Una straordinaria cornice di pubblico ha accolto la presentazione dell’ultimo libro dello psicologo e psicoterapeuta Pino Tartaglia, intitolato «Dove vanno a finire gli amori perduti?», edito da Homo Scrivens.
L’incontro, svoltosi nella sala eventi dell’Hotel del Sole, si è rivelato un momento riflessione collettiva sui legami affettivi e sulle implicazioni che la fine di un sentimento lascia impresse nell’anima.
Il saggio-narrativo si concentra sulle complesse dinamiche dell’amore, esplorando la sofferenza e la disconnessione emotiva della società attuale.
L’autore propone, infatti, una chiave di lettura clinica ma fortemente umanistica, toccando nodi cruciali quali le relazioni moderne, l’analisi della paura dei legami stabili e la solitudine intesa come isolamento che sovrasta il bisogno biologico di affetto.
L’analisi tocca anche i sintomi psicosomatici che si manifestano nel corpo e correlati alle insoddisfazioni della psiche.
Durante il dibattito, Pino Tartaglia ha sottolineato come la fine di una relazione non coincida necessariamente con la scomparsa dell’energia amorosa, la quale continua a muoversi nei meandri dell’inconscio e della memoria corporea.
Il dibattito, ricco di spunti interdisciplinari, ha visto la partecipazione di Anna Sgueglia che ha pungolato l’autore con domande tese ad evidenziare la frammentarietà dei legami contemporanei e della presidente del Rotary Club di Aversa Francesca Sagliocco che ha portato il saluto del club.
E, infine, l’avvocatessa Adele Belluomo che ha dato voce alle pagine più significative del saggio, curando la lettura scelta di alcuni brani e restituendo al pubblico la sensibilità della scrittura di Pino.
A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva sono stati i momenti multimediali proiettati in sala. Gli interventi musicali in video hanno toccato corde profonde, collegando la psicoterapia alla grande canzone d’autore italiana: “La canzone dell’amore perduto”, il capolavoro di Fabrizio De André, riproposto nella toccante e intensa versione interpretata da Dolcenera e lo storico e nostalgico brano di Pino Daniele “Vento di passione”, perfetto specchio sonoro di quell’amore che, pur finendo, continua a segnare la memoria e a cambiare il tempo e il dolore nell’anima.
L’evento ha visto un’interazione continua tra il pubblico aversano e lo psicoterapeuta.
I partecipanti hanno condiviso riflessioni e domande, trasformando la presentazione in un vero e proprio laboratorio di consapevolezza emotiva. Al termine della serata, l’autore si è trattenuto per il consueto firmacopie, dialogando individualmente con i numerosi lettori presenti.
Franco Milone