C’era una volta…Guapparia, la sceneggiata di Antonio Ottaiano

0

Dal 1° al 4 ottobre 2026, al Teatro Troisi di Napoli, la sceneggiata “C’era una volta….Guapparia” verrà riportata in scena da Antonio Ottaiano, celebre interprete di questa forma di spettacolo popolare e qui anche direttore artistico. Affiancano il celebre artista noti e bravi attori e cantanti: Oscarino Di Maio, Carla Schiavone, Vincenzo Merolla, Lello Pirone, Lucia Palmentieri, Angela Rucco, Ciro Meglio, Antonio Lippiello, Carmine Iannone e il piccolo Vincenzo De Simone. La regia è di Gigi Savoia, che ha già diretto Ottaiano in diversi spettacoli; Carla Schiavone è aiuto regia, Tonino Di Ronza cura le scene, Anna Giordano i costumi, Rosario Sorrentino le luci, Enzo Sorrentino i suoni. La messa in scena sarà preceduta da una prefazione scritta da Ottaiano e letta dalla conduttrice e scrittrice Magda Mancuso. Magda Mancuso racconta le radici e le origini storiche della sceneggiata, i suoi periodi di maggiore successo, fino al re indiscusso Mario Merola e a Pino Mauro. La sceneggiata, riconosciuta come genere dal 1919, conobbe una pausa negli anni ‘70 e fu ripresa verso la fine degli anni ’90 grazie alle rappresentazioni di Ottaiano. Lo spettacolo si basa su testo e sceneggiatura originale di Vincenzo De Crescenzo, con l’aggiunta di altre melodie e due canzoni. L’orchestra in buca di sette elementi è diretta dal maestro Peppe Fiscale. La sceneggiata è un genere che unisce canto, recitazione drammatica e comicità, su un preciso canovaccio: “isso” (l’eroe positivo o il guappo), “essa” (l’eroina o la donna amata) e “‘o malamente” (l’antagonista), che deve essere punito, ucciso o mandato in galera, oltre a un duo comico che ha la funzione di sdrammatizzare. Le tematiche sono le condotte culturali delle “classi pericolose” napoletane, come le definì Mastriani. Al centro dell’esplosione dei conflitti nei vicoli di Napoli, il rispetto, l’onore, l’amicizia e l’amore. Nello spettacolo non vi è più separazione tra palcoscenico e platea e il pubblico partecipa emotivamente o interviene con commenti. Su Ottaiano e sulla sceneggiata sono state scritte due tesi di laurea.

Antonio Ottaiano 

Un bell’impegno portare in scena la sceneggiata…Tu fai anche divulgazione di questa forma di spettacolo popolare… Raccontando il periodo storico della sceneggiata intendi avvicinare il genere ai giovani…

“Porto a teatro un genere a me molto caro, che dovrebbe essere valorizzato di più e divulgato tra le nuove generazioni. La sceneggiata è un genere molto difficile, e affonda le sue radici nell’ ‘800. Non si tratta di una forma artistica semplice o di basso livello ma di un genere difficile, storico, interpretato da grandi attori. Tra il passato, il futuro, il presente dell’AI, ci siamo noi, la mia generazione e sento di dover fare questo per i giovani. Alla fine della storia il guappo riflette sul suo codice d’onore e dice che se gli salgono sulla scarpa, lui si gira dall’altra parte. Comm’è bella ‘a libertà!”.

 

Stampa
Share.

About Author

Comments are closed.