«La Serva Padrona» Passione in Musica fa sold out a Villa Mazzacorati

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Abbiamo incontrato il maestro Francesca Pedaci, direttore di Passione in musica, lo scorso 5 Marzo, dopo la rappresentazione di un’ottima Serva Padrona (di cui potrete anche godere della visione accedendo al link allegato). Quale migliore occasione per porle qualche domanda e chiederle qualche anticipazione per il prossimo futuro.

1) Buongiorno Francesca, stasera abbiamo assistito ad un piccolo miracolo. Come ci si sente ad aver portato in scena in questo teatro la prima rappresentazione completa in forma scenica?

Questa è stata la prima volta che è andata in scena una rappresentazione in forma scenica con Passione in Musica. È un progetto ambizioso, di certo è stato un lavoro molto duro ma il risultato ha ripagato ampiamente gli sforzi. Ho avuto la fortuna di collaborare con Salvatore Sito alla regia e Amedeo Salvato, pianista nonché direttore musicale della rassegna, docente al Conservatorio di Parma e docente alla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. Il risultato conferma la scelta. Al clavicembalo c’è la bravissima Giovana Ceranto, Luca Mazzamurro (Vespone) mimo e attore di grande talento e Valentina Frabetti  che ci ha supportato nel trucco e parrucco.
I cantanti sono stati scelti con molta accuratezza. He Yue (Serpina) giovane soprano ha padroneggia in modo brillante la parte con un ottimo debutto teatrale. Accanto a lei, Alessandro Branchi (Uberto), basse baritone affermato, che ha giganteggiato sulla scena. Abbiamo provato molte volte, ma il risultato ci ha premiato di tutti gli sforzi. Una Serva padrona così ben cantata è sicuramente motivo di vanto. Tutto ciò è stato possibile anche grazie all’aiuto generoso che ci ha dato il Direttore Andrea Migliori mettendo a nostra disposizione per le prove la sala del Centro musicale Preludio, oltreché il patrocinio.

 

2)Perché proprio la Serva Padrona?

Le dimensioni ridotte del palcoscenico dello splendido Teatro di Villa Mazzacorati non permettono di ospitare più di 5 attori. Ci serviva uno spettacolo che si potesse integrare alla perfezione con gli spazi ed un entr’act come La serva padrona è risultato perfetto. Tutti i tasselli sono andati magicamente al proprio posto, anche e soprattutto per merito di Salvatore Sito che ha saputo cogliere e attualizzare il senso più profondo dell’intermezzo del Pergolesi. Sua l’idea di invitare Azadeh che ha anticipato lo spettacolo parlando al pubblico presente in sala della sua amata terra, l’Iran e della drammatica condizione della donna nel Paese. La nostra serva padrona ha come sottotitolo “Donna , Vita e Libertà”, motto ripreso dalla vicenda iraniana e che caratterizza la rilettura di Salvatore come un forte messaggio sociale. Serpina indossa il velo, non per esigenze sceniche, ma per ricordare che quanto scritto quasi trecento anni fa è ancora tristemente attuale.

 

3)Infatti l’intervento di Azadeh è stato molto intenso. È riuscita con grande garbo e forza a proporre un tema molto attuale senza caratterizzarlo di una certa retorica di partito. Ha avuto un grande impatto. Sarà che la cultura  riesce a parlare ai cuori e alle menti molto più della politica?

L’arte e la cultura puntano direttamente al cuore delle persone. Arrivare poi alla mente è un attimo, più di quanto riesca spesso a fare una certa politica prosopopeica. Voglio raccontare quel che è successo a me ascoltando le parole di Azadeh: mi sono commossa a tal punto, che alla fine dello spettacolo l’ho invitata nuovamente. Passione in Musica sarà lieta di ospitarla ogni qualvolta ci sarà l’esigenza di denunciare quanto accade nel suo Paese. Devo però anche dire che a Bologna viviamo una realtà virtuosa, molto attenta ai diritti umani e sempre in prima linea nel comunicare e supportare tutte le ingiustizie. Era presente in sala la presidente del Consiglio comunale Maria Caterina Manca che non ha fatto mancare il suo impegno politico. Speriamo, nel nostro piccolo, di aver aperto nuove strade.

 

4)Tutto sommato è un intermezzo quasi coevo al teatrino di villa Mazzacorati. Mi piace pensare che non sia stata la prima rappresentazione di questo libretto in questi spazi. Non trova che questo posto abbia un non so che di magico?

 

Esatto, non è la prima volta che La serva Padrona viene rappresentata in questi spazi. È stato proprio grazie alla professionalità, al grande sforzo di ricerca e alla passione di tutte le persone che ci hanno lavorato, che posso dire che la nostra è stata veramente una messa in scena dell’opera speciale. La percezione che tutto questo sia arrivato al pubblico, è la ricompensa più grande. Un pienone così non si era mai visto.

La programmazione del Teatro procede a pieno ritmo, ma è un lavoro di squadra. Sono tante le persone e le Istituzioni che dovrei ringraziare, primo fra tutti il presidente Fabio Mauri  dell’associazione Succede solo a Bologna che mi ha dato fiducia nominandomi Direttore Artistico del Teatro Mazzacorati 1763 dal primo gennaio 2023. Come non citare poi la competente e appassionata dedizione della Dottoressa Giulia Dal Monte, Direttrice del teatro, che rende possibile tutto ciò in questi meravigliosi spazi. Vorrei ringraziare anche il Comune di Bologna per il patrocinio e il Conservatorio di Musica G. B. Martini di Bologna nella persona del  Direttore Aurelio Zarrelli. Questo sostegno è importante e ci da l’entusiasmo per continuare in questa direzione.

 Siamo infatti già proiettati al futuro. L’idea è quella di continuare con le operine. Senza anticipare nulla posso dire che per i 260 anni del teatro ci saranno delle piacevoli sorprese. Gli artisti  contattati ci hanno già dato la loro disponibilità, accettando il nostro invito con generoso entusiasmo.

 

5)Parlando della Serva Padrona, la regia di Salvatore Sito è stata brillante. Continuerà a collaborare con voi?

Salvatore stava curando la regia del Don Pasquale in scena al Castello di Novara per il Teatro Coccia. Ne sono rimasta così colpita che, grazie al tramite del Direttore Corinne Baroni, ho avuto i suoi contatti ed oggi è il regista ufficiale di Passione in Musica. Non vorrei anticipare nulla, ma l’entusiasmo è veramente tanto. Sarà lui a dare forma scenica a La voce  Umana di Poulenc, a Rita di Donizetti, Le nozze di Figaro di Mozart, Il segreto di Susanna di Wolf-Ferrari e a un’opera di Rossini in via di definizione.

 

6)Sul palco erano in tre ma immagino ci sia stato un gran lavoro di squadra dietro…

Non sarebbe stato possibile tutto questo se non si fosse creata la giusta alchimia. È stato faticoso ma ne è valsa la pena. Abbiamo lavorato tantissimo, anche di notte, ma nessuno ha mai protestato. C’è sempre stato un clima di gioia, cameratismo e disponibilità totale, caratteristica dei veri professionisti. Ho ricevuto da tutti loro quella sana energia che ha fatto sì che superassi anche i momenti più difficili.

7)Torniamo a noi. Ormai sono quasi quattro mesi che è alla direzione artistica di questo splendido spazio. È il momento di fare un bilancio?

E’ un po’ presto per fare dei bilanci, proprio perché non è passato neanche un anno, ma posso dire che sono molto soddisfatta e il bilancio, a mio avviso, è più che positivo, con un livello qualitativo artistico molto alto. Abbiamo iniziato la collaborazione con diversi enti, il Concorso Tosca (ospitiamo i vincitori del Concorso in una serata in teatro). Il 2 di aprile ospiteremo alle 11 di mattina il concerto dei giovani talenti della Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. Al pianoforte in entrambi i concerti, ci sarà il nostro direttore musicale Maestro Amedeo Salvato. Una novità per la rassegna Passione in Musica è ospitare la mostra Contaminazioni mercoledì 29 marzo dalle ore 18:30 alle ore 21:30.

8)Quanto è importante per questi giovani artisti avere uno spazio come questo in cui esibirsi?

È importantissimo non solo per i giovani, ma anche per noi professionisti. Un posto così pieno di storia come questo è un incanto.  Ogni volta che si entra in sala, non si può che ammirare questo gioiello. Anche i responsabili della Reggia di Versailles ne sono rimasti entusiasti quando sono appositamente venuti per visitarlo. Questo teatro è magico, ti cattura.

9)Da insegnante ne avrà aiutati tanti a trovare una strada. Soprano, didatta, direttore artistico. Non Le sembra di chiudere un cerchio?

Effettivamente sono molti i ruoli che ricopro: cantante, didatta, direttore artistico, conduttrice. Eppure, più faccio e più ho voglia di cimentarmi in qualcosa di nuovo. È anche un modo per mettermi al servizio dell’arte e del teatro a cui ho donato tutta la mia vita. L’arte è qualcosa che ti avvolge, ho ancora tanti progetti e sono fortunata ad avere persone al mio fianco che credono in me e mi aiutano a rendere tutto questo possibile.

 

10)Che dire, complimenti. Cosa ci aspetta per il futuro? Può darci qualche anticipazione?

Siamo già al lavoro per la prossima stagione. Il 18 settembre inaugureremo la settimana di festeggiamenti per i 260 anni del Teatro Mazzacorati 1763, che si concluderanno il 24 settembre, giorno del suo compleanno. Separeremo la rassegna dei professionisti da quella dei giovani, così da arricchire la proposta e dare a tutti i giusti spazi di espressione.
Resterà di certo lo speciale, il salotto pomeridiano di Passione in Musica e le matinée la domenica mattina. A grande richiesta il prossimo anno prevederemo, laddove sarà possibile, repliche di concerti e opere. Se riusciremo ad avere un giusto supporto economico, la volontà è quella di prolungare la stagione concertistica, operistica e teatrale almeno fino al mese di luglio 2024.  In ogni caso, sarete i primi a ricevere la nostra locandina e questa è una promessa.

In bocca al lupo

Ciro Scannapieco

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