Al San Carlo: Il filo musicale da Napoli a San Pietroburgo e Dissonanzen in Sala Assoli

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Al San Carlo: Il filo musicale da Napoli a San Pietroburgo

Juliette Di Bello

Quale sia stato il profondo legame tra la Scuola Napoletana del Settecento e la Russia non lo scopriremo attraverso una lezione di storia, ma ascoltandolo nel concerto di stasera alle 19 al Teatro di San Carlo. Protagonisti Vincenzo Caruso al clavicembalo e Luca Sartori al clarinetto, affiancati dai soprani Juliette Di Bello e Anna Grotto e dal mezzosoprano Gabriela Korzystka, tutte allieve dell’Accademia sancarliana.
Ad accompagnarle professori d’orchestra e collaboratori del lirico napoletano.
Il programma attraversa alcune delle più significative espressioni della Scuola Napoletana, accostando compositori che ne furono protagonisti ad altri che ne subirono l’influenza. In apertura il «Capriccio in la maggiore» di Francesco Araja (Napoli, 1709 – Bologna, 1770), figura emblematica del rapporto culturale tra Napoli e la Russia.
Trasferitosi a San Pietroburgo, Araja vi svolse infatti un’intensa attività musicale, arrivando nel 1755 a comporre una delle prime opere in lingua russa. Nel corso della serata verrà eseguito anche il suo «Capriccio in si bemolle maggiore». Ampio spazio sarà dedicato a Giovanni Paisiello primo direttore del rinnovato Conservatorio di San Pietro a Majella. Musicista capace di attraversare senza danni le turbolenze politiche del suo tempo, Paisiello seppe conquistare il favore delle diverse dinastie che si alternarono sul trono di Napoli, pur essendo spesso tra loro nemiche.
La sua fama oltrepassò i confini italiani, facendone un autore amatissimo sia in Russia sia in Germania.
Del compositore pugliese saranno proposti i «Notturni a due voci», l’aria «Potea quel pianto» tratta da «La Passione di Gesù Cristo» e «Idol mio, m’alletta ognora» dall’opera «L’osteria di Marechiaro».
Può apparire un ospite inatteso Antonio Caldara (Venezia, 1670 – Vienna, 1736), compositore veneziano attivo per gran parte della sua carriera fuori da Napoli. Tuttavia, la sua produzione risente profondamente dell’influenza di Alessandro Scarlatti e della tradizione musicale partenopea. Di Caldara verrà eseguita l’aria. «Soffrirò péne» dall’oratorio «Santa Ferma».
Il percorso approderà infine all’Ottocento con Ferdinando Sebastiani.
La sua fama era tale che, dopo I Capuleti e i Montecchi di Bellini al San Carlo, la stampa scrisse: «L’inarrivabile suonatore di clarinetto rapisce tutto il pubblico che alla fine del suo solo è obbligato a prorompere in bravo ed evviva clamorosi».
Di Sebastiani si ascolterà «Fantasia sulla cavatina di Norma» e «Fantasia sull’opera Semiramide», pagine che chiuderanno il viaggio musicale.

Dario Ascoli

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Per Dissonanzen radiodramma di Beckett e Feldman

Andrea Renzi

In occasione del centenario della nascita di Morton Feldman, l’Associazione Dissonanzen, in collaborazione con Casa del Contemporaneo, presenta «Morton Feldman on 41st Parallel» , un progetto che rende omaggio a uno dei protagonisti più originali della musica del Novecento.
«Words & Music» in scena stasera alla Sala Assoli Moscato alle 20, 30, è un radiodramma nato dall’incontro fra la scrittura di Samuel Beckett e la musica di Morton Feldman.
Lo spettacolo, proposto dall’Ensemble Dissonanzen, vedrà in scena Andrea Renzi e Francesco Paglino; la direzione musicale è di Pasquale Corrado, la regia di Andrea Renzi, gli interventi pittorici di Lino Fiorito, le luci di Cesare Accetta e il suono di Daghi Rondanini; lo spettacolo è in collaborazione con Casa del Contemporaneo.La musica di Feldman traduce le indicazioni poetiche di Beckett con un linguaggio sonoro tenue, lento e rarefatto, immediatamente riconoscibile.

D. A.

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Corriere Del Mezzogiorno 03.10.26

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