Il 6 maggio 2026, il concerto di Danilo Rea “Lirico – Piano Solo” ha incantato il pubblico che affollava il Teatro Acacia di Napoli. Un’altra perla della stagione musicale dell’Associazione Alessandro Scarlatti presieduta da Oreste de Divitiis. Il celebre pianista ha reso omaggio alla grande tradizione operistica italiana, rivisitata in chiave jazzistica, con la lettura musicale che lo ha reso celebre e amato nel mondo. Il pianismo di Rea, fondato su una tecnica ineccepibile e su un’interpretazione unica, riconoscibile, suscita sempre grandi emozioni. Tra i musicisti jazz più stimati, Rea ha suonato con i big della scena jazz internazionale come Lee Konitz, Chet Baker, John Scofield, John Patitucci, Michael e Randy Brecker, Billy Cobham. Ha anche accompagnato celebri interpreti della canzone d’autore italiana, da Mina a Claudio Baglioni, Pino Daniele, Fiorella Mannoia, Rino Gaetano, Gianni Morandi, Adriano Celentano e Gino Paoli scomparso di recente.
Danilo Rea
Il progetto “Lirico” prende il via nel 2003 con l’omonimo album pubblicato per l’etichetta EGEA. Afferma Rea: – “Con “Lirico” riprendo un progetto che parte da lontano; nell’anno della pubblicazione del disco mi fu chiesto di portare “Lirico” a Santa Cecilia. La musica lirica è nel DNA di noi italiani. Portarla sul pianoforte jazz significa spogliarla della sua sacralità per restituirle la sua natura di emozione pura, immediata e universale. Un incontro tra mondi lontani in un dialogo intimo e poetico dove i grandi temi della tradizione classica, riletti con rispetto e passione, si trasformano in esplorazioni armoniche in omaggio ai grandi maestri del passato”.
Il concerto

nella foto il pianista Danilo Rea
Nell’introdurre il suo concerto, Rea sottolinea la mancanza di una scaletta prestabilita, lasciandosi dettare la sequenza dei brani dall’emozione del momento, mescolando le note secondo una regia istantanea, per condurre il pubblico in un viaggio coinvolgente, grazie a celebri partiture rilette con originalità e maestria. L’artista si lascia ispirare, come solo i grandi sanno fare, dal feedback con il pubblico, regalando una carrellata di splendide pagine musicali, cucendo insieme “melodie immortali di Puccini, Rossini, Verdi, Bizet che rivivono attraverso la sensibilità e la straordinaria raffinatezza di Danilo Rea”, come spiega Tommaso Rossi, direttore artistico dell’Associazione Alessandro Scarlatti. Celeberrime arie incantano il pubblico, da “E lucean le stelle” a “Casta Diva”, da “Nessun dorma” a “Mio babbino caro” e a “La Rondine”, dal “Brindisi” (“Libiamo ne’ lieti calici”) dalla “Traviata” a “Te voglio bene assaje”. Con una predilezione per Puccini, il compositore italiano che ha anticipato con la sua musica i grandi autori americani del ‘900, passando ai classici napoletani, alle loro favolose melodie impreziosite dall’improvvisazione dell’artista che inventa medley strepitosi, mescolando Bizet e Paoli, “L’Amour Est Un Oiseau Rebelle” e “Che cosa c’è”, la melodia partenopea e “Besame mucho”, “Someday My Prince Will Come”, “Tammurriata nera” e “Le Foglie Morte”, “Era de maggio” e “Singing In The Rain”, “Nessun dorma” e “Recondita armonia”. Le emozioni intense sono ben lungi dal finire poiché Rea conclude la serata con un medley favoloso cucendo insieme, nel suo stile inarrivabile, le più belle canzoni di Gino Paoli, amico con il quale ha condiviso anni di concerti e dischi. Un concerto elegante, ricco di improvvisazioni e di libertà costruita su grande rigore, con il tocco sublime di Rea che, ogni volta che sale su un palco, regala un concerto unico, un evento da portare nel cuore.