Francesco Nicolosi nominato nel Consiglio Superiore dello Spettacolo del Ministero della Cultura

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Il pianista catanese Francesco Nicolosi entra a far parte del Consiglio Superiore dello Spettacolo, massimo organo consultivo del Ministero della Cultura. La nomina, firmata dal ministro Alessandro Giuli, arriva al termine del mandato triennale che lo ha visto alla guida della Commissione Consultiva Musica.
Si tratta di un riconoscimento significativo per l’attività svolta da Nicolosi a sostegno del settore musicale nazionale. Il Consiglio Superiore dello Spettacolo svolge infatti funzioni di consulenza strategica per il Ministero, contribuendo alla definizione delle politiche culturali e degli indirizzi per l’assegnazione delle risorse pubbliche destinate allo spettacolo.
«Accolgo questa nomina con profondo senso di responsabilità e gratitudine», ha dichiarato Nicolosi. «L’esperienza maturata come presidente della Commissione Consultiva Musica mi ha consentito di conoscere da vicino la straordinaria ricchezza del nostro patrimonio culturale e musicale, ma anche le sfide che il settore affronta quotidianamente. Continuerò a mettere le mie competenze al servizio dell’intero comparto, con l’obiettivo di contribuire alla sua crescita e valorizzazione».
Diplomatosi giovanissimo con il massimo dei voti e la lode, Nicolosi ha lasciato la natia Catania per perfezionarsi a Napoli sotto la guida di Vincenzo Vitale, del quale è considerato uno degli allievi più autorevoli. La consacrazione internazionale arriva nel 1980 con la vittoria del Concorso Internazionale d’Esecuzione Musicale di Ginevra, tappa decisiva di una carriera artistica che lo ha portato sui principali palcoscenici del mondo.
Oltre all’attività concertistica, Nicolosi è presidente e direttore artistico del Centro Studi Internazionale Sigismund Thalberg di Napoli e dell’omonimo premio pianistico dedicato al grande virtuoso austriaco.
Tra i più apprezzati interpreti del repertorio romantico italiano, il maestro siciliano ha ricevuto nel corso degli anni autorevoli riconoscimenti dalla critica. Il compianto musicologo Paolo Isotta ne esaltò la luminosità del suono, la capacità di legato e la raffinata cantabilità, indicandolo come uno dei maggiori pianisti viventi.
Accanto alle qualità artistiche, chi conosce Nicolosi ne sottolinea le doti umane e la disponibilità al dialogo. Un tratto che si accompagna a una profonda dedizione verso la figura di Vincenzo Bellini, compositore al quale il pianista lega da sempre il proprio ideale musicale, fondato sulla cura del fraseggio e sul valore del canto come espressione suprema dell’arte interpretativa.

 

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