
Franco Fagioli e Sara Blanch
Il Teatro di San Carlo propone nella stagione operistica che sta per lasciare il posto a quella che si inaugurerà con «Luisa MIller», lodevolmente propone per la prima volta un’opera giovanile di Mozart «Mitridate, re di Ponto», opera seria in tre atti su libretto di Vittorio Amedeo Cigna Santi, a partire dal 24 settembre prossimo con repliche fino al 1° ottobre.
Sarà l’occasione per un’incursione nel mondo creativo di Mozart quasi all’esordio delle sue composizione per il teatro quando il suo genio alla ricerca dell’espressione della sua univocità si confrontava con i modelli e le convenzioni dell’epoca con una straordinaria capacità di assimilazione in quel periodo di formazione costituito dagli innumerevoli viaggi compiuti con il padre Leopold in tutta Europa sia per far conoscere l’eccezionalità di questo figlio prodigio che per porlo nelle condizioni di avanzare nelle proprie conoscenze musicali a contatto con il meglio che l’Europa del tempo poteva offrire.
Prima opera seria di un Mozart quattordicenne durante la sua prima visita in Italia, debuttò al Teatro Ducale di Milano il 26 dicembre 1770 in seguito ad una commissione ottenuta attraverso la conoscenza di personaggi importanti di cui aveva ottenuto l’ammirazione, dando prova da parte del musicista dell’assimilazione precoce del linguaggio musicale teatrale in voga, prevalentemente legato, per quanto riguarda il genere serio ai canoni metastasiani, seppure contaminati dai modelli francesi.
In uno stile già internazionale (suoi modelli erano anche autori di rilievo come J.C. Bach, Hasse, Guglielmi, Piccinni e Jommelli) il giovane Mozart allestisce un lavoro monumentale sulla vicenda tratta da Racine incentrata sul solito tiranno illuminato che si trova a risolvere il conflitto con i suoi due figli Farnace e Sifare, tra loro in lotta sia per il potere che per l’amore di Aspasia, in realtà promessa sposa dello stesso Mitridate. I consueti intrighi, sullo sfondo delle vicende politiche e di guerra in cui è coinvolto lo stato asiatico di Mitridate contro i Romani, atti a dar luogo alla varietà di arie esprimenti sentimenti e caratteri musicali differenziati dei personaggi secondo il cliché dell’opera seria, si sciolgono con la riconciliazione dei fratelli e la magnanimità del padre in punto di morte nel consueto lieto fine.
Al di là dello schematismo della convenzione l’opera riveste tuttavia particolare interesse dimostrando in più punti che Mozart impone già, come notato da Stefan Kunze, la propria interpretazione drammaturgica, uno fra tutti la grande scena d’ombra di Aspasia nel terzo atto internamente connessa alla successiva aria appassionata di Sirafe, in cui l’autore va oltre l’astrattezza del testo mediante una musica intrisa di dolore che avvolge il tutto in un’unica atmosfera.
L’allestimento del San Carlo si avvale di una produzione in collaborazione tra Teatro Real Madrid, Oper Frankfurt, Gran Teatre del Liceu realizzata per la prima volta al teatro Real nel marzo 2025 con la regia Claus Guth un regista attento a letture in chiave psicologica, qui ripresa da Marcelo Buscaino.
Le scene sono di Christian Schmidt, le luci di Olaf Winter, mentre la coreografia è firmata da Sommer Ulrickson. In un’opera del genere Mozart ai suoi esordi rivolge una notevole attenzione allo stile canoro dovendo esaudire le esigenze di quattro cantanti dalla voce acuta oltre al tenore protagonista, e cioè all’epoca due soprano femminili e due castrati, l’uno soprano e l’altro contralto, sottolineando in ogni caso, al di là della stereotipia, la forza e l’intensità drammatica delle emozioni accese espresse nel canto, coadiuvato dal ricorso frequente a recitativi accompagnati sfocianti in arie di varia struttura spesso virtuosistiche, per cui risulta rilevante la scelta del cast. Nel presente allestimento esso è composto da Giovanni Sala nel ruolo del titolo, e da artisti che spiccano nel repertorio belcantistico come Sara Blanch (Aspasia), Mariangela Sicilia (Sifare), Franco Fagioli (Farnace), Giuliana Gianfaldoni (Ismene), cui si affiancano Alasdair Kent (Marzio), Augustin Pennino (Arbate).
L’Orchestra e il Balletto (con direttore Renato Zanella) sono del teatro San Carlo. Il direttore, consolidata presenza nel Massimo napoletano, è Riccardo Frizza che dovrà condurci sulle tracce del genio mozartiano in uno dei suoi primi affondi in quello che sarà uno dei suoi campi di maggior interesse che è appunto il teatro musicale, probabilmente in un’occasione da non perdere.