Il carisma che va oltre la musica: Uto Ughi

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Grande interesse ed entusiasmo per il violinista Uto Ughi, stato protagonista indiscusso il 15 giugno, dell’inaugurazione della stagione estiva del Teatro Bellini di Catania, con un concerto  che, programmato al Teatro Antico in via Vittorio Emanuele, per l’avversa meteorologia si è dovuto svolgere all’interno, creando non poche difficoltà per accogliere e sistemare il foltissimo pubblico.
Circa 1.200 spettatori, con molte presenze straniere, e inevitabile ritardo dell’inizio del concerto che però ha solo esaltato il piacere dell’ascolto, ripagando i presenti della pazienza dell’attesa.
I presenti alle prove raccontano dell’indecisione del maestro Ughi nello scegliere per l’esecuzione il suo splendido Stradivari Van Houten-Kreutzer appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la Sonata in La maggiore op.47 o  il Guarneri del Gesù del 1744.
Alla fine è stato scelto il Guarneri del Gesù in virtù della sua voce più calda e adatta a rendere il fascino del Concerto in Re maggiore op. 35 di P.I. Čajkovskij, composizione scritta nel 1878 sicuramente una delle pagine più virtuosistiche scritte dal compositore russo. 
Lunghissimi gli applausi a scena aperta per  uno dei maggiori violinisti italiani, assurto a leggenda vivente, con i suoi splendidamente portati settantaquattro anni, che non sembrano pesare  sulla brilantezza tecnica e meno ancora sull’intensità espressiva.
Insistenti le richieste del pubblico presente in sala, in ovazione in piedi, e  Ughi concede due bis strabilianti, con Paganini e J.S.Bach.
Con l’eleganza e l’umiltà dei veri “grandi” il Maestro spiega al suo pubblico che Paganini compose i suoi capricci come studi di tecnica trascendentale anche se in realtà non sono “solo” studi di tecnica ma molto di più, e narra che questo capriccio è stato scritto dal compositore a soli 15 anni ed è l’ultimo ed anche il più celebre tra tutti e tanti furono i grandi compositori, da Brahms a Liszt, a Rachmaninov che hanno preso spunto da questi capricci per creare delle loro improvvisazioni.
La direzione del concerto è stata affidata alla bacchetta del Maestro Salvatore Percacciolo, noto al pubblico catanese, che lo ha già applaudito nel Don Giovanni di Mozart della passata stagione teatrale 2017. Direttore siciliano, giovane ma molto attento ha guidato con piglio sicuro ed è lo stesso maestro Uto Ughi che pubblicamente ringraziando il direttore, sottolinea ed elogia la bravura dell’Orchestra del Teatro Bellini di Catania.
Nel secondo tempo abbiamo gustato la quinta sinfonia in Mi minore op. 64 sempre di P.I. Čajkovskij,  partitura che si snoda tra passaggi pieni di sentimenti e melodie travolgenti attraverso toni funerei e trionfali, espressione della completa rassegnazione dell’uomo di fronte al destino.
Il giovane maestro Percacciolo ha condotto la sinfonia verso una grandiosa solenne conclusione del concerto e il pubblico  ha applaudito a termine di una memorabile serata, splendida apertura della stagione estiva del Teatro Bellini di Catania.

Gabriella Spagnuolo

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