Si è svolto nella mattinata del l 24 giugno a Ravello un piacevole concerto dal titolo En travesti presso la sala Wagner del prestigioso Hotel Caruso che ha sensibilmente voluto celebrare il mese del Pride con il linguaggio universale della musica che contraddistingue la città di Ravello.
Attraverso la proposta di un programma incentrato sul principio dell’astrazione vocale che ha caratterizzato in particolare la musica vocale del Settecento per il deprecabile uso dei castrati conseguente al divieto per le donne di cantare in chiesa a partire dal 1500 in poi, l’evento ha posto l’accento sulla necessità di promuovere una cultura inclusiva capace di rispettare le identità di genere oltrepassando pregiudizi e chiusure verso l’orientamento sessuale di ciascuno.
Cosicché la scelta dei brani proposti affidati a valenti interpreti quali il controtenore Vittorio D’Emma e il soprano Anna Paola Troiano ha presentato arie d’opera del periodo barocco come “Affanni del pensier” dall’ Ottone di Händel e dello stesso autore “Verdi prati” dall’ Alcina, affidate rispettivamente a personaggi interpretati da voci opposte al genere di appartenenza o da cantanti di genere diverso rispetto ai personaggi, data l’epoca in cui per l’appunto le voci acute si adattavano sia al maschile che al femminile, assumendo conseguente forza simbolica per la finalità dell’evento.
Sono seguite arie di periodi successivi ugualmente destinate ad interpreti en travesti quali Cherubino delle Nozze di Figaro, il giovane dalla voce di soprano eternamente innamorato, “Voi che sapete”, e quella di un altro celebre paggio dalla voce femminile che è Oscar di un Ballo in maschera, “Saper vorreste”, in un’esaltazione del teatro quale luogo per antonomasia della maschera, del travestimento, della non definizione di un’unica e fissa identità, alla scoperta di verità più profonde. A completare il programma della prima parte, ancora un omaggio alla musica antica con villanelle scritte per voci di castrati:”Figlio dormi” per voce di controtenore dal secondo libro di villanelle di Giovanni Girolamo Kapsberger intonata Vittorio D’Emma e la “Canzone del pescatore” di Anonimo, collegata alla tradizione delle villanelle napoletane, qui eseguita come brano d’assieme in maniera coinvolgente dai solisti D’Emma, Troiano, e Antonio Deliso (basso) assieme al coro femminile di soprani e contralti della classe di Canto lirico del maestro Pasquale Tizzani del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Al tutto ha contribuito da parte degli artisti il rapido cambio di abiti di scena che ancor più ci ha trasportato nella magia del teatro in quanto mondo composito e allo stesso tempo differenziato.
Abile e disinvolto accompagnatore al pianoforte dei variegati brani vocali il maestro Giancarlo Amorelli, anche Direttore dell’ensemble nella seconda parte del concerto oltre che presentatore della performance, narratore di aneddoti riguardanti i compositori o lo straordinario ambiente musicale della Napoli storica, conduttore amabile dello svolgimento del concerto.
Il controtenore Vittorio D’Emma si è distinto nell’esecuzione dell’aria händeliana, un intenso lamento della protagonista femminile Teofane, di cui ha reso con sensibile partecipazione la sensazione dolorosa e il senso di solitudine e di incertezza che la contraddistingue, padroneggiando la difficile scrittura virtuosistica ricca di fioriture tipica dell’epoca.
A sua volta Anna Paola Troiano nei panni di Ruggiero incantato dalla maga Alcina ha reso in “Verdi prati” la malinconia di chi scopre la disillusione degli incantesimi e dei sogni rispetto alla realtà ma anche il fascino e la forza ipnotica della melodia, con tecnica vocale adeguata nel piegare il virtuosismo all’espressione dell’affetto, centrale nella musica barocca, cui contribuisce la riuscita resa dei chiaroscuri e delle dinamiche.
La seconda parte del concerto ha privilegiato la dimensione collettiva in quella che si è rivelata una vera e propria festa nella gioia della musica di insieme, dapprima con un brano in prima assoluta, “Mater Dei” di Giancarlo Amorelli e di Bruno Colella, per solisti, coro, violino e pianoforte a sei mani, e poi con brani pianistici arrangiati a più mani, a sei ma anche ad otto: una Tarantella di Morricone, l’ouverture della “Carmen”, un pot pourri di melodie tradizionali della canzone napoletana che ha coinvolto il pubblico nello scandirne il ritmo mediante il battito delle mani.
L’esecuzione del “Mater dei” che ha visto ancora una volta la Troiano in un luminosissimo abito a rappresentare la Madonna, ha virato verso l’intimità e la dimensione del sacro, sottolineata dalla soavità della melodia affidata al violinista Giuseppe Pio Ottaiano sul cui suono il soprano ha svolto continuativi ed ardui vocalizzi, contrappuntati dagli interventi del coro angelico delle fanciulle in abito bianco, mentre drammaticamente a contrasto il basso Deliso ha espresso con forza quasi rappresentativa la voce del male contro cui è invocata la pace. Bravi e già professionali i pianisti coinvolti: Sabrina Cirillo, Antonio Scovotto, Gabriele Maiello della classe di Pianoforte del maestro Gabriele Ottaiano del conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.
Ad essi si aggiungono nei brani pianistici successivi eseguiti con entusiasmo, Giuseppe Pio Ottaiano e lo stesso maestro Ottaiano, responsabile con Amorelli e con il maestro Patrizia Porzio della preparazione del concerto, metafora in questo caso di un’auspicabile armonia tra le differenze.
Un concerto en travesti per il mese del Pride.
0
Share.