campra, avventuriera, libertina, edonista, femminista ante litteram. La sua figura leggendaria andrebbe annoverata al fianco di Don Giovanni, Casanova e del Marquis de Sade. Nello spettacolo prosa, canto, maschere si mescolano per raccontare la vita ricca, avventurosa eppure dimenticata di Julie d’Aubigny, così come quella di tante donne eccellenti in epoche in cui non godevano dello stesso prestigio e accesso alle posizioni di potere degli uomini. Le attrici Costanza Cutaia e Myriam Nissim interpretano la doppia personalità della protagonista, la Persona e la Leggenda. Sound designer, Ciro Amitrano, che incrocia repertorio barocco e musica elettronica in un lavoro musicale inedito. “Un inno alla gioia queer” che restituisce una figura storica affascinante di donna emancipata nella Francia a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo.