
Laura Valente
Il Real Albergo dei Poveri riapre le sue porte alla città, ancora immerso nel grande cantiere di restauro, ma già pronto a tornare luogo di incontro, memoria e partecipazione. Da oggi al 16 ottobre 2026, il patio, l’auditorium e soprattutto la terrazza del monumentale edificio napoletano ospiteranno quattro appuntamenti gratuiti della nuova edizione di “Napoli Millenaria – Futuro Quotidiano II”, dedicati ai temi dell’accoglienza, delle migrazioni, delle diaspore, delle marginalità e del rapporto tra memoria e futuro.
Un ritorno temporaneo, ma dal forte valore simbolico: per alcuni giorni la terrazza dell’Albergo dei Poveri viene restituita ai cittadini e trasformata in un grande palcoscenico di teatro civile. L’iniziativa è ideata dalla direttrice artistica Laura Valente, organizzata dal Comune di Napoli e finanziata dalla Città Metropolitana di Napoli.
L’obiettivo è fare dell’Albergo dei Poveri non soltanto un monumento da restaurare, ma un luogo vivo, capace di interrogare la città sul proprio passato e, allo stesso tempo, di immaginare il proprio futuro.
Ad aprire il programma, il 6 ottobre alle 20, sarà “Fame”, spettacolo site specific di Armando Punzo, ispirato all’omonimo romanzo di Knut Hamsun. Protagonista è Paul Cocian, accompagnato dalle musiche e dal disegno sonoro di Andrea Salvadori.
La fame raccontata da Punzo non è soltanto quella del corpo. È soprattutto una fame esistenziale: il bisogno di affermare sé stessi, di diventare artefici della propria vita e di non arrendersi alla paura di vivere.
Per Punzo, nato a Cercola nel 1959, si tratta di un ritorno a Napoli dopo tredici anni. Nel 1988 ha fondato a Volterra la Compagnia della Fortezza, lavorando con i detenuti della Casa di Reclusione e trasformando il carcere in uno dei luoghi più radicali della ricerca teatrale italiana. Un’esperienza che da oltre trent’anni mette al centro la possibilità di trasformare un luogo di pena in un luogo di cultura.
La scelta del Real Albergo dei Poveri come spazio scenico aggiunge allo spettacolo una dimensione ulteriore: la fame individuale del protagonista entra in dialogo con la memoria di un edificio nato per accogliere gli esclusi e gli abbandonati.
Il 7 ottobre alle 20, ancora sulla terrazza, sarà la volta di E per loro – Suite per schiavottelli, elettronica e mandoloncello, progetto poetico-musicale di Volto Sound, con Gianni Valentino, Lello Tramma e Michele Signore.
Il lavoro nasce da una ricerca nell’Archivio storico del Banco di Napoli, dove Valentino ha ritrovato documenti che testimoniano la tratta di schiavi tra Napoli e Istanbul nel Seicento.
Da quelle carte prende forma una suite composta da quattordici poemetti in italiano e napoletano. Sono storie di bambini, madri e uomini ridotti alla prigionia, costretti a rinnegare identità e fede. Napoli, Costantinopoli, Algeri e Positano diventano così le coordinate di una memoria mediterranea fatta di attraversamenti, violenza, commercio e sopravvivenza.
La musica mescola violino, mandoloncello, chitarra elettronica, ritmi popolari e sonorità mediterranee e mediorientali. Il risultato è un incontro fra concerto recitato, teatro-poesia e installazione sonora.
Una storia rimossa che riaffiora attraverso le parole e la musica e che invita a guardare Napoli non soltanto come città di arrivo e partenza, ma come crocevia millenario di popoli e religioni.
La stessa sera, alle 21.15, la terrazza ospiterà Eredità, concerto di Lucariello con Federico Di Napoli e le voci dei ragazzi di Nisida.
Il progetto nasce dalla collaborazione fra Futuro Quotidiano e l’Istituto Penale per Minorenni di Nisida, attraverso il laboratorio di rap e canzone napoletana realizzato dall’associazione CCO – Crisi Come Opportunità.
Lucariello, una delle figure storiche del rap napoletano, da anni affianca alla produzione musicale un intenso lavoro educativo con i ragazzi detenuti. Attraverso la scrittura e la musica, il laboratorio diventa uno spazio nel quale raccontarsi, costruire una propria voce e trasformare un’esperienza di marginalità in un percorso creativo.
Con Eredità questo lavoro esce dall’istituto e arriva nel cuore dell’Albergo dei Poveri. Nei mesi successivi la collaborazione proseguirà con nuovi percorsi rivolti a ragazze e ragazzi a rischio, costruendo un ponte permanente tra Nisida e il monumentale edificio di piazza Carlo III.
Il programma si chiuderà il 16 ottobre alle 19, negli spazi del patio e dell’auditorium, con Tiresia: Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta., debutto napoletano di Giorgina Pi / Bluemotion.
È una performance-installazione site specific da ascoltare in cuffia, parte del progetto Tiresias B Side, dedicato alla figura del veggente capace di attraversare identità, corpi e vite differenti.
In un diario sonoro di circa 35 minuti, Giorgina Pi ricostruisce la propria scoperta di Tiresia attraverso la poesia di Kae Tempest. Le voci di Gabriele Portoghese, Aurora Peres, Maria Vittoria Tessitore, Vasilis Dramountanis, Christos Stergioglou e Monica Demuru accompagneranno il pubblico negli spazi dell’Albergo dei Poveri.
È una scelta particolarmente significativa per un edificio che da secoli vive nella tensione fra ciò che è visibile e ciò che rimane invisibile: chi viene accolto e chi viene escluso, chi ha una voce e chi non viene ascoltato.
I quattro appuntamenti rappresentano soltanto l’inizio della seconda edizione di Futuro Quotidiano, progetto che da ottobre a dicembre intreccerà memoria storica, comunità, performance e riflessione sul futuro delle città.
Dal 29 ottobre partiranno anche Scuola popolare, nessuno escluso, doposcuola gratuito rivolto ai bambini, e i laboratori dedicati al corpo e all’affettività, curati da Le Nuvole e rivolti a ragazze e ragazzi delle diverse municipalità della Città Metropolitana.
Particolare attenzione sarà dedicata inoltre a Fotoromanza, il laboratorio condotto da Giorgina Pi con donne tra i 65 e i 90 anni. Le partecipanti saranno chiamate a costruire il proprio fotoromanzo personale, trasformando i ricordi individuali in una narrazione collettiva.
Il progetto assume un significato speciale proprio all’Albergo dei Poveri. Gli anziani e i bambini, i corpi più fragili e marginali, furono infatti tra coloro che maggiormente abitarono la storia dell’edificio. Il laboratorio vuole quindi restituire centralità a quelle voci e proseguirà fino a dicembre, con l’obiettivo di confluire in un documentario.
La nuova stagione di Futuro Quotidiano si inserisce nel percorso avviato nel 2025. La prima edizione, tra maggio e settembre, aveva coinvolto più di 1.500 ragazze e ragazzi, raccolto 2.500 proposte per la Napoli del 2050 e lavorato su tre grandi ambiti: Radici, Visioni, Impegno. Tra i risultati anche una Costituzione tradotta in lingua napoletana e restituita al pubblico attraverso una performance.
Per alcuni giorni la terrazza del Real Albergo dei Poveri torna dunque a essere una piazza sospesa sulla città. Un luogo dove il teatro incontra la musica, la poesia incontra la memoria e le nuove generazioni sono chiamate non soltanto ad assistere, ma a prendere parola.
Franco Milone